Fragilmente

Primavera, non sbocciano soltanto i fiori provenienti dal vivaio.
Primavera, è tempo di rinascere e la vita, testarda e caparbia, rifiorisce, ancora e ancora.
E così si sono aperti al sole i fragili papaveri, donano la loro bellezza per poco tempo ma sono sempre la testimonianza di questa stagione nuova.
E così eccone uno far capolino, timido e temerario allo stesso tempo.

E un altro, poco distante, dondola così con grazia.
E così fragile, come a volte è la vera bellezza.

Un terzo, poi, è cresciuto più alto e intrepido degli altri, tra l’erba e accanto alla maestosa lavanda.

E sapete cosa penso?
Io credo che volesse soltanto vedere il mare.
E ci è riuscito, in un luminoso giorno di primavera.

Rossi papaveri

Sono rossi papaveri, tra i fiori più fragili ed effimeri.
Allegri, sgargianti, così leggeri con i loro petali dalla grazia inconfondibile.

Intrepidi ondeggiano sui loro steli sottili.

Tra l’erba, crescono liberi e ribelli.

E appaiono così caduchi e leggiadri nel tempo del loro fiorire.

Sono rossi papaveri nel sole di luglio e di Fontanigorda.

Una fragile bellezza

Il primo papavero della stagione sul mio terrazzo sboccia là dove il destino lo ha condotto.
Sospinto dal vento così si posa e timido fiorisce.
Con i petali rossi aperti al sole, tra la lavanda generosa.
Così effimero e caduco come spesso sono certe piccole splendide felicità così si svela il primo papavero della stagione nella sua fragile bellezza.

Rifiorire

Ed è tempo di rifiorire.
Dondolano gioiosi gli anemoni dai toni vivaci sull’erba fresca di Villa del Principe.

Nell’attesa che altri colori ravvivino il superbo giardino.

E il rosso e il viola così si stagliano nel verde intenso.

È tempo di rifiorire anche per il ciliegio generoso.

E i suoi fiori candidi si aprono al sole.

E sboccia, magnifico e sontuoso, il glicine.
Sovrasta le creuze, le salite, spande ovunque il suo delizioso profumo.

Ed è primavera e i miei narcisi guardano il mare.

E gli alberi di Giuda si coprono di allegri fiori rosa.

Mentre fragili si aprono alla luce chiara i fragili papaveri dai colori del sole.

E tutto rinasce, si rinnova, ritorna a svelare la propria meraviglia in questo tempo del dolce rifiorire.

Tra la lavanda

Accade così, sul mio terrazzo: a volte sbocciano fiori che non ho mai seminato.
Succede spesso con le bocche di leone e con altre meraviglie che giungono come gradite ospiti portate da brezza favorevole.
Così è la vita, testarda e caparbia, trova il luogo perfetto per insinuarsi e poi sbocciare, rifiorire, nascere.
Inatteso, con la sua sorprendente e semplice bellezza, è così sbocciato un piccolo tenace papavero e non è da solo, ho visto altre piantine poco distante.
Non so proprio da dove sia venuto il rosso papavero ma la sua leggera leggiadria è stupefacente come la vita stessa nel suo eterno rinnovarsi.
Ed è sbocciato là, tra la lavanda.

Il tempo dei papaveri

Ed è il tempo dei papaveri che fragili sbocciano tra certi teneri fili d’erba qui a Fontanigorda.
Così rossi e vivaci, spiccano tra i colori dell’estate.

Selvatici e liberi, questi spontanei fiori di campo si aprono assetati di luce.

E dondolano leggeri, in un giorno in cui spira il vento fresco tra foglie e germogli, frementi sotto i raggi del sole che li bacia.

E sono così vibranti i colori estivi della campagna, questa bellezza selvaggia è un’armoniosa sinfonia di corolle viola, gialle e azzurre e tra tutti questi semplici fiori spiccano ancora i papaveri dai petali sgargianti.

Fremono nel sole, nel loro misterioso equilibrio, sorretti da steli sottili.

Donano agli sguardi la loro perfetta e inimitabile leggiadria, solo la natura sa regalarci tanta bellezza.

E danzano ancora la danza del vento, lievi e leggeri, rossi papaveri d’estate.

Semplice

Sono poi le cose più semplici ad essere più vicine ai nostri cuori, sono quelle che magari neppure sappiamo considerare preziose perché siamo abituati alla loro esistenza.
Il vento, la luce, il profumo dell’erba.
Il colore del cielo.
Gli alberi con i loro rami immensi.
La pioggia e il suo rumore.
Le cose semplici, le bellezze della vita.
I fiori.
Il fiore più comune e così selvatico, a volte se ne trova una moltitudine, altre volte invece certi papaveri solitari sbocciano ai margini di un sentiero, abbarbicati vicini a certe rocce, sul bordo di floridi orti.
Temerari e fragili, con quei petali che paiono fremere ad ogni alito d’aria.
Il fiore più semplice, così prezioso.

Papaveri di Ferragosto

Nel culmine dell’estate, i fiori più semplici.
Nati tra l’erba, in un campo, rossi e vivaci, figli della terra e del sole.
E se giunge un refolo di vento i petali sottili tremano e ondeggiano come in una danza i papaveri sui loro steli.
Una bellezza breve ma intensa e vera, secondo natura.
I papaveri liberi e selvatici, per augurare a tutti voi buon Ferragosto!

Papaveri