Nel passato di Via San Luca: la prestigiosa Casa Musicale del Signor De Bernardi

Ritorniamo a camminare nel passato della Superba, saliamo ancora sulla macchina del tempo per ritrovarci sotto il cielo turchese che sovrasta le case antiche di Via San Luca.

E qui ce ne andiamo a far compere, come da consuetudine dei genovesi di ieri e di oggi.

Cerchiamo un prestigioso esercizio commerciale fondato nel lontano 1880 e che ha la sua sede proprio in Via San Luca.
È il negozio del Signor Giuseppe De Bernardi, successore di Enrico.
Qui si trovano strumenti per bande e orchestre, macchine parlanti, pianoforti e accessori di ogni tipo.

Tratto da Guida Pagano del 1922 di mia proprietà

E secondo voi, camminando in Via San Luca, riusciremo a trovare il favoloso negozio del Signor De Bernardi?
Eccoci qua davanti, amici musicisti e melomani, l’emozione è davvero grande ed io sono curiosa di andare a scoprire le meraviglie esposte in vetrina!

E poi balzando all’improvviso dal passato ai tempi moderni, ecco il luogo nel quale un tempo si potevano udire melodiose armonie.

Alzando lo sguardo e ammirando altri dettagli di questa cartolina pubblicitaria che appartiene alla mia piccola collezione noteremo alcuni straordinari particolari.
L’orologio segna le 12.37 ed è lì a testimoniare un’altra importante attività: il Deposito di Orologeria del Signor Carlo Tragni.
Osservate poi con attenzione le finestre, lì sono poste due mampae e cioè quei telai che si usavano a Genova per riflettere la luce nei vicoli scuri, ne scrissi diffusamente anni fa in questo post.

Le finestre sono ancora lì e custodiscono il ricordo di tempi lontani.

All’epoca il nostro Signor De Bernardi sapeva proprio il fatto suo, infatti sul retro della cartolina aveva fatto stampare il dettaglio della ricca offerta della sua Casa Musicale.
Autopiani, armoniums e tutto il resto!
E sale di audizione!
E, badate bene, cataloghi gratis!

In effetti avvicinandosi alle vetrine c’è da rimanere a bocca aperta: spartiti, grammofoni, accessori di ogni tipo.

E dischi per tutti i gusti!

E trombe, flauti, chitarrine e romantici mandolini, ci sono strumenti di ogni genere.

Nel mio girovagare per caruggi, come sempre faccio in questi casi, ho portato con me la cartolina pubblicitaria di questo bel negozio, riconducendo così questa immagine proprio in quel luogo che fu scenario dei successi di questo abile commerciante.

E così, la prossima volta che passerete in Via San Luca, provate a guardare con attenzione: potrebbe capitarvi di vedere con gli occhi dell’immaginazione la prestigiosa Casa Musicale del Signor De Bernardi.

Genova, 1926: la bottega dei Fratelli Canepa

Ritorniamo nel passato di Genova, siamo nel 1926 e ce ne andiamo a far compere nei nostri caruggi.
Un passaggio rapido di nuvole e il cielo turchese, sapete riconoscere il luogo nel quale ci troviamo?

Percorriamo un altro tratto di strada, dove ci sovrasta un magnifico incrocio di vicoli, uno di quei luoghi autentici della Superba.

Benvenuti in Canneto il Lungo, luogo amatissimo dai genovesi tutti, qui si coglie l’anima semplice e vera della città.
Botteghe e fastosi palazzi, quotidianità e grandiosità e una sapiente armonia.

