11 Settembre 1911: un mugugno in Via Colombo

Ritornando a camminare nel passato di Genova ci imbattiamo, ancora una volta, nel legittimo scontento di un lontano genovese che tenta di far valere le sue ragioni.
È il giorno 11 Settembre 1911 e sul quotidiano Il Lavoro viene pubblicata la lettera di un anonimo cittadino che, esasperato, ha preso carta e penna e si è rivolto al suo quotidiano di fiducia per far sentire la sua voce.
Il povero signore è un abitante di Via Colombo e non ne può veramente più della situazione che deve sopportare e quindi chiede l’intervento delle competenti autorità.
E qual è il problema? Ah, è presto detto! Le osterie, certe osterie e i loro esercenti!
Lor signori farebbero bene a rammentarsi che in Via Colombo ci abitano dei poveri cittadini che devo pur godere del meritato riposo e, a causa di certe osterie, è praticamente impossibile chiudere occhio!
E infatti, in queste sere di settembre, le notti sono funestate da schiamazzi e canti di giovinastri avvinazzati, riporto testuali parole perché il signore in questione sapeva esprimersi con proprietà di linguaggio.
E per concludere, riferisce ancora il nostro lettore, è andata a finire che alcuni abitanti, non sopportando più detto fracasso, hanno persino lanciato secchiate d’acqua dalle finestre, ecco lì!
Accadeva in un giorno di settembre del 1911 e da questo nostro diverso secolo mando un caro saluto all’anonimo lettore con la speranza che qualcuno sia giunto in suo soccorso e che, finalmente, egli abbia potuto dormire sonni tranquilli nella sua bella casa in Via Colombo.

I colori e i profumi della Drogheria Viganego

La trovate dove sempre è stata, in Via Colombo, a pochi passi dalla piazza.
È una bottega che ha mantenuto intatta la sua identità, questo bel negozio di coloniali venne aperto all’inizio degli anni ‘30 dal signor Mario Viganego.

Diamo uno sguardo a una delle vetrine: infusi e tisane, miele della Val Trebbia, diversi tipi di tè.

E caramelle gommose, confetti, sciroppi e altre delizie.

Varchiamo la soglia di questa drogheria autentica e speciale, semplice e vera.

Entri in una bottega come questa, ti guardi intorno e cosa puoi dire?
Gh’è de tutto comm’a  Zena!
Non c’è bisogno di traduzione, sono certa che vedendo tanta abbondanza avete compreso senza alcuna difficoltà.
Una bottega fedele a se stessa, dove si cammina ancora sul pavimento originale.

Viganego conserva i suoi antichi arredi, legno caldo e vissuto.

Di generazione in generazione, dal nonno alla nipote: lei si chiama Silvia e credo che possa andare orgogliosa del segno lasciato dalla sua famiglia in questa città.

Nella caratteristica bottega di Via Colombo sugli antichi ripiani di legno stanno in bella fila i flaconi di detersivo e i prodotti per la casa esposti anche in una delle due vetrine.

E ci sono capienti cassetti un tempo usati per i prodotti sfusi.

Un’atmosfera di un altro tempo, un negozio dove si sono servite generazioni di genovesi.

E colori e profumi, sono quelli delle spezie e dei tanti prodotti esposti nei bei vasi.
E diverse sfumature di liquirizia.

E barattoli di latta che risalgono agli inizi del ‘900: li usano ancora, non hanno mai perso la loro utilità e nemmeno la loro bellezza.

E ginevrine, gelatine di frutta e pasticche alla menta.
Comprare le caramelle in questa maniera è tutta un’altra storia, lo sappiamo tutti!

E poi c’è una scala.
Ripida e vertiginosa, ardesia della Superba e gradini altissimi.
Cose che si trovano in certe botteghe di Genova.

E ancora, in vetrina ho veduto qualcosa che non ho mai trovato in nessun altro posto.
Consolidate abitudini che fanno parte delle nostre tradizioni.

Tutto è come sempre è stato.
Anche la bilancia appartiene a un tempo che ancora resiste in questa drogheria: la usava il signor Mario Viganego negli anni ‘30.