Luci di novembre al Porto Antico

E queste sono le luci di novembre, quando un bagliore di oro accarezza l’orizzonte.

Una sera iniziata così, con le nuvole che si specchiano nelle acque inquiete del mare.

E tutto diviene ancor di più magia, in sere come questa, al Porto Antico.

E un luccichio d’argento pare posarsi su ogni cosa mentre cammino verso l’Isola delle Chiatte.

Scende piano la sera, tutto avvolge nel suo chiarore incantevole.

E così rischiara la Lanterna, le gru, le navi, la vita del porto.

Si dondola dolcemente su queste onde leggere.

E volano i gabbiani, si librano alti e così fendono l’aria salmastra.

E una sinfonia di bronzo e di oro brilla laggiù, in lontananza.

E così si resta, a guardare il sole che si getta nel mare, con il suo ritmo lento.

E poi le nuvole si orlano di rosa e ogni dolcezza sa essere così semplicemente perfetta in una sera di novembre e di Genova.

Il profumo del mare

Il profumo del mare, in questa stagione incerta, sa essere più intenso e forte.
Intriso di salmastro, inquieto come l’acqua che pare più densa, scuro come la tempesta che arriverà.
E così il profumo del mare ti sembra come quello che respirano i pescatori nei loro viaggi sulle onde, quando le reti scendono nell’acqua.
Il profumo del mare è agitato come quel vento che smuove la bandiera con la croce di San Giorgio.

La luce cade, vira e crea magici riflessi.

Le barche dondolano dolcemente sull’acqua d’autunno.

E il colore del mare assume toni d’argento e metallo.

Il profumo del mare può essere il preludio di un lungo viaggio, un promessa che presto sarà mantenuta.

Il profumo del mare poi si mescola alla vaghezza delle nuvole.
Erano lassù a imperlare il cielo sulle colline, mentre osservavo la grande scritta che ora si trova al Porto Antico.
Poco dopo, con mia grande sorpresa e con loro grande divertimento, ho visto due bimbette di pochi anni passare felici tra quelle lettere più grandi di loro, affacciarsi ridendo tra una vocale e una consonante.
E tutto attorno spirava il profumo del mare.

E ne godevano anche certi piccoletti che svolazzavano di qua e di là, uno si trascinava dietro una grossa briciola di pane e se la beccava con gusto.

Ed è sempre una gioia ritrovare i miei amici del Porto Antico e apprezzare la tenacia della vita.

Là dove si ascolta il sussurro del vento, là dove si sente il profumo del mare.

Una sfumatura di celeste

E poi, in una mattina di settembre e di Genova nella prospettiva di Via Luccoli il cielo così si rischiara.
Così lucente e accarezzato dall’aria leggera del mare che sfiora anche le antiche edicole della città.

Questa sfumatura di celeste così sovrasta le alte case di Genova e le vetuste dimore di Piazzetta Merli.

Un cielo lindo, perfetto, appena percorso da nuvolette lievi e il vessillo di San Giorgio che sventola sopra i caruggi.

Una sfumatura di celeste e di geometrie della città vecchia.

E oltre, davanti al mare, un’intensità di blu e di onde lente, un luccichio d’argento e laggiù, in lontananza, il candore di una nuvola grandiosa.
E ancora una sfumatura di celeste, di azzurro e di Genova.

Diverse velocità

Diverse velocità, diversi amori.
Un pomeriggio d’estate, al Porto Antico.
E c’erano le barche superbe, una bicicletta, una moto.
Diverse velocità, diverse vite.
Ero là, seduta sulla panchina a guardare il mare e ho pensato che per tutti noi, in maniera uguale, spira e soffia il benefico vento.
Sfiora il viso, accarezza i capelli, fa respirare, ristora e bacia la pelle.
Diverse velocità, diversi amori, stesso vento.

Stad Amsterdam: un magnifico veliero nel mare della Superba

Svetta con i suoi alberi maestosi davanti ai Magazzini del Cotone un magnifico veliero: è il Clipper Stad Amsterdam.
La nave olandese di 76 metri è adibita alla formazione nautica ed è anche una nave passeggeri, così sono andata al suo cospetto proprio per ammirarla da vicino.

L’avevo notata, nei giorni scorsi, guardando il mare dal mio terrazzo.
E devo dirvi che mi pareva di averla già veduta anche se, in lontananza, non era certo riuscita a distinguere i dettagli.

La memoria non mi ha ingannato, il Clipper Stad Amsterdam era già venuto a Genova nel lontano 2015 e allora riuscii a vederlo solo da distante in quanto, come scrissi in questo post, era attraccato alla Stazione Marittima.
E come si dice, tutto arriva a chi sa aspettare, anche un maestoso veliero che ritorna così nelle acque della Superba.

A prua ecco la sua magnifica polena che con i naviganti sfida il mare e le sue onde.

Le geometrie del porto, per me, sanno essere autentica poesia, ancor di più quando si ritrovano giochi di simmetrie rari e straordinari come questi.

Resta sul placido mare il maestoso veliero.

