C’era una volta un nobiluomo, che nel lontano 1747 giunse a Genova.
Si chiamava Louis François Armand de Vignerot du Plessis, Duca di Richelieu ed era il pronipote del celebre Cardinale.
Statista, diplomatico di rilievo, era un personaggio molto in vista alla corte di Francia, fondamentale fu il suo apporto all’ascesa di Madame du Barry.
Oltre a ciò, il Duca di Richelieu aveva fama di essere un impenitente tombeur des femmes.
Ah, i francesi! Come sanno ammaliare loro, nessuno mai!
Così il Duca, con la sua parlata suadente ed i modi raffinati, annoverava nomi di pregio tra le sue conquiste e se la godeva, sollazzandosi allegramente tra sinuose cortigiane e fanciulle di sangue blu.
Pensate che due nobildonne, la Marchesa de Nesle e Madame de Polignac, arrivarono persino a sfidarsi a duello per avere il privilegio delle sue attenzioni.
Si narra persino che, per il personaggio di Valmont in Le relazioni pericolose, De Laclos si sia ispirato proprio alla figura di du Plessis.
Si può così comprendere come il Duca, avvezzo in tal maniera a tanta considerazione, fosse oltremodo sicuro di sé, del suo fascino e delle proprie arti di seduttore.
Finché appunto, non giunse nella Superba.
Gli aristocratici genovesi lo accolsero con tutti gli onori, l’illustre diplomatico divenne presto l’ospite d’onore del jet set cittadino.
Feste e serate al chiaro di luna, nei palazzi di Strada Nuova, nelle dimore nobiliari, con tavole imbandite di sontuosi banchetti, danze e trattenimenti di ogni sorta.
Lui stesso non era da meno, una volta organizzò uno sfarzoso ricevimento a bordo di una mezza galera, suscitando ammirazione e non poco stupore tra i convitati.
Ma il passatempo preferito del nobiluomo era un altro, sopra ogni cosa il duca prediligeva i goduriosi e insostituibili piaceri del talamo.
Oggetto dei suoi desideri e delle sue fantasie fu la giovane Pellina Lomellini, moglie di Rodolfo Brignole Sale e cognata del Doge, Gian Francesco.
Aveva il suo bel da fare il povero Richelieu nell’affannarsi a sedurre la dolce fanciulla, lei non ne voleva per niente sapere!
Il Duca era estremamente seccato.
Una donna che lo rifiutava? Ma quando mai!
Partì lancia in resta con un serratissimo corteggiamento, facendole recapitare ogni giorno un mazzo di fiori, quindi tentò la carta della religione, fingendosi molto devoto, pensando così di far breccia nel cuore di lei, che aveva una fede salda e provata.
Tutto inutile, Pellina lo disdegnava.
Andò persino peggio quando cercò di farla bere, con la speranza che lei, colta da ebrezza, si lasciasse andare.
Infatti, il povero Duca si ritrovò ubriaco fradicio e cadde vittima di quel sonno che coglie quando si è troppo abusato dell’alcool, e la bella Pellina sfuggì ancora una volta alle sue grinfie.
Un brutto affare, non c’è che dire!
Ma un giorno, finalmente, uno spiraglio.
Richelieu, gongolandosi nell’autocompiacimento, ricevette un prezioso biglietto, firmato da Pellina.
Lei lo invitava a raggiungerlo in una casa, nella zona di Strada Nuova, dove finalmente avrebbero potuto abbandonarsi alle gioie dell’amore.
Oh, ma lei è timida e ritrosa! E così pretende che tutto si svolga al buio completo!
Il Duca si recò baldanzoso al suo appuntamento, non una, ma bensì due volte.
Eh, la curiosità!
Come resistere alla tentazione di ammirare le belle forme della tanto desiderata Pellina dal buco della serratura?
E così, al fioco lume di una candela, il povero Louis avvicinò l’occhio allo spioncino e dall’altra parte intravide, con somma sorpresa ed un certo disgusto, una signora un po’ agée, larga di fianchi e priva di qualunque attrattiva.
Costei, da lungo tempo innamorata pazza del bel francese, ben conoscendo quanto egli avesse un debole per Pellina, aveva usato questo ingegnoso trucco per poter finalmente ottenere la sua tanto vagheggiata notte d’amore con il Duca!
Riguardo a lui, immagino che sia scappato a gambe levate, infilandosi di gran carriera giù per i caruggi!
Chissà, magari avrà preso la via di fuga passando proprio per Vico del Duca!
E fu così che il seduttore se ne tornò in Francia a bocca asciutta, sono certa che abbia abilmente glissato sulle sue conquiste genovesi.
Non saprei dirvi però se, negli anni a seguire, abbia ripensato più volte alla bella Pellina o alla flaccida signora che aveva così abilmente carpito la sua fiducia.
Chercez la femme, direbbero i francesi.