Andiamo avanti con fiducia, la nostra meta è il fornitissimo negozio dei Fratelli Canepa, abili commercianti che hanno cura della loro clientela.
Qui tutti vengono accolti con un sorriso e con disponibilità: i Fratelli Canepa hanno una bella macelleria al 18 rosso di Canneto il Lungo.
E sapete, all’epoca la concorrenza doveva essere notevole, da quanto risulta dalla mia Guida Pagano dell’anno 1926.
Su queste pagine infatti si legge che in quell’anno in Canneto c’erano altre nove macellerie e quindi le massaie che andavano in giù per far compere avevano una bella scelta, ah sì!
Di conseguenza i negozianti dovevano essere abili nel fidelizzare la propria clientela, secondo me i Fratelli Canepa lo sapevano bene!

Ogni volta che cammino in centro ormai osservo la città vecchia in altra maniera, certo tracce e piccoli indizi anche insignificanti che possano in qualche modo condurmi nel passato.
E così, notando un antico negozio sono andata a cercare notizie di questa bottega del tempo passato e vi ho portato ancora una volta con me, nel magnifico negozio dei Fratelli Canepa in Canneto il Lungo.

Camminando nel passato di Vico della Rovere

Camminando nel passato di Vico della Rovere la memoria del tempo lontano ritorna, ancora una volta inesorabile.
Vico delle Rovere è un breve caruggio stretto che si dipana tra Via David Chiossone e Via Luccoli e prende il suo nome da una famiglia dalla quale provenivano un Serenissimo Doge e ben due Papi.

A parte ciò, il nostro modesto vicoletto ha vissuto in altri tempi giorni ben più luminosi e trafficati.
Pensate che nel 1902, come sempre riporta la mia fedele Guida Pagano, c’erano in Vico della Rovere una valigeria, un tappezziere e una fabbrica di mobili.
La valigeria era del Signor Rezzo e risulta ancora tenacemente presente nel 1926, anno nel quale si aggiunge una società di corrieri e un invitante negozio di salumi.

Eh, anche il vicoletto all’apparenza più insignificante racchiude invece storie nascoste.
Scendiamo un po’, nella penombra si nota un portoncino con davanti qualche scalino.

E sul marmo si leggono le lettere IHS che rappresentano il trigramma di Cristo e ai lati le lettere F e R che evidentemente indicano l’antico padrone di casa.

E ancora, sopra, di nuovo il trigramma di Cristo.

Scendendo ancora si trova poi un antichissimo portale di pietra nera che ancora testimonia antichi fasti ormai perduti.

Quando sono da queste parti passo spesso di qui, vado ad ammirare la scultura che si trova al di sopra di esso e che davvero meriterebbe di essere restituita alla sua originaria bellezza.
Sono qui raffigurati due piccoli putti che reggono uno stemma abraso, al di sopra c’è un ovale che forse racchiudeva qualche immagine sacra.

E sul portale ci sono antiche decorazioni floreali.

Il tempo tutto cambia e muta, rimane identico il cielo racchiuso tra le case alte di questo vicolo genovese.

Nutro sempre speranza che un giorno potrò riportarvi qui e mostrarvi la ritrovata bellezza di questa antica scultura.

Raggiungiamo così la confluenza con Via Luccoli mentre il cielo brilla di una luce evanescente, sfiorando le antiche memorie racchiuse nel nostro Vico della Rovere.

Genova, 1926: le favolose botteghe di Vico alla Chiesa delle Vigne

Ritornando a camminare nel passato andiamocene per caruggi e nel lontano 1926, a guidarci alla scoperta di alcune botteghe della città vecchia sarà come sempre la mia fidata Guida Pagano, impareggiabile mezzo per andare alla scoperta degli anni perduti.
E così, sotto una striscia di cielo racchiusa tra i palazzi di Vico alla Chiesa delle Vigne, inizia il nostro viaggio.

Vico alla Chiesa delle Vigne è quel vicoletto che si snoda laggiù, tra le case alte, oltre Campetto.

E lo percorriamo insieme, non senza curiosità, perché il viaggio a ritroso nel tempo ci riserverà molte entusiasmanti sorprese.

