Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo: la Cappella della Madonna della Guardia

Oggi vi porto con me nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo in Corso Firenze, un luogo a me molto caro per motivi personali.
Pur non essendo antichissima come certe chiese della città vecchia anche questa parrocchia di Circonvallazione a Monte racchiude bellezze e stupori.
Oggi ammireremo insieme la Cappella della Madonna della Guardia che trovate al termine della navata destra.

È ricca, fastosa, minuziosamente decorata e venne progettata da uno dei massimi rappresentanti del razionalismo, l’architetto Luigi Carlo Daneri, la cappella fu poi inaugurata nel 1937.

Contribuì alla sua realizzazione anche l’artista Giuseppe Lessi che era stato collaboratore di Gino Coppedè.
A lui si deve il Trittico dell’Annunciazione con i Santi Alessandro e Antonio che si ispira alle opere di pregiati maestri come Simone Martini e Beato Angelico.

Racchiuso in una nicchia riccamente adornata è collocato invece il gruppo scultoreo raffigurante la Madonna della Guardia e il beato Benedetto Pareto raccolto in preghiera ai piedi della Vergine.

La cappella è poi finemente dipinta con le scene della vita della Vergine sempre opera di Giuseppe Lessi.

Splendida è la figura di Maria realizzata da Galletti, autore di numerose sculture collocate nel Cimitero Monumentale di Staglieno.

E una meravigliosa armonia così vi sovrasta.

Le notizie che avete letto sono tratte dal volume “La Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo di Castelletto fra storia e arte “a cura di Caterina Olcese Spingardi e pubblicato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico della Liguria in occasione di Genova 2004, in particolare la parte relativa alla Cappella della Madonna della Guardia è curata da Simona Beltrami.
Attraversando questa cappella si giunge alla Sacrestia, per me è sempre un’emozione particolare tornare qui perché ho frequentato a lungo questa chiesa fin da piccola, qui ho fatto la comunione e la cresima e qui la mia mamma insegnava catechismo, ai tempi del compianto Don Francesco Urbano.

E così questa è una chiesa che mi è molto cara, ogni volta che ci entro suscita in me molti ricordi.

Vi potrete trovare opere d’arte degne di nota.

Se passate in Corso Firenze entrate anche voi nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo ad ammirare la Cappella della Madonna della Guardia.

Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo: il sogno di Giuseppe

Nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie in Corso Firenze è rappresentato, in questi giorni che precedono il Natale, un episodio della venuta al mondo di Gesù.
La vita scorre, scandita lentamente dai ritmi del quotidiano.

In questo luogo semplice dove ognuno è intento a compiere i propri doveri.

È un paesaggio che ha i colori sabbiosi e le luci chiare della Galilea.

E in una di queste umili dimore riposa un uomo, è destinato a compito grande.

È Giuseppe e questo suo sonno gli porta il sogno di un angelo che ha per lui preziose rivelazioni.

E intanto, tutto attorno, la vita ferve.
Un uomo conduce con sé il suo asino che è carico di legna.

Una donna, accompagnata da un piccola ochetta, reca con sé certe erbe raccolte nell’orto.

E il fuoco scoppietta nel forno in questo tempo così speciale.

Nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie, accanto all’allestimento che lascerà poi il posto al presepe, si può leggere il brano del Vangelo Secondo Matteo che narra questo episodio relativo alla nascita di Gesù.
Lo riporto qui per voi alternandolo alle immagini di questa suggestiva rappresentazione che racconta in maniera così semplice ed efficace le parole tramandateci dal Nuovo Testamento.

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto.

Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.  Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:  Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Il Vangelo secondo Matteo 1,18-24

Il presepe della Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo

Questo è un presepe del mio quartiere e potete ammirarlo in Circonvallazione a Monte nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo sita in Corso Firenze.
Sullo sfondo lo sguardo troverà un panorama di orizzonti lontani riarsi dal sole, sono luoghi dai toni caldi di sabbia e di argilla: lo scenario è davvero la terra natale di Gesù.
Osservando il presepe con attenzione poi si riesce a comprenderne la vera particolarità che lo rende unico ed originale.

In questo tempo distante la vita ferve e ognuno come sempre compie i propri semplici compiti, le donne portano le brocche e le ceste sulla testa.

Guardando meglio mi è parso poi di intuire che qui vengono rappresentati momenti diversi della venuta al mondo di Gesù, a confermare la mia supposizione è stato quindi un fedele della parrocchia che mi ha fatto notare alcuni dettagli forse non così evidenti a tutti i visitatori.
Ad esempio, così viene rappresentata l’Annunciazione.

Sono belle e raffinate le statuine opera di un’artista di Albisola, si distinguono per semplicità e delicatezza armoniosa.
In diversi tratti del presepe ritroviamo così Giuseppe e Maria nelle loro peregrinazioni narrate sulle pagine del Vangelo.

Mistica suggestione ammanta questa rappresentazione della Natività, io trovo questo presepe particolarmente suggestivo e ricco di significati.

Mentre il secchio scende nel pozzo e mentre un giovane pastorello raduna con gesti plateali le sue pecorelle sullo sfondo si scorge un altro episodio della prima infanzia di Gesù: le braccia forti di Giuseppe alzano il piccino verso l’alto nella presentazione al Tempio di Gerusalemme.

E ancora ecco di nuovo la Sacra Famiglia, credo che questo insieme rappresenti la fuga in Egitto.

Sono intense e particolari queste statuine così esili e slanciate, i colori prescelti poi richiamano a mio parere certe tonalità di quel mondo antico.

E infine questa la scena della Natività con i Re Magi che nel giorno dell’Epifania recano oro, incenso e mirra al Figlio di Dio.

Così nasce Gesù, così si ricordano i giorni della sua venuta tra gli uomini nella Chiesa di Nostra Signora delle Grazie e San Gerolamo di Genova.