In un altrove ho già scelto i fiori per te.
Sono rose dallo stelo lungo e dai petali di una delicatissima tinta pastello.
In un altrove ho anche già programmato un pranzetto delizioso con i manicaretti che piacciono a te, ho deciso quale tovaglia usare, ho messo una bottiglia di vino in fresco e tutto andrà come dovrebbe andare in una giornata di festa dedicata a te.
In un altrove penso di aver sistemato tutto alla perfezione, ma magari tu invece dirai che le pentole nell’armadio non si mettono così e che secondo te c’è disordine quindi tirerai tutto fuori e risistemerai tutto a modo tuo.
In un altrove, in questo periodo comincia a far caldo.
E iniziamo a pensare alle cose da portare a Fontanigorda e alle valigie e ho già scelto i libri da leggere per l’estate e tu mi dici di non portare troppi vestiti dato che poi non me li metto mai.
È vero, avevi ragione tu, su questa e su molte altre cose, in effetti.
In un altrove in questo periodo dell’anno (e anche prima, direi) si mettono via i tappeti.
Ecco, quello lì è uno di quei lavori che mentre lo fai ti domandi: chi me l’ha fatto fare?
Certo, come dici tu i tappeti in giro per casa stanno proprio bene, peccato però che la loro presenza produca lavoro doppio e triplo.
Nel nostro recente altrove i tappeti poi non li avevo più messi per evitare che tu ti inciampassi.
Ti dirò, ho continuato a non metterli, ma magari l’anno prossimo ci riproverò, dai.
Nel nostro altrove c’era un patrimonio di parole, di affetti, di scambi e di memorie e di cose infinitamente grandi oppure incredibilmente piccole e all’apparenza insignificanti ma tutte necessarie, ognuna a suo modo, alla nostra storia.
Quindi tutto ritorna alla mente, a volte, in maniera improvvisa e casuale.
In un altrove, in questo giorno, ho già fatto la cheese cake più golosa che ci sia.
Anzi, sai una cosa?
L’ultima cheese cake l’ho preparata per te, l’anno scorso, proprio in questo giorno.
Una torta buona e bella, con la salsa alle fragole, i mirtilli e le fragole sopra, una torta magnifica per la festa della mamma.
Mai più fatta, chissà se un giorno la rifarò.
C’è l’altrove e c’è adesso dove tu non ci sei ma in realtà ci sei, sempre.
E in questo giorno ti dedico dei fiori speciali, sono quelli sbocciati sul tuo fior d’angelo, una pianta che abita sul terrazzo da un numero infinito di anni e che ci ha fatto compagnia per infinite stagioni, non so neanche io quante.
Quest’anno, come mai prima era successo, il tuo fior d’angelo è coperto di boccioli e di fiori, una cosa mai veduta in altre primavere.
E forse anche questo è merito tuo, mi piace pensarlo.
Buona festa della mamma, mammina mia.
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Le gioie della mamma
Loro sono due e sono le gioie della loro mamma.
La mamma è alta, elegante, ha i capelli chiari e mossi, gli occhi grandi e celesti, ha una bellezza diafana e raffinata.
Ed è così in posa con le sue piccine, in un giorno del 1915.
Le bambine sono la sua felicità e questa fotografia è un fragile frammento di un tempo dolce immortalato dal fotografo Padovan di Trieste.
Le bambine sono vestite con cura, hanno gli abitini uguali con la fascia a quadretti in vita e con la camiciola candida di San Gallo.
E poi hanno i riccioli e la stessa pettinatura, ognuna porta un fiocco bianco a trattenere i capelli, la mamma ha molto a cuore che le sue piccoline siano sempre in ordine.
E poi, secondo me, di ognuna di loro si intuisce una certa inclinazione del carattere: la bimba più grande sembra un po’ timida, la più piccina invece pare più spavalda e vivace.
Entrambe hanno le scarpine eleganti e le calzette corte e se ne stanno lì, con la loro mamma e con tutta la vita davanti.
Le due sorelline portano braccialettini uguali essenziali e di buon gusto, a mio parere questi semplici ornamenti sarebbero à la page ancora adesso.
Inoltre ho notato che la bimba più piccina stringe tra le manine un oggetto, non so se sbaglio ma mi sembra una bambolina.
Era un tempo felice e dietro a questa fotografia una mano gentile ha scritto a matita: 1915, ricordo.
Con questa grazia, con questa dolcezza così ritroviamo lo sguardo di una giovane mamma con le sue piccoline.