Vedrete i negozi chiusi perché sono passata da queste parti in un giorno festivo, ai nostri tempi queste attività hanno naturalmente nuove destinazioni.
In questo anno 1926 ad accoglierci al civico 6 e 8 rosso è la signora Mary Mignanego, proprietaria di una fornitissima merceria dove mi perdo tra le scatole di bottoni, i nastri e le passamanerie.
La signora Mary sorride bonaria, è abituata alla clienti esigenti ed ha affinato ormai una certa pazienza.

Più oltre, sotto il cielo lucente della Superba, altre magnifiche botteghe attirano la mia attenzione.
Ci sono le tele raffinate della signora Isabella e le curiose chincaglierie del Signor Comparetti, una baraonda di ninnoli, statuine, specchi e porcellane deliziose, c’è da perdersi davanti alla vetrina!

E intanto eccoci arrivati in prossimità dell’ingresso laterale della Chiesa delle Vigne, abbiamo fatto appena pochi metri e già abbiamo veduto meraviglie!

Stiamo raggiungendo il secondo tratto del nostro vicoletto e lo sentite questo dolce sentore di gelsomino frammisto talco?
È una dolcezza delicata e di certo proviene dalla Profumeria Ligure che tiene in vetrina tutti quegli eleganti flaconi colmi delle sue ricercate fragranze.
Proverò un profumo alla violetta, una vera raffinatezza!

Le botteghe dei caruggi, una dopo l’altra, raccontano un mondo e coloro che lo abitano.

Al civico 22 rosso è tutto un trionfo di eleganze: questo è il regno dei Fratelli Garbarino che qui vendono i loro pregiatissimi tessuti.

E ancora ecco il negozio del Signor Dellepiane che vende biancherie ed è specializzato in corredi per neonato e abiti da comunione, la vicinanza della Chiesa è chiaramente un bel vantaggio e il negozio è un tripudio di pizzi e veli.

E così eccoci arrivati al termine del nostro vicoletto che sbuca in Piazza delle Vigne, da qui in poi inizia un’altra storia.

Qui svetta la magnifica Basilica che si affaccia in questa bella piazza genovese.

Siamo arrivati qui attraversando un caruggio modesto eppure ricco di tante vicende umane, reso allegro dalle voci dei commercianti e dei loro clienti, reso unico da quelle vetrine scintillanti e ricche di articoli particolari.

Camminando nel passato di Genova, in un giorno qualunque del 1926, in Vico alla Chiesa delle Vigne.

Genova, 1899: le ricercate eleganze dei Magazzini Cabella

Ritornando a camminare nel nostro passato, cari amici, attraversiamo lo scorcio di un secolo che giunge al suo termine: nell’anno 1899, nella Superba, i gloriosi Magazzini Cabella sono fornitissimi di tutti i capi all’ultima moda per la gioia della più esigente clientela.
E allora andiamocene verso San Siro, scoprireremo così le molte occasioni proposte dai signori dei Magazzini Cabella.

Innanzi tutto costoro si sono riservati due pagine intere sul Lunario del Signor Regina, sanno bene come farsi conoscere!
E per dare un’esempio dei capi eleganti in vendita ai magazzini ci sono anche degli accurati disegni per la contentezza delle più ambiziose signorine.

Come recita il citato Lunario, qui si trovano tutti gli articoli inerenti alla confezione e guarnizione d’abiti, capi esclusivi, cappelli alla moda, sciarpe, veli e pizzi Chantilly.
Così le signore e signorine abbigliate con i capi dei Magazzini Cabella si distinguono tra tutte, altroché!

Certo anche per i signori uomini c’è una vasta scelta.

Ed è sempre una squisita questione di stile.

Aggiungo poi anche che ai Magazzini Cabella si trovano macchine da cucire d’ogni sistema a mano e a pedale, guarnizioni d’abiti da signora e da uomo e persino manichini da donna, uomo e ragazzo quindi è ovvio che i Magazzini Cabella forniscono i negozi e sicuramente si tratta dei negozi più belli della città.
E così trovandovi in centro città, in un giorno di questo radioso 1899, se per caso doveste incontrare qualche gentiluomo vestito di tutto punto proprio come si conviene, statene certi, il suo outfit proviene dai gloriosi Magazzini Cabella.