In una delle mie più amate prospettive genovesi: in questo tratto del porto, quando infuria il gelido vento d’inverno, quasi si barcolla e si fatica a mantenere l’equilibrio.
Nel tempo d’estate spira appena una brezza leggera che sfiora le cime, le barche, le bitte e accarezza la superficie dell’acqua.

Deve essere un’emozione grande vedere questo veliero solcare le onde a vele spiegate e sospinto da favorevole vento.

Così si staglia il veliero Stad Amsterdam nell’azzurro di giugno.

In attesa di prendere il largo e di abbandonare la terra.

Così si ammira, nella sua maestosa bellezza, il veliero Stad Amsterdam nel mare della Superba.

Un mare di ricordi

Ci sono luoghi che ci appartengono.
Sono nostri, li abbiamo vissuti, pensati, amati.
Sono nostri e là ritorniamo, sulle orme dei nostri passi.
E la ci rivediamo, più giovani, diversi e sempre uguali.
Ricordiamo.
E restiamo ad indugiare alla solita ringhiera, troviamo posto sulla nostra panchina preferita e il vento ci pare modulare la consueta melodia che sappiamo ascoltare.
Troviamo il nostro orizzonte, il nostro sole che piano si posa tra le nuvole, i suoni della nostra città.
Il nostro tempo scandito da ciò che meglio conosciamo.
E un mare di ricordi ci riempie il cuore e la mente.

Vento e riflessi di Genova

E poi vento, vento, vento.
Vento fresco, potente, intriso di profumo del mare.
Vento che spira sull’acqua e tutto rasserena, vento che ravviva il colore del mare, al Porto Antico.

Vento e geometrie di bianco e di Genova.

Mentre i placidi cormorani restano a godere del tepore del sole.

Vento che dona limpidezza e tutto si rispecchia nei vetri della cabina dell’ascensore panoramico.
E vedi le barche, la ringhiera, un mondo riflesso e dai contorni tremuli.

E ancora il blu sempre più intenso e l’acqua che diviene magico specchio.

Sono gli incantevoli riflessi d’inverno, nelle ore del mattino, al Porto Antico.

Mare, uccellini e aria di primavera

Ritorno, sempre e come sempre, al mio amato Porto Antico.
In una mattinata di vento e di blu, in una giornata che racchiude già tutte le promesse della primavera ormai vicina.
Il cielo limpido, la luce intensa, il chiarore di una giornata incantevole.

Il mare dal colore profondo e intenso, la calma, le barche in attesa di prendere il largo.

E là, davanti a questo blu, ho incontrato due simpatici piccoletti.
Gli uccellini del Porto Antico sono coraggiosi e spavaldi, non scappano via intimoriti e infatti questi due sono rimasti un po’ a crogiolarsi al sole e a decidersi sul da farsi.

E poi c’era questo vento gagliardo che spirava allegro ma i piccoli pennuti sono rimasti saldamente ancorati a terra con il loro lieve peso e quando poi si sono alzati in volo ho pensato a quelle parole di De Gregori: gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più grandi di me.

Con la loro gioiosa presenza queste tenere creature annunciano la bella stagione che verrà prodiga di nuove dolcezze e di profumi.

E tutto attorno una magia di azzurro, di riflessi e di acqua tremolante che diviene magnifico specchio.

E poi aria frizzante e pulita, profumata di salino e di quel vento che soffia vivace.

Così si ritrova, sempre e ancora, la bellezza di passeggiare semplicemente davanti al mare.
Avvolti nell’azzurro, accarezzati dalla freschezza marina, in un dolce preludio di primavera.

La Madonna dei facchini di Ponte Reale

Ancora una volta vi mostra un’antica immagine religiosa, venerata dai fedeli del passato di Genova, essa si trova sulla facciata di Palazzo Millo al Porto Antico e così, anche da visitatori, vi sarà semplice trovarla.
Protetta da un vetro che ne difende la bellezza, l’antica edicola è stata anche sottoposta ad accurati restauri.

Due targhe marmoree narrano le sue vicissitudini, in quanto questa scultura nel corso del tempo ha avuto evidentemente differenti collocazioni.

E se osserverete la scultura nei particolari noterete come essa sia un’opera di pregio, nel marmo prendono vita diverse figure: al centro la Madonna della Città con il piccolo Gesù tra le braccia, con lei ci sono i Santi Giovanni Battista ed Erasmo.
In questi luoghi a due passi dal mare e dal porto che sempre ha dato lavoro ai genovesi, questa immagine sacra pare essere legata ad un antico mestiere così importante per una città portuale.
Si narra infatti che questa fosse proprio la Madonna venerata dai facchini di Ponte Reale, a lei essi rivolgevano le sue preghiere.

Così ancora si staglia, sotto il cielo di Genova, davanti a quel mare che per alcuni è vita, fonte di sostentamento e lavoro, così ancora si posa sui genovesi lo sguardo della Madonna della città.

Luce sul mare

Luce sul mare che così cade, accolta nell’abbraccio dell’acqua.
Fluttua leggera, brilla e mai si posa.
Lieve si dissolve appena in sfumature di rosa e di oro.
Luccica in lontananza e freme, vibra, si confonde e scivola via, sospinta da propizia brezza marina.
Luce sul mare, così diffonde il suo chiarore sui pensieri e sull’orizzonte del tempo che verrà.