Immaginate un giorno d’autunno, nel quartiere di Portoria, nell’anno 1881.
Ci sono le autorità, la fanfara dei pompieri, i servitori con la livrea di gala, ci sono diverse associazioni, ognuna reca il proprio stendardo.
Si inaugura il nuovo basamento della statua di Balilla, il ragazzino che il 5 dicembre 1746 scagliando un sasso diede il via alla rivolta del popolo di Genova contro gli austriaci.
E si suonano canti patriottici, si sosta in Vico Capriata, dove un tempo era la casa di Balilla.
E poi viene posta ai piedi della statua una corona arricchita di nastri.
Portoria è un tripudio di gioia e di orgoglio.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Le finestre sono tutte illuminate, tremano le fiamme delle candele, Via Roma è uno sfavillio di archi luminosi e in cima alla strada trionfa una stella d’Italia tricolore e al di sotto, a grandi lettere, si legge il nome di Balilla.
E poi ancora, luci bianche, rosse e verdi lungo i viali dell’Acquasola.
E gente che si riversa per le strade del quartiere, nei caffè e nelle locande, a sera i fuochi artificiali rischiarano il cielo.
Una grande festa in nome di Balilla.
Il racconto di quella giornata è riportato da un anonimo giornalista sul Caffaro del 3 Ottobre 1881.
Ne sono venuta a conoscenza grazie al mio amico Vittorio Laura, collezionista di storie e di cimeli genovesi.
Vittorio ha pubblicato questo articolo in un libretto di otto pagine, il così detto ottavino.
I suoi ottavini sono delle vere perle, io li possiedo tutti perché Vittorio me li ha regalati e lo ringrazio ancora di avermi donato un prezioso cofanetto ricco di notizie rare su Genova come questo racconto che ci conduce a Portoria, nel 1881.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
E veniamo ai giorni nostri, al 5 Dicembre 2013, il giorno dell’anniversario del gesto di Giovanni Battista Perasso, detto Balilla.
E a Portoria c’era tanta gente.
L’Associazione A Compagna, per festeggiare il 90°anno di attività, ha donato alla città di Genova il restauro del basamento marmoreo della statua di Balilla e ha adottato l’aiuola nella quale è posto il monumento.
Una giornata in memoria di un bambino chiamato Balilla.
A Compagna è un’associazione culturale che promuove la conoscenza della storia della città, delle sue tradizioni e del dialetto genovese.
E ai piedi della statua che troneggia in Portoria c’era uno di loro a reggere lo stendardo.
C’erano le autorità e ognuno ha parlato ricordando la figura di Balilla e il suo valore nella cultura di questa città.
Nell’immagine sottostante vedete il promotore di questa splendida iniziativa, il Gran Cancelliere di A Compagna Maurizio Daccà insieme a Franco Bampi, presidente dell’Associazione.
E la bandiera con la Croce di San Giorgio è stata fatta cadere e il monumento si è mostrato agli occhi del pubblico in tutto il suo rinnovato splendore.
Ed è giusto rendere merito a chi ha reso possibile tutto questo.
La scritta sul monumento fino a poco tempo fa era in queste condizioni.
Adesso chi passa in Portoria può leggere le parole che ricordano un bambino genovese che è passato alla storia per quel gesto che ha cambiato il corso degli eventi di questa città.
Una splendida iniziativa che restituisce a Genova un monumento importante, una testimonianza preziosa del nostro passato.
Una giornata da ricordare, una corona e i colori della nostra bandiera per celebrare il piccolo coraggioso che è nel cuore dei genovesi.
Come in quel giorno del 1881, quando tutta la città era in festa per Balilla.
Portoria è cambiata, non ci sono più le vecchie case di Piazza Pammatone, ora questo è un quartiere moderno, in questo post vi avevo portato a fare una passeggiata virtuale tra quelle antiche strade che non ci sono più.
C’è ancora Balilla, con il braccio alzato, il sasso nella mano.
Pronunciò poche parole in genovese e scatenò la rivolta, quelle parole letteralmente significano: la comincio?
Che l’inse?
A Portoria, il 5 Dicembre 1746.


