Nel passato di Via Roma: il favoloso negozio dei Fratelli Bocconi

Ritornando a camminare nel passato andiamocene a spasso per Via Roma, una delle strade più esclusive della Superba con i suoi negozi lussuosi e le sue scintillanti vetrine.

Incontreremo una gran folla di gentiluomini, qualcuno pare anche un po’ distratto e affaccendato nelle proprie questioni.

Un tale, invece, si fa largo tra la folla non senza fatica: è l’uomo che porta una pesante cesta sulla spalla e si guadagna il pane con il sudore della fronte.
Tutto attorno c’è un gran viavai di professionisti e uomini d’affari in giacca, cravatta e paglietta d’ordinanza.

Si noterà che gran parte della folla è proprio sul marciapiede di destra, qui c’è davvero un’autentica baraonda di gente, si vede che vanno tutti a far compere!
E certamente molti di loro se ne andranno a scegliere tra le offerte del magnifico negozio dei Fratelli Bocconi.
Si nota, salendo l’insegna che spicca lassù in alto ad attirare la clientela.

Inoltre, osserviamo con attenzione: sul muro è affisso anche un avviso che annuncia una grande liquidazione, si nota anche che come indirizzo è indicata Piazza della Nunziata.
Sapete, i Fratelli Bocconi conoscono bene i segreti del commercio, sono imprenditori di gran successo.
Vendono abiti fatti, di certo da loro si trovano anche tutti gli accessori e i capi all’ultima moda, le signore e signorine amano molto gironzolare in cerca di capi di vestiario da acquistare.

E anche voi, in qualche modo, conoscete già il talento commerciale dei Fratelli Bocconi.
Ferdinando e Luigi Bocconi erano imprenditori milanesi e nella seconda metà dell’Ottocento aprirono nel capoluogo lombardo un grande magazzino di mode sul genere di quelli allora in voga in Francia, quei magasins de nouvetés così magistralmente descritti da Emile Zola nel suo romanzo Al Paradiso delle Signore.
L’impresa dei Fratelli Bocconi venne denominata  Aux Villes d’Italie e in seguito poi Alle città d’Italia, furono aperte diverse succursali in altre città oltre alla sede di Milano, uno di questi negozi si trovava proprio a Genova.
In seguito la proprietà fu ceduta a Senatore Borletti e i grandi magazzini un tempo appartenuti ai Fratelli Bocconi conobbero un nuovo corso ed ebbero una nuova denominazione: era nata la Rinascente e come è ben noto questo nome si deve alla fantasia di Gabriele D’Annunzio.
E tutto aveva avuto inizio grazie al fiuto imprenditoriale dei Fratelli Bocconi.

Via Roma è ancora il salotto buono di Genova e qui troviamo le grandi firme e i negozi alla moda.

E camminando per la città, osservando con gli occhi dell’immaginazione, forse anche a voi potrà capitare di compiere una sorta di meraviglioso salto nel tempo alla scoperta del favoloso negozio dei Fratelli Bocconi.

Genova del passato: i nastri e le chincaglierie del Signor Gaetano Cassini

Tic tac, tic tac, saliamo ancora con gioia ed entusiasmo sulla macchina del tempo, cari amici, oggi ce ne andremo insieme a far compere nel passato di Genova.
E troveremo una vecchia conoscenza, non sapete che soddisfazione sia stata per me ritrovare un vecchio amico!
Andiamo con ordine senza far confusione e salutiamo il Signor Gaetano Cassini, lungimirante imprenditore e commerciante.
Il Signor Cassini è titolare di una fornitissima merceria, vende fili, bottoni preziosi, nastri pregiati e raffinate passamanerie, da lui si trova tutto per la felicità di signore e signorine genovesi.
Naturalmente il nome del nostro abile commerciante ricorre nelle guide commerciali della sua epoca.
E infatti è nominato sul Lunario del 1882 e risulta nell’elenco delle Mercerie e Novità per Signora, la sua attività è situata sotto i Portici dell’Accademia.

