Tra la lavanda

Accade così, sul mio terrazzo: a volte sbocciano fiori che non ho mai seminato.
Succede spesso con le bocche di leone e con altre meraviglie che giungono come gradite ospiti portate da brezza favorevole.
Così è la vita, testarda e caparbia, trova il luogo perfetto per insinuarsi e poi sbocciare, rifiorire, nascere.
Inatteso, con la sua sorprendente e semplice bellezza, è così sbocciato un piccolo tenace papavero e non è da solo, ho visto altre piantine poco distante.
Non so proprio da dove sia venuto il rosso papavero ma la sua leggera leggiadria è stupefacente come la vita stessa nel suo eterno rinnovarsi.
Ed è sbocciato là, tra la lavanda.

Il tempo dei papaveri

Ed è il tempo dei papaveri che fragili sbocciano tra certi teneri fili d’erba qui a Fontanigorda.
Così rossi e vivaci, spiccano tra i colori dell’estate.

Selvatici e liberi, questi spontanei fiori di campo si aprono assetati di luce.

E dondolano leggeri, in un giorno in cui spira il vento fresco tra foglie e germogli, frementi sotto i raggi del sole che li bacia.

E sono così vibranti i colori estivi della campagna, questa bellezza selvaggia è un’armoniosa sinfonia di corolle viola, gialle e azzurre e tra tutti questi semplici fiori spiccano ancora i papaveri dai petali sgargianti.

Fremono nel sole, nel loro misterioso equilibrio, sorretti da steli sottili.

Donano agli sguardi la loro perfetta e inimitabile leggiadria, solo la natura sa regalarci tanta bellezza.

E danzano ancora la danza del vento, lievi e leggeri, rossi papaveri d’estate.

Semplice

Sono poi le cose più semplici ad essere più vicine ai nostri cuori, sono quelle che magari neppure sappiamo considerare preziose perché siamo abituati alla loro esistenza.
Il vento, la luce, il profumo dell’erba.
Il colore del cielo.
Gli alberi con i loro rami immensi.
La pioggia e il suo rumore.
Le cose semplici, le bellezze della vita.
I fiori.
Il fiore più comune e così selvatico, a volte se ne trova una moltitudine, altre volte invece certi papaveri solitari sbocciano ai margini di un sentiero, abbarbicati vicini a certe rocce, sul bordo di floridi orti.
Temerari e fragili, con quei petali che paiono fremere ad ogni alito d’aria.
Il fiore più semplice, così prezioso.

Papaveri di Ferragosto

Nel culmine dell’estate, i fiori più semplici.
Nati tra l’erba, in un campo, rossi e vivaci, figli della terra e del sole.
E se giunge un refolo di vento i petali sottili tremano e ondeggiano come in una danza i papaveri sui loro steli.
Una bellezza breve ma intensa e vera, secondo natura.
I papaveri liberi e selvatici, per augurare a tutti voi buon Ferragosto!

Papaveri