Una cartolina da San Nicola

E ritorniamo a camminare nel passato, oggi la mia macchina del tempo vi porterà in una zona della nostra Circonvallazione a Monte che conosco bene e frequento quotidianamente.
Qui trovo la farmacia, l’edicola, il supermercato e il negozio di fiori, l’ufficio postale e il fruttivendolo, è uno dei tratti più vivi di Corso Firenze.

E magari ci sembra anche strano ma in un tempo a noi sconosciuto si stampavano e si spedivano cartoline con questo scorcio del nostro quartiere.
La prospettiva è esattamente questa e anche allora doveva esserci un glorioso cielo blu e il consueto andirivieni della vita quotidiana.

In un frammento di vita che rimase così catturato nella cornice di una cartolina spedita negli anni ‘20: si notano in effetti ben poche differenze e certo non c’è il traffico della nostra epoca, ma malgrado questo la nostra San Nicola è ben riconoscibile.

E tuttavia c’è un dettaglio particolare che ha colpito la mia attenzione: si intravede appena un tratto della facciata della vecchia chiesa di San Nicola da Tolentino e si distingue chiaramente una delle statue che l’adornavano.
La chiesa fu colpita durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale e fu gravemente danneggiata, verrà poi restaurata e ampliata negli anni ‘60.

Allora, in quel giorno del passato, la vita scorreva con il suo solito ritmo nell’attesa del tempo che sarebbe venuto, ignari del futuro e dei suoi pericoli e sempre portando sempre nel cuore la luce della speranza che è il motore delle vite degli uomini.

In un tempo distante, nella nostra San Nicola.

La grazia di Sant’Anna

Così è rappresentata la grazia di Sant’Anna, ad effigiarla con mirabile talento fu l’artista settecentesco Francesco Maria Schiaffino.
La bella scultura marmorea è posta sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Anna sita nella piazza omonima in Circonvallazione a Monte.

Così, in questa luce, si staglia la figura della madre di Maria.

E attorno a lei piccoli angeli.

Fremono le ali leggere, il manto della Santa cade lieve in splendidi drappeggi.

Sant’Anna stringe a sé la sua figlioletta, la Vergine Bambina.
Le aureole dorate, gli sguardi amorosi e i gesti colmi di mistica e amorevole armonia.

Tra i dolci angioletti.

Sant’Anna, la piccola Maria e le rose profumate.

In questa bella chiesa genovese dove amo sempre ritornare.

Sant’Anna è la protettrice delle madri e delle partorienti e la sua festività ricorre il 26 luglio.
Così si ammira la grazia di lei, nella Chiesa a lei dedicata.

Una panchina alla fermata dell’autobus

Il tempo scorre e scorre via la bella primavera, si corre veloci verso la bella estate.
E così tutto cambia, alla nostra ormai celebre fermata dell’autobus nel mio quartiere, questa storia ormai va avanti da anni e anni e come al solito mi sorprende trovare alla fermata nuovi arredi.
L’ultima volta ci vidi un tavolino e una sedia da campeggio, adesso invece ecco una fantastica novità: addirittura una panchina, un risvolto inaspettato che ha stupito anche me!
Del resto è tempo di gite, si va in giro in compagnia ed è bello che ci sia posto per tutti, quando si sta lì ad aspettare il piccolo autobus che percorre queste vie.
E così ecco qua una panchina alla fermata dell’autobus: sia io che voi, però, ben sappiamo che questa vicenda continuerà e allora appuntamento alla prossima puntata, chissà cosa accadrà!

Maggio, le rose e la luce

E poi nel tempo di maggio sempre sbocciano le dolci rose e sempre ritorno ad ammirarle nel Roseto del Convento dei Frati Carmelitani di Sant’Anna, nella Piazza omonima dove trovate anche la nota Farmacia molte volte da me citata.
E là sempre mi accoglie il mio caro amico Frate Ezio e sempre il roseto è un tripudio di bellezza e profumi.

Si aprono le delicate rose bianche.

E si schiude al sole la rosa rossa con la sua leggiadria.

Il cielo è limpido, il verde dell’erba è lucido e perfetto e tra gli alberi di agrumi, sotto a una confortevole ombra, c’è una bella panchina.
Questo è un luogo di pace, preghiera e perfezione.

E i fiori celebrano la grandezza dell’universo.

Tutto è armonia: la luce, l’ombra, la panchina, le rose, gli agrumi dal fresco sentore.

Sbocciano le rose gentili sotto l’azzurro e attorno alla statua di Maria.

Nel loro candore puro.

Nella radiosa luce dei loro petali.

Nelle infinite sfumature della loro bellezza.

Così è maggio, nel Roseto dei Frati Carmelitani di Sant’Anna.

La primavera alle Serre di San Nicola

Vi porto con me in un luogo incantevole del mio quartiere, nella stagione dei fiori e della rinascita.
Scopriremo la bella zona di Valletta Carbonara, qui la natura si svela con la bellezza delle sue piante curate con amorevole impegno dai volontari dell’Associazione Le Serre di San Nicola che si occupano di questo luogo così prezioso.

Ci si arriva facilmente, l’accesso alle Serre di San Nicola infatti è di fronte al civico 43 di Corso Firenze.
In questi giorni di primavera sono in programma delle aperture straordinarie: fino a domenica 8 Maggio le Serre di San Nicola saranno aperte da lunedì a venerdì dalle 14.30 alle 18.00, sabato e festivi dalle 10.00 alle 18.00.