Sul Lunario del 1892 il negozio risulta poi ancora in Piazza De Ferrari ma nel 1894 si aggiunge anche un’altra merceria in Via Giulia, la strada che un giorno verrà demolita per la costruzione di Via XX Settembre.

Ma la macchina del tempo, cari amici, ci porta ancor più indietro negli anni, seguitemi in questo viaggio per me emozionante.
Dunque, dovete sapere che qualche anno fa durante uno dei miei giretti per mercatini ho avuto la fortuna di reperire un raro foglio di carta intestata del Signor Cassini firmato per quietanza dal Signor Cassini medesimo!
È evidentemente un elenco di merce probabilmente destinato ad uno dei suoi clienti.

Guardando con più attenzione si nota in alto a destra la data: questo sgualcito foglio di carta risale al 1860.

Osserviamo poi la stampa dalla quale si evince che il negozio si trova nella piazza centrale di Genova, nella cornicetta sono poi ben specificate le pregiate merci trattate dal Signor Cassini.
Vi occorrono delle cavigliere in filosella? Ecco, adesso sapete dove trovarle!

Notiamo poi il dettaglio del documento: si riferisce a una ricca fornitura di filo, filosella e filato lucido rosa che forse sarà servito per certi leziosi abitini di ambiziose bimbette o signorinette!

Ora le fortunate circostanze che hanno portato sul mio cammino il Signor Gaetano Cassini non sono certo terminate qui.
Infatti, un po’ di anni fa ebbi già modo di fare la sua conoscenza quando al mercatino di Fontanigorda trovai su una bancarella un delizioso puntaspilli proveniente dal negozio di Piazza De Ferrari.

È un piccolo oggetto passato tra le mani sapienti di qualche abile sarta o madre di famiglia, sul bordo ho trovato appuntati alcuni spilli e lì li ho lasciati.
Questo gadget pubblicitario era chiaramente destinato dal Signor Cassini alla sua affezionata clientela e, come forse i miei più fidati lettori ricorderanno, ho già avuto modo di scriverne in passato in questo articolo.

Ora potete comprendere il mio entusiasmo per il fatto di essermi imbattuta in un foglio spiegazzato che ancora una volta ha condotto davanti ai miei occhi il nome di Gaetano Cassini.
Come se un sottile e scivoloso filo di seta potesse ricondurre questo abile commerciante davanti agli sguardi dei suoi concittadini, in quella città che lo vide protagonista dei suoi successi commerciali.
Da questa Genova così lontana mando così un affettuoso saluto a lei, caro Signor Cassini.

21 Maggio 1848: Vincenzo Gioberti a Genova

Ritorniamo ai tempi del fervore patriottico, ai giorni di primavera del 1848 durante i quali si attende con trepidazione un illustre visitatore: Vincenzo Gioberti.
Pensatore, teologo, sacerdote e patriota, Gioberti ricopre in quel momento l’incarico di Presidente della Camera dei deputati del Regno di Sardegna, è un protagonista del suo tempo e della nostra storia e in quelle ore genovesi l’imminenza del suo arrivo in città accende i cuori e riscalda gli animi.
È il 20 Maggio quando si riceve la conferma che egli giungerà ad ore nella Superba: si chiudono le botteghe, una fiumana di gente si dirige verso la porta dalla quale si crede che entrerà Gioberti, le mura della città si coprono di manifesti con la scritta Viva Gioberti!
Tutti rimangono ad attenderlo fino a tardi e il nostro infine si palesa a notte fonda: a bordo di una carrozza scortata dalla Guardia Nazionale giunge così all’Hotel Feder in Via al Ponte Reale.
E tutto attorno c’è un gran trambusto, la gente si accalca tra grida di giubilo, i genovesi alle finestre e ai balconi osservano con fiera partecipazione.

