Un mare di nuvole al Porto Antico

A volte, nelle lucenti giornate d’inverno, il mare ci incanta con il suo colore intenso.

E ospita, specchio generoso, gli evanescenti riflessi delle nuvole.

Un fragile chiarore che si si fa largo nell’azzurro.

Una bellezza dai contorni fragili e sfumati.

Mentre tutto sembra quieto e armonioso in un giorno perfetto di linee e di curve.

In un gioco straordinario e unico, ogni volta irripetibile.

Tutto si riflette con un’inconsueta magia.

E un mare di nuvole fluttua leggero nel blu al Porto Antico.

Oro sul mare

È oro sul mare, la sera al Porto Antico.

È luce che scende piano e lenta sfiora l’acqua, i luoghi, i sorrisi.

È la dolcezza del tramonto che si attende seduti ad aspettare la magia della sera.

Tutto si veste di incanto, nella quiete silenziosa.

Dondolano le barche, l’acqua è appena increspata dal vento mentre lento si posa l’oro sul mare di Genova.

Due amici

Il mare, le barche che dondolano.
Tutto attorno le voci dei bambini, i passi degli innamorati, il tempo che scivola via e il canto dell’acqua.
Laggiù in fondo, sulla chiatta, si attendono i bagliori della sera.
Mentre la luce vira, piano, divenendo sempre più fioca.
E poi due amici.
Due amici e le loro memorie degli anni trascorsi, le risate, le nostalgie, le parole e le confidenze.
Mentre si cammina verso il mare, nella luce chiara del tardo pomeriggio.
E tutto attorno, a volte, nulla: soltanto la forza e la bellezza dell’amicizia.

 

Aria di settembre

È leggera l’aria di settembre, è aria che ha già il profumo di una stagione nuova.
Si cammina per la città e il caldo agostano è ormai un ricordo, ora è il tempo della brezza leggera, della luce che declina in maniera diversa, dei nuovi inizi e dei cambiamenti.
Scendendo da Scurreria il cielo chiaro fa capolino tra i palazzi antichi.

E a Banchi è tutto un brulicare di gente, qualcuno sceglie le piante, altri guardano i libri, altri ancora passeggiano lentamente.
È l’aria di settembre, avvolge così ogni cosa con la sua dolcezza.

E camminando nei miei caruggi e poi davanti al mare ho respirato l’aria del tempo che verrà, aria d’autunno che è sempre più vicino.
E là di fronte all’azzurro, ho ripensato alle belle parole di un celebre scrittore e all’aria di settembre.

“Era settembre, c’era un’aria come il vetro.”
Cesare Pavese

Un giorno che non finisce mai

A volte, un giorno è un giorno che non finisce mai.
Accade quando si torna a ripensare, a desiderare, a progettare, a immaginare qualcosa che si vorrebbe realizzare.
Allora un giorno che non finisce mai diviene riflessione, continuo pensiero, immaginazione, fantasia, vaga supposizione.
E rimane come desiderio, speranza di un orizzonte e di un porto ritrovato.
Come un’idea che fluttua, instabile sull’acqua del mare, in un giorno che non finisce mai.

Luce d’inverno

La luce d’inverno scende piano con le sue sfumature dorate e cala su un tempo che si è compiuto.
Il mare luccica e si fonde con i colori del cielo, con una dolce lentezza.
E giungerà una luce nuova a illuminare un tempo ancora da vivere, con le sue gioie e le sue speranze.

Viaggi di novembre

Sono viaggi di novembre, verso sera, al Porto Antico, nel luogo dove andiamo ad ammirare il tramonto.
Sono approdi e soste, nell’aria ormai frizzante dell’autunno.

Mentre piano scende il sole per tuffarsi nel mare.

Passa una vela e rapida scivola via.

Sono viaggi di novembre, sono ricordi, nostalgie e riflessioni.

Seguendo la linea della ringhiera e respirando il profumo salmastro.

Mentre lentamente tutto si colora.

E pennellate di rosso accarezzano le nuvole e l’orizzonte, in una sera di novembre.

Di mattina al Porto Antico

Di mattina al Porto Antico.
Sotto il cielo blu, mentre spira leggera la frizzante aria di mare.
La quiete del tempo sospeso di settembre, in equilibrio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Le palme, le voci, la luce e l’ombra.
Il saio, il passo svelto e sicuro, la silenziosa preghiera.
Di mattina al Porto Antico.

La sorella e il mare

Era un’ora calda di un mattino di luglio con il cielo reso inquieto dalle nubi.
C’era attorno tutta la folla dei giorni d’estate: i bambini con i loro giochi, i visitatori dell’Acquario in fila davanti all’ingresso, i turisti venuti da altre città.
C’erano mamme con i figli piccoli, un signore seduto su una panchina si leggeva il giornale, una ragazza si faceva fresco con il ventaglio, alcuni scattavano le foto ricordo di una vacanza tutta genovese.
E c’ero anch’io e io guardavo il mare.
E c’era la sorella, anche lei volgeva lo sguardo verso le onde.
Il mare parla a tutti e per ognuno ha una parola diversa, questo pensavo, osservando la sorella e il mare.