La visita ai Sepolcri nelle Chiese della Superba

Ritorniamo ad una tradizione cara che si osserva nei giorni che precedono la Santa Pasqua: il Giovedì Santo si usa allestire nelle chiese della città gli altari della Reposizione dove viene poi posta l’Eucarestia.
Gli altari abbelliti in diverse maniere con foglie e fiori rimangono così decorati fino al Venerdì Santo.
Vi porto così con me nel mio giro nelle amate Chiese della mia città.
Iniziamo dalla Chiesa del Gesù dove in un raffinato allestimento foglie e fiori compongono l’immagine dell’agnello e le parole latine Dona nobis pacem e cioè dona a noi la pace.

Gli ulivi decorano invece l’altare maggiore della Chiesa della Nunziata.

E nella Chiesa delle Vigne i grandi ceri sono sistemati su candelabri dorati.

Al centro le tenere margherite e, come da tradizione di questa chiesa, l’allestimento si arricchisce con le sagome di cartone tipiche della tradizione ligure dei cartelami, sono qui rappresentati Gesù e gli apostoli durante l’Ultima Cena.

I fiori e il grano abbelliscono invece l’altare della Chiesa di San Donato.

E l’oro regale illumina la Chiesa di San Luca.

È semplice e armonioso l’altare così decorato nella Chiesa di San Matteo.

E nella Chiesa di San Pietro in Banchi fiori, piante e spighe di grano si trovano davanti alla statua del Cristo senza mani.

Così si attende invece la Pasqua nella Chiesa di San Siro, ancora con il grano e poi con il pane, l’uva e le spighe sulla balaustra.

Infine ho concluso il mio giro nella bella Chiesa di San Filippo Neri in Via Lomellini dove sempre si trova uno degli altari più suggestivi e curati.

I fiori e le candele, il grano e la croce, nella tempo della Santa Pasqua.

Piazza della Nunziata: l’Annunciazione

È una suggestiva scultura posta come sovrapporta sopra il portone del convento attiguo alla Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato in Piazza della Nunziata.
Vi è così rappresentata una splendida Annunciazione di particolare bellezza.

L’angelo ha grazia e fierezza, la sua gestualità è scevra da ogni incertezza.

E Maria accoglie il suo annuncio con fiducia e fede.

Tra di loro il giglio e la colomba che rappresenta lo Spirito Santo.

Così si ammira questo sovrapporta marmoreo.

Potrete trovarlo a sinistra della Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato.

Così è raffigurata l’Annunciazione, in una parte di Genova tanto amata dai genovesi.

Genova, 1911: che bei tempi!

È una piccola fotografia, l’ho scovata sul fondo di un cartone pieno zeppo di carte diverse.
Dopo una paziente ricerca ecco così spuntare un frammento di passato imperfetto, impreciso e all’apparenza, se vogliamo, anche insignificante.
Vi mostrerò così la piccola fotografia nei suoi pochi dettagli e anche a voi sarà ben evidente che l’inquadratura non è neanche delle migliori: siamo in Piazza della Nunziata nel 1911.
C’è un signore con la paglietta calcata sulla testa e attraversa la piazza assorto nei suoi pensieri, forse non si accorge neanche di ciò che sta accadendo, sullo sfondo si vede un altro gentiluomo che sale i gradini della chiesa.

Sulla destra si nota un tale con tanto di capello a cilindro, sembra stringere qualcosa in una mano e non so dirvi di cosa si tratti, più che un bastone da passeggio parrebbe un frustino da cavallo.

E poi c’è lei, la vera protagonista della fotografia: Dirce che scende le scale dalla scalinata della Chiesa dell’Annunziata.
Il fotografo è un certo Mario, quindi ho provato a immaginare la scena e il dialogo tra i due.
Mario esorta Dirce a scendere le scale lentamente, forse le suggerisce di fermarsi su uno dei gradini, fare una fotografia è pur sempre una faccenda complicata.
Ed ecco lei, con l’abito elegante, la borsa alla moda, il fastoso cappello con le piume.

Nell’immagine d’epoca si scorge appena la prospettiva di questa chiesa genovese tanto amata.

E sappiate, cari amici, che sui protagonisti in questione non ho inventato nulla, è tutto scritto a tergo della piccola fotografia e le parole che vengono dal passato hanno così restituito un labile frammento di vita.

Mario era forse un fotografo dilettante, uno che si divertiva con la magnifica invenzione della fotografia.
La piccola immagine è quadrata e posso provare a supporre, con le mie modeste conoscenze della storia della fotografia, che si trattasse di una delle due immagini che costituivano una stereoscopia.
Era di certo un bel ricordo di un viaggio felice con una tappa a Genova e come scrisse una mano a noi sconosciuta: che bei tempi… 1911.