La mattina dopo lo aspetta ancora una folla e una calca di gente, Gioberti si affaccia più volte dal balcone della sua camera d’albergo e ringrazia i genovesi per la calorosa accoglienza, naturalmente egli riceve in modi diversi anche tutti gli onori dalle varie autorità cittadine.

Tra i suoi recenti trascorsi Gioberti annoverava anche l’esperienza del carcere: nel 1833 era stato infatti arrestato come cospiratore mazziniano e in quella circostanza aveva condiviso la cella con un certo Grondona.
Grondona, al tempo della visita genovese di Gioberti era Maggiore della Guardia Nazionale e così non mancò certo di palesarsi ai suoi occhi, riportando alla memoria di Gioberti quei giorni difficili: narrano le cronache che i due si abbracciarono, in un istante di autentica commozione.
La mattina di domenica 21 Maggio, dove aver partecipato alla messa, Gioberti si recò a compiere una visita particolare: andò infatti a trovare Maria Drago, madre di Giuseppe Mazzini e, anche se le visioni politiche di Mazzini e Gioberti certo non collimavano, l’incontro con l’anziana madre del patriota fu denso di commozione.

Casa natale di Giuseppe Mazzini
Museo del Risorgimento e Istituto Mazziniano

La sera del 21 Maggio in Piazza Caricamento gli venne poi tributato un ulteriore omaggio, la piazza è gremita di folla, l’orchestra e i cori del Teatro Carlo Felice offrono uno spettacolo straordinario e cantano per Gioberti il coro dell’Ernani cambiando alcune parole, invece di pronunciare a Carlo Magno Gloria intonano invece al Gran Gioberti Gloria.
Ho trovato notizie del soggiorno di Gioberti a Genova nel libro di Giovanni Monteleone Storia di un teatro: il Carlo Felice edito da Erga nel 1969, ulteriori diversi approfondimenti sono reperibili in altri testi più antichi e risalenti alla seconda metà dell’Ottocento.
Gioberti lasciò l’Hotel Feder la mattina del 22 maggio, incedendo tra due ali di rappresentanti della Guardia Nazionale.
Le campane suonavano a festa e nell’aria risuonavano i colpi di cannone, gran festa salutò l’illustre ospite.
Giunto a bordo del vapore Lombardo Gioberti volse il suo sguardo verso la costa, dove sventolavano le bandiere tricolori al ritmo della musica suonata dalle bande.
Così accadde in un giorno di maggio del 1848, sotto il cielo di Genova.

Genova, 1883: il favoloso deposito di stoffe del Signor Zunino

La notizia è poco più che un trafiletto, una breve catena di parole capace tuttavia di restituire l’immagine di un mondo scomparso.
Siamo nel lontano 1883 e tra le pagine del giornale La Settimana Religiosa si annuncia l’apertura di un fornito deposito di proprietà del Signor Lorenzo Zunino.
Il signor Zunino doveva essere persona stimata e ben conosciuta a Genova, infatti sul giornale si legge che egli è il proprietario dell’antico negozio delle Vigne, a due passi dalla bella chiesa.

Per la precisione, la bottega del signor Zunino si trovava in Vico delle Vigne, un pertugio che dalla piazza conduce in Via Orefici.
E certamente doveva trattarsi di un negozio dalla lunga tradizione perché viene citato già nella Guida Commerciale Descrittiva di Genova per l’anno 1874-75 redatta da Edoardo Michele Chiozza.

