Madame arrivò a Genova in un pomeriggio luminoso, aveva fretta di scoprire le chiese sontuose, i palazzi di marmo e le bellezze della Superba.
Con cura aveva scelto l’albergo per il suo soggiorno, sfogliando le guide della città aveva compreso che le sarebbe piaciuto trovarsi in pieno centro, in quella piazza vivace e densa di vita e una volta giunta a destinazione si disse che aveva proprio compiuto la scelta giusta: l’Hotel de Gênes era vicino all’elegante Via Roma con i suoi negozi di mode e a a due passi dall’esclusiva Via Carlo Felice.
Madame aveva ormai passato la quarantina ma manteneva intatto il suo entusiasmo fanciullesco per la vita: aveva i capelli chiari, la pelle diafana che usava proteggere dalla forza del sole e nel suo sguardo ceruleo brillava quel guizzo di curiosità che l’aveva sempre contraddistinta.
Indossava un abito verde bosco, guanti color tortora chiusi da un bottoncino di madreperla e un ampio capello con fiori celesti.
C’era un mondo intero ad attenderla, Madame aveva letto avidamente le sue guide di viaggio e si era così prefissa certe mete, appuntando sul suo taccuino alcuni indirizzi utili, in particolare le interessavano le confetterie, le pregiate botteghe di filigrane e i negozi di stoffe.
All’ Hotel de Gênes la accolsero con tutti gli onori e con il garbo che si conveniva, in camera Madame trovò un vaso con delicate peonie e un vassoio di benvenuto colmo di dolci bonbon.
Era una stanza ampia e luminosa e arredata con gusto, la finestra si affacciava sulla piazza e Madame osservò divertita che poteva guardare in volto il Generale Garibaldi che se ne stava ritto sul suo destriero.
I cavalli attendevano nuovi passeggeri e Madame, nella sua stanza, rifletté sulla vicinanza del Teatro Carlo Felice: aveva sempre amato il teatro ed era certa che là avrebbe assistito a spettacoli indimenticabili.
C’era un mondo intero là fuori e la nostra emozionata viaggiatrice sapeva che non le restava che da scegliere l’abito adatto: ebbe così inizio il soggiorno di Madame all’Hotel de Gênes.