Il mercato in Piazza della Nunziata

Ritorniamo a camminare nel passato di Genova e andiamo a far compere in uno dei luoghi più amati dai genovesi, tutti noi siamo abituati a passare spesso per Piazza della Nunziata ma per noi è insolito e inconsueto pensare che in questa antica piazza genovese ci fosse una volta un vibrante mercato.
Arriviamo là con la macchina del tempo, tutto attorno a noi rumoreggia una colorata baraonda e sentite il brusio crescente delle voci?
Le ceste sono ricolme di ogni ben di Dio, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Al mercato della Nunziata scorgo, in lontananza, una donna con le mani sui fianchi, diversi uomini portano i cappelli calcati sulla testa e là, sulla destra, due signore discutono animatamente forse anche sul prezzo della frutta.

C’è chi passa diretto altrove e chi è venuto apposta, chi capita qui per caso e si ferma a dare un’occhiata.

E in ogni spazio abbondano i contenitori e le gerle cariche delle verdure portate qui dagli orti dei genovesi.

Ecco una donna che incede sicura portando sul capo una pesante cesta contenente ciò che lei intende mettere in vendita qui al mercato.
È disinvolta e tranquilla, pare compiere un gesto tante volte ripetuto e che per lei è una consuetudine.
E dal suo tempo diverso dal nostro pare anche ricordarci che, in realtà, questi siamo noi: siamo stati così, qui venivano i nostri bisnonni a vendere e a fare la spesa.

Se passate alla Nunziata di domenica mattina sul presto potrebbe capitarvi di trovare la piazza insolitamente deserta, senza il consueto traffico di macchine e senza il quotidiano andirivieni di gente.

Eppure, se provate ad usare l’immaginazione, potreste persino fantasticare di sentire quel vociare rumoroso e indistinto e di ritrovarvi tra la folla indaffarata di un tempo svanito: nel passato di Genova, al mercato di Piazza della Nunziata.

San Pasquale Baylon in adorazione del Santissimo Sacramento

E vi porto ancora con me nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, una chiesa genovese ricca di raffinate opere d’arte.
Qui, dolcemente lambita dalla luce dorata, trova posto la scultura in legno realizzata da Anton Maria Maragliano tra il 1710 e il 1713 e raffigurante San Pasquale Baylon in adorazione del Santissimo Sacramento.
È un’opera di stupefacente bellezza e di straordinaria armonia per i suoi colori, per il senso del movimento e per la vivacità dell’insieme.

Ecco il Santo con il suo saio, umile resta in preghiera a mani giunte.

E sullo sfondo un panorama rasserenante e poi nubi leggere e davanti a lui gli angeli, con la loro lievità palpitante.

Le ali aperte, gli sguardi fidenti, i manti smossi da lievissimo vento, i ricci a incorniciare i visi perfetti, le creature celesti reggono l’ostensorio davanti al quale San Pasquale rimane in devota adorazione.

Un putto e un sacro testo tra le sue manine.

San Pasquale Baylon è patrono dei cuochi, dei pastori e delle donne nubili e si celebra la sua festività il 17 maggio.
L’estro artistico e il talento di Anton Maria Maragliano ci hanno donato quest’opera intrisa di misticismo nel quale lo rivediamo davanti agli angeli.

E così potete ammirarlo nella nostra Basilica della Santissima Annunziata del Vastato.

La Madonna di Loreto nella Chiesa dell’Annunziata

Vi porto una nuova volta ancora nella Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato in Piazza della Nunziata, una chiesa magnifica che racchiude tra le sue mura autentici tesori.

Se percorrerete la navata destra fino in fondo giungere alla Cappella dedicata a Nostra Signora di Loreto.

Così si staglia la figura di Maria, in una ricchezza di marmi e di elementi decorativi.

Nel soffitto uno splendore di oro e una delicato volo di angeli.

E la sovrasta la grazia di piccoli putti e la lievità delle nuvole dai toni pastello in un contesto di assoluta armonia.

L’incanto, improvviso e rapido, lo dona poi la luce quando si spande gloriosa e tutto rischiara.

Così si ammira la bella statua della Madre di Dio: la Madonna di Loreto venne scolpita da Leonardo Mirano, artista vissuto tra la fine del ‘500 e la prima metà del ‘600, sua anche la statua della Madonna con il Bambino sempre sita in questa chiesa e della quale scrissi in questo post.

Questa raffigurazione della Madonna mi colpisce per la regale maestà di Maria, Lei si erge con questa fierezza e risplende nella sua luce mistica mentre tiene a sé il suo bambino, il piccolo Gesù con una mano compie un gesto benedicente e con l’altra regge il globo crucigero.

il candore del marmo chiaro si staglia contro il nero dello sfondo, le colonne sono armoniosamente impreziosite e così racchiudono la nicchia che ospita la bella scultura di Mirano.

Solenne e magnifica resta la figura di lei nella Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato.

Come il piccolo Gesù Lei porta la corona sul capo, ha i tratti perfetti, lo sguardo saldo e sicuro, i capelli che morbidi incorniciano il suo bel viso, così Leonardo Mirano volle rappresentare l’eterea beltà della Madonna di Loreto.

