Un raggio di sole sfiora il marmo e la grazia di questa figura che così è posta a custodia del cippo dove riposa un uomo di mare.
Il suo nome era Giuseppe Ferraro e il luogo del suo eterno sonno narra molto di lui e del suo cammino terreno.
Il cippo è opera del magnifico scultore Giovanni Scanzi ed è collocato nel Porticato Superiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno.
La figura dalla grazia impareggiabile regge un timone e tiene così la rotta.
E non poteva essere altrimenti per Giuseppe Ferraro che ebbe sempre in mare nel destino: nato in quel di Quinto sul finire del secolo dei lumi, fu onesto e intrepido capitano e sulla lapide scolpita in sua memoria si legge una sapiente metafora tipicamente ottocentesca.
La vita è quel viaggio per mare che termina nel porto dell’eternità, ad accompagnare Giuseppe nei giorni della sua esistenza fu la moglie Francesca che con lui riposa.
Raffinatissime sono le decorazioni scolpite nel marmo dall’abile estro di Scanzi.
Splendida è la figura che salda stringe il timone tra le mani.
Ha le chiome smosse da fresca brezza marina e il viso bellissimo.
Dopo le tempeste e le alte maree così infine giunse nel porto dell’eternità il capitano Giuseppe Ferraro, ricordato per il suo coraggio e per la sua specchiata virtù.