Capirete che per me trovare un merciaio dalle parti di Campetto è un’assoluta emozione perché il mio avo Vincenzo aveva il suo bel negozio di passamanerie proprio in Campetto, quindi questo Signor Zunino era un suo collega e concorrente, si saranno ben conosciuti!
E certamente anche dal Signor Zunino si saranno trovati certi bordi raffinati e i fili d’oro come quelli del mio avo Vincenzo che ancora conservo.

Torniamo quindi agli affari del Signor Zunino che, da abile commerciante, pensò giustamente di aprire il suo fornito deposito in una delle strade più celebri e frequentate della città: la favolosa Via Giulia.
E così ecco il suo deposito, sorto proprio accanto alla Farmacia Lertora.
E che abbondanza dal Signor Zunino!
Qui si trovano sete e tessuti Oxford per vesti e camicie, pregiate Caroline e tessuti per materassi e tende, Madapolam e tele di cotone.
E poi spighe fini e andanti, fodere, fustagni, merinos, stoffa per fazzoletti e molto altro!
Il tutto a prezzi più che convenienti, è ovvio.
Nell’antica Via Giulia, nel lontano 1883.

Ora, come potremo ben comprendere, il nostro povero Signor Zunino non poteva certo sapere che da lì a poco, sul finire del secolo, la Via Giulia sarebbe scomparsa per lasciar spazio all’edificazione di Via XX Settembre.
E il deposito? E le stoffe? E i fustagni e le fodere?
Ho così consultato le mie guide del passato per cercar traccia del Signor Zunino e sappiate che nel 1894 il negozio di Via Giulia risultava regolarmente ancora al suo posto ma risulta in capo a Zunino M. che sarà stato certamente figlio o parente del Signor Lorenzo.
Risultano poi, in diverse parti della città e in anni diversi, negozi di stoffe di proprietà di altri Zunino, ad esempio nel 1887 risulta un negozio di proprietà dei fratelli Zunino in Piazza della Posta Vecchia.
Il glorioso negozio di mercerie di Vico Vigne ebbe invece lunga vita, è infatti presente nella Guida del 1899 e in quella del 1902.
Poi il tempo scorre e posa il suo velo sulle fatiche degli uomini, così accadde anche al nostro abile commerciante.
E da qui, da questo secolo che lui non ha mai conosciuto, mando un saluto caro al Signor Lorenzo Zunino, abile commerciante e fidato il punto di riferimento per le sarte e le madri di famiglia della Genova che lui conobbe.

Percorrendo Salita del Fondaco

Percorrendo Salita del Fondaco il cielo sopra di voi parrà invitarvi ad inoltrarvi in questo caruggio che dalla movimentata Piazza De Ferrari sbuca in Salita dell’Arcivescovato.

E il sole travolge questo modesto caruggetto anche lui di bellezza superba come la città che lo racchiude.

Salita del Fondaco prende il suo nome dai fondaci che, come scrive puntualmente Amedeo Pescio, erano i depositi e gli spacci di vino.
E lì, nei fondi di Palazzo Ducale, c’erano proprio alcuni di questi depositi.

E nel passato c’erano anche diverse attività commerciali, basta sfogliare la Guida Pagano del 1926 e si scoprirà un mondo diverso con i suoi rumori e le sue abitudini.

E infatti qui il Signor Giannini vendeva i suoi vini, poi c’era un negozio di stuoie, uno di tessuti e un mobilificio.
C’erano anche una salumeria e un rinomato ristorante che di certo vendeva piatti prelibati.

E inoltre diverse altre attività erano ospitate all’interno del civico 4, lì c’erano diversi rappresentanti ma c’era anche il Signor Raiteri con le sue confezioni alla moda e pure il Signor Filipazzi che nella sua bella sartoria di certo serviva le esigenti signori genovesi.
E infine c’era anche il signor Corsanego che qui vendeva i suoi fonografi, non sapete cosa darei per poter sbirciare un po’ tra i suoi scaffali!

Qui nell’antica Salita del Fondaco e dei depositi di vino.

Qui dove il cielo di Genova si svela in tutto il suo lucente splendore.