Una dolce mammina
È una giovane donna, tre volte madre per quanto riusciamo ad intuire dalla fotografia in cui lei è ritratta con la sua prole in erba.
È una giovane donna e mi colpisce per la sua disarmante sobrietà: è limpida, semplice, di certo non si risparmia e si prende cura della sua famiglia con amorevole impegno.
E si è così messa in posa davanti a Erminio Zanollo nello studio di Via Fieschi e il bravo fotografo ha posato il suo sguardo su di lei e sui suoi affetti più cari.
La bambina di mezzo se ne sta composta sulla seggiolina con le manine appoggiate sui braccioli, ha i ricciolini un po’ ribelli, gli occhi grandi e l’espressione intimidita.
Sorelle, sorelle con lo stesso abitino fatto con la stessa stoffa.
La maggiore pare essere un po’ più contenta di questo gioco di fare la fotografia e se ne sta lì in piedi, accanto alla mamma, con la riga da una parte e un sorrisino tenero.
E con gli stivaletti con i bottoncini, è stata vestita con amorosa attenzione.
E poi ecco una cuffietta vezzosa e il candido sangallo e questo stupore ingenuo mentre le mani della mamma proteggono e tengono al sicuro.
Così è giunta a noi questa fotografia che conservo accanto ad altre.
È l’immagine della pazienza e della cura, dell’affetto e della dedizione, è il ricordo di lei: una dolce mammina.
La gioia di Lulli
La gioia di Lulli è in ogni suo respiro, nella sua dolcezza di giovane madre.
Così aggraziata e leggiadra, porta i folti capelli in una morbida treccia che tiene raccolta sulla nuca, ai lobi ha gli orecchini con le pietre preziose, il suo abito raffinato è impreziosito da pizzi leggeri e passamanerie, lei è così semplicemente radiosa nella sua materna femminilità.
La gioia di Lulli è nella sua postura amorevole e protettiva così mirabilmente colta dal fotografo Achille Testa.
E il suo sorriso luminoso si posa sulla sua creatura, il suo piccolino ha questa vestina tutta pizzi con un gran fiocco lucido sul davanti.
Il futuro è quel piccino che guarda verso il fotografo schiudendo le tenere labbra rosate.
Il futuro è nell’avventura di vederlo crescere e diventare grande.
Il futuro è nella grandezza di un sentimento che non ha pari ed è destinato a durare per sempre.
A tergo di questa bella immagine una gentile mano femminile, forse quella di una nonna orgogliosa, ha scritto alcune parola colme di affettuosa fierezza specificando: invio la fotografia di Lulli col suo bimbo di sei mesi.
E c’è tutta l’essenza di una vita in questa dolcissima immagine: è la gioia di Lulli, così autentica e densa di emozione.
Cinque cuori
Un solo istante: cinque cuori e cinque battiti.
Un solo istante e una sola musica per tutte loro.
Una madre, seduta così composta, forse sembra persino severa e invece osservandola con attenzione si coglie tutta la sua vera dolcezza.
Tiene una mano posata amorevolmente sulla spalla di una delle sue bimbe, ha questa espressione paziente e calma, forse ha dei pensieri, forse sono più di quelli che sappiamo immaginare eppure lei ha coraggio e forza.
Ed è in posa con le sue quattro figlie, non so dirvi se siano le sole, in quel loro tempo le famiglie erano sempre così numerose.
Lei è seduta tra loro quattro, la ragazzina più grande le assomiglia tanto, due delle altre bimbe paiono invece avere il viso più lungo, forse hanno ereditato i tratti del papà.
Occhi e capelli scuri, timidezze di un altro tempo, sono bimbe semplici e obbedienti, non sono per nulla capricciose o pretenziose.
E la vita magari non è sempre stata facile per loro ma ci sono i cuori che battono allo stesso ritmo e questo fa tutta la differenza, sempre.
La fotografia che ritrae questo gruppo di famiglia è del fotografo Ferraris di Camogli e così io ho immaginato tutte loro in una di quelle case alte davanti alle onde che si frangono sotto la chiesa nel magnifico borgo ligure.
E ho anche pensato che questo ritratto sia stato fatto per il capofamiglia: papà lavora lontano e la fotografia della moglie e delle sue ragazze gli deve essere molto cara.
Poi le vite degli altri sono sempre misteriose ed è davvero difficile indovinare sensazioni ed emozioni.
Sono fanciulle di un’altra epoca con la loro cara mamma: cinque cuori che battono all’unisono.