 

Madonna e Santi: un capolavoro di Santo Varni

Nel mese che culmina nel Natale vi porterò più spesso nelle Chiese di Genova, non solo per scoprire suggestivi presepi allestiti nei giorni di dicembre ma anche per ammirare certe opere d’arte.
Se anche voi vorrete vedere una delle pregiate sculture di Santo Varni dovrete così recarvi nella Chiesa dell’Annunziata del Vastato, sotto a questi ori splendenti.

Santo Varni, prolifico artista genovese nato nel 1805 e morto nel 1885, è autore di diverse mirabili sculture collocate nel Cimitero Monumentale di Staglieno, i suoi angeli colmi di grazia custodiscono il sonno eterno di certi defunti.
E là, nella Chiesa dell’Annunziata, troverete una giovane Maria che tiene in grembo il suo piccolo Gesù e a lui si rivolgono angeli adolescenti e Santi con le mani giunte.

E sempre colpiscono la ricchezza del drappeggi, la sapiente ricerca dell’armonia, gesti e sguardi restituiscono nell’insieme un senso di assoluta perfezione.
Ecce Agnus Dei, ecco l’agnello di Dio, così si legge scolpito nel marmo e all’estrema destra un angelo resta assorto in preghiera e tiene una mano sul cuore.

E certi sguardi ricercano con amore infinito il cielo e l’eternità, nel silenzio e nella pienezza della fede autentica.

Nella complessa bellezza di una magnifico altorilievo lasciatoci dal talento dello scultore Santo Varni: Madonna e Santi nella Chiesa dell’Annunziata.

La Madonna con il Bambino nella Chiesa dell’Annunziata

Maria tiene tra le braccia il suo piccino che sorride giocoso e felice.
Lui ha i modi di tutti i bambini, è uno di noi.
E c’è questa gioia nel visino allegro di Gesù e c’è questa leggiadria nei tratti acerbi della Vergine, è l’armonia immaginata e scolpita dal talento di Leonardo Mirano nel 1618.

La statua è circondata da altrettanto mirabili opere e si trova nella Chiesa dell’Annunziata che racchiude al suo interno capolavori di valenti artisti e pittori.

Madonna con il Bambino (1a)

Brillano alle spalle della Madre di Dio i raggi scintillanti di oro, luce di bellezza e santità.

Madonna con il Bambino (2)

In un luogo dove sono state pronunciate, nel tempo, molte sommesse preghiere.

Madonna con il Bambino (3)

Ai piedi di Lei il suo monogramma circondato da una ghirlanda di foglie minute e di profumati boccioli di rosa.

Madonna con il Bambino (4)

In questa chiesa così importante per la nostra città.

Piazza della Nunziata (10)

Nel perfetto candore del marmo l’effige di Lei che diede al mondo Colui che fu la salvezza del mondo.

Madonna con il Bambino (6)

E freme la fiammella di una candela accesa da mani devote e fedeli.

Madonna con il Bambino (7)

E sorride il piccolo Gesù, ha lo sguardo dolcissimo da tenero bimbetto e la giovane Maria lo stringe a sé in un affettuoso abbraccio.
E c’è dolcezza e purezza in quei loro occhi che benevoli e generosi si posano su chi osserva.

Madonna Con il Bambino (8)

L’ultima cena di Giulio Cesare Procaccini

È una straordinaria opera d’arte che potete ammirare nella Chiesa dell’Annunziata del Vastato, è una tela di circa 38 metri quadri dipinta da Giulio Cesare Procaccini, pittore vissuto tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600.
Venne ultimata nel 1618 su committenza di un anonimo, la sua prima destinazione fu l’oratorio del Convento, in seguito venne posizionata in alto, nella controfacciata della chiesa.
Ha subito accurati e complessi restauri effettuati nei laboratori del Centro Conservazione Restauro di Venaria Reale ed è stata poi esposta a Milano, alle Galleria d’Italia di Milano, alla mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri. Napoli, Genova e Milano a confronto. 
Ora la grandiosa tela è di nuovo all’Annunziata, per un certo periodo rimarrà esposta nella navata sinistra della chiesa e pertanto questa è una circostanza eccezionale per ammirarla.

In seguito verrà nuovamente collocata in alto ma, come leggerete sui pannelli esplicativi, la tela era stata pensata per essere posizionata a 2-3 metri di altezza e quindi in questi giorni potrete apprezzarla al meglio.

Vi basterà varcare la soglia di questa nostra celebre chiesa che racchiude notevoli opere d’arte.

Sotto a questo splendore di oro, tra i dipinti e le opere di valenti artisti trovate anche il capolavoro di Procaccini.

Ed è evidente che i miei pochi scatti non possono rendere giustizia alla bellezza di questa tela, le mie fotografie sono soltanto un invito alla visita, un modo per suggerirvi di salire una volta di più le scale di quella chiesa per ammirare quest’opera.
La prospettiva di questa immagine forse restituisce un’idea delle dimensioni grandiose delle tela: là potrete vedere i volti e gli sguardi di coloro che circondano Gesù nel momento dell’Ultima Cena, così li immaginò Giulio Cesare Procaccini.