A volte il caso è un fido condottiero, sa portarci nel luogo perfetto.
A quella data ora, proprio quel giorno.
Ieri, in Campopisano.
Tra i vicoli e le mattonate c’è un giardinetto ed una splendente mimosa.
E così vi racconto una storia di rami, di vicoli e di stradine silenziose inondate da un inaspettato profumo di fresca primavera.
Una storia di caruggi, cieli azzurri e gialle mimose.
E case in scaletta, questi sono vicoli che non conoscono ombra ma sono baciati dalla luce del sole che rende ancora più brillanti certi colori.
Ed è una sorprendente meraviglia vedere un albero come questo crescere rigoglioso nel centro storico.
E mentre ero lì, sotto a quei rami generosi, giù per la mattonata è arrivata una signora, mi ha detto che è stata lei, insieme ad altri, a mettere lì questo splendido albero che ha ormai tre anni.
E cresce e fiorisce la mimosa di Campopisano.
E tanti piccoli fiorellini odorosi spandono nell’aria un delizioso profumo.
Il cielo sopra i caruggi a volte è così, inatteso e luminoso.
E tra me e il cielo soltanto lei, la mimosa.
Tra me e il cielo solo il mio sguardo che toccava l’inarrivabile ramo carico di evanescente bellezza.
E quelle piccole foglie sottili che la incorniciano.
Laggiù, nel giardinetto di Campopisano ci sono anche un ulivo, un nespolo e una palma frondosa.
E una panchina, bisognerebbe sedersi lì, con un bel libro tra le mani.
E ci vorrebbero, nelle nostre città, altre persone come colei che ha avuto questo generoso pensiero, un albero per Campopisano.
Tutto assume una dimensione gloriosa e lucente, come quei rami che si abbandonano ai raggi del sole.
E poi vasetti alle finestre, riflessi sui vetri e persiane aperte e chiuse.
Una storia di caruggi, mimose e panni stesi.
E cieli azzurri dono di una potente tramontana.
E rosse facciate così tipiche della mia Genova.
Era una giornata qualunque.
A volte il caso è un fido condottiero, a me ha fatto trovare la mimosa di Campopisano.

