La forza di una madre
Buona e affabile, severa ma giusta, sempre paziente e pronta ad ascoltare, una madre a volte disposta anche a nascondere le sue preoccupazioni.
Ed eccola vicina alle sue ragazze, ad ognuna di loro ha trasmesso il suo senso di generosità e la sua modestia, ad ognuna di loro ha insegnato la buona educazione, il ricamo a punto intaglio e certe filastrocche mai dimenticate.
Per ognuna ha preparato un corredo, ad ogni figlia ha destinato uno dei suoi anelli.
E non si risparmia, da madre amorevole e protettiva.
E poi, in certe famiglie numerose, a volte il primogenito segue le tracce paterne, raccoglie un testimone e magari porta avanti un’attività che con gli anni è divenuta fiorente.
Fratelli e sorelle, ognuno è una speranza e un pezzo di cuore.
E poi c’è la più piccina, è timida e coccolata da tutti, lei è la gioia dei suoi genitori.
Manco a dirlo, tra tanti figli uno solo è il più irrequieto ed è vero, porta l’abito dei giorni di festa con quel grande fiocco sul gilet, ostenta pure una certa sicurezza.
E poi ha quel sorrisetto, lui è quello che fa sempre disperare la mamma, fa i dispetti alla sorellina e ne combina di tutti i colori.
E lei, la mamma, lo riprende con la sua dolce pazienza, poi lo coccola, a volte sembra quasi che lo vizi un po’ ma in realtà è semplicemente affettuosa come è sempre stata con tutti i suoi figli.
Con costanza e abnegazione, con i suoi piccoli eroismi quotidiani e senza paura, unica e speciale, con la forza di una madre.
Due mamme
Due mamme.
Due mamme, tra loro non si conoscevano.
Eppure hanno tanto in comune, eppure avrebbero potuto trascorrere ore ed ore a parlare delle loro famiglie.
Due mamme, sul volto di ognuna si legge una dolcezza infinita, entrambe sono ritratte con i loro figli, bimbetti curati e tenuti amorevolmente, le loro esigenze vengono sempre prima.
Lei ne ha quattro: la più grande ha l’espressione giudiziosa, porta una catenina al collo e un fiocco in testa, il secondo ha la faccia da piccola peste e poi ci sono loro, loro sono due e hanno la stessa età.
Le mamme hanno quell’espressione paziente, in questo sembrano assomigliarsi.
Hanno la stessa gestualità affettuosa e quello sguardo tenero, abbracci saldi e capacità di comprendere e ascoltare.
Queste mamme avranno compiuto grandi fatiche che non possiamo conoscere, entrambe hanno volti aperti e puliti.
E hanno pochi orpelli ma quanta vita attorno a loro!
Una schiera di figli, chissà se sono davvero tutti qui o se poi ne sono venuti altri.
Le due sorelle portano l’abito chiaro, hanno i capelli scuri e ben pettinati, il fratellino è vestito alla marinaretta.
E li guardi, ti poni delle domande, speri che il destino sia stato generoso con tutti loro.
Le mamme, in quel tempo là.
Così perfette, nella loro pura semplicità.
Immaginate le loro cucine, le conche per lavare i panni, i vestiti da rammendare, i ricami sempre precisissimi.
E le speranze, le paure, le notti insonni.
E le ninne nanne, il quaderno dei compiti e tutte quelle ginocchia sbucciate.
E tutta quella loro amorosa e infinita pazienza.
Ho scelto loro due, tra tante fotografie, ho scelto loro per questo giorno così importante.
Due mamme con i loro figli.
Buona festa della mamma!
Buona festa della mamma!
L’estate scorsa a Fontanigorda ho avuto modo di fotografare certi micetti e ho pensato di tenere da parte alcune di quelle immagini proprio per questa giornata.
Eh, le mamme, che pazienza hanno!
A volte poi hanno davvero a che fare con delle piccole pesti.
Le mamme ci sono sempre, anche nei momenti di esitazione.
E ci sono anche quando sembra che non facciano caso a ciò che stai combinando, in realtà sono attentissime.
Le mamme insegnano a cammirare ai loro piccini, li portano sulla strada della vita.
Le mamme fanno le coccole, è ovvio!
E poi un pisolino vicino alla mamma è più confortante di qualunque altra cosa.
E no, io credo che per questo giorno non avrei potuto trovare immagini migliori di queste, le trovo perfette.
Affetto, abnegazione e dolcezza, cura e tenerezza.
Buona festa della mamma a tutte voi!





