E la natura vi accoglierà con la vividezza dei suoi colori.

Le giovani piantine crescono nei vasetti di terracotta.

E nelle serre accessibili al pubblico troverete piante di vario genere: le piante sono disposte con cura e sistemate all’interno di un allestimento che ripropone il loro ambiente naturale, così per le succulente sono state ricreate piccole oasi rocciose.

E ogni piantina ha il suo cartellino che vi sarà di aiuto per scoprire la biodiversità.

Generose, ricche e varie sono le felci che crescono nella serra a loro dedicata e qui si trovano anche altre piante adatte a questo ambiente.

La natura, in ogni sua manifestazione, sa sempre trovare il modo di stupirci.

E il verde è ricco, intenso e generoso.

Scopriamo poi l’omaggio alla nostra regione: la Liguria in una serra.
Per mostrare la varietà di fiori e piante che popolano i differenti territori liguri sono stati raccolti diversi esemplari di rocce e piante ed è anche stato ricreato un tipico muretto a secco.

Così si impara a conoscere l’ambiente, il territorio e le sue peculiarità.

E si ritrova la luce di questa terra a volte aspra e difficile ma unica e particolare.

Alle Serre di San Nicola, poi, c’è spazio per orticelli che accolgono insalate e verdure, aglio, ravanelli e sedano e altri doni della terra.

E la primavera fiorisce gloriosa sotto l’azzurro del cielo.

In una serra sono collocate le maestose orchidee, sono poste per la maggior parte su supporti aerei fatti di sughero o di tronchi d’albero.

In questa serra sono ospitate diverse specie di orchidee provenienti dai loro paesi d’origine e anche diversi ibridi.

E sbocciano con le tonalità di lilla e bianco.

E i tralci sono carichi di fiori meravigliosi.

Dondola silenziosa la vita, nella sua armonia perfetta.

Le serre di San Nicola sono davvero preziose per questo quartiere e tutti noi dobbiamo ringraziare i volontari che si prendono cura di questo posto.

Ecco ancora un fiore, il sole e i vetri delle serre.

E laggiù, sullo sfondo, il complesso dell’Albergo dei Poveri, oggi sede dell’Università.

Questo luogo accogliente e incantevole ha il pregio raro proprio di tutti i posti che sanno rimanere nel cuore: è la bellezza dell’autenticità, il suo essere così vero e riconoscibile.
Diventano sempre un po’ anche nostri i luoghi come questo, li riconosciamo come angoli del nostro piccolo mondo che custodiscono bellezza e la valorizzano.

Una ricchezza per il quartiere e per tutta la cittadinanza, qui si tengono incontri, concerti e iniziative culturali.

E in più, alle Serre di San Nicola potrete acquistare le piccole piantine per i vostri terrazzi e i vostri giardini.

Così fiorisce nei cestini di vimini la primavera, con la sua semplicità.

Così trovate una natura straordinaria tutta da scoprire alle Serre di San Nicola.

Antica Farmacia Sant’Anna: una cartolina dal passato

Vi porto ancora in un luogo a me molto caro e sovente citato su queste mie pagine: l’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi sita nella piazza omonima, nella nostra Circonvallazione a Monte, è un luogo dalle molte bellezze e come è noto vi si trovano speciali rimedi erboristici preparati in un moderno laboratorio avvalendosi di antiche ricette.

L’Antica Farmacia è inclusa tra le Botteghe Storiche della città ed è la più antica bottega di Genova che non ha mai cambiato proprietario: correva l’anno 1650 e i Frati Carmelitani già allora preparavano i loro medicinali.
E oggi vi si trovano anche ottime marmellate, cosmetici, liquori e molto altro ancora.

Per un felice caso fortunato sono riuscita ad acquistare un’antica cartolina della farmacia e questo luogo tanto amato è davvero sempre riconoscibile e fedele a se stesso, con i suoi antichi arredi e le sue belle sedie.

E dentro le vetrinette saranno stati riposti i libri, le bilance da farmacia e le preziose pozioni.

Un saggezza antica è custodita tra queste mura e ancora ai nostri giorni possiamo beneficiarne.

All’Antica Farmacia Sant’Anna, in quel tempo distante, c’era già la bella statua della Madonna a sovrastare il bancone.

E alzando lo sguardo, se vi recherete là, potrete così vederla.

In quei giorni di un secolo diverso altri frati vissero in questo convento e certo ci sarà stato un frate esperto di tutti i segreti della farmacia e dell’erboristeria simpatico come il mio caro amico Frate Ezio.

Così era in un tempo distante, in un frammento del passato dell’Antica Farmacia Sant’Anna.

Il glicine di Castello Bruzzo

Fiorisce generoso, profumato della sua bellezza effimera in questi giorni di aprile: è il glicine che adorna i giardini e le vie della città in questa bella stagione.
Un glicine di superba beltà abita ormai da molto tempo nell’elegante Castello Bruzzo e potete ammirarlo da Corso Firenze.

Così sboccia il glicine e diviene romantica cornice delle scale del Castello.

Con questa ricchezza di fiori dondolanti e odorosi, il glicine è il sentore di una stagione che torna a rinnovarsi.

I fiori così si arrampicano sul cancello.

E salgono su, in alto, verso l’azzurro del cielo.

Certa bellezza è fragile ed evanescente, dura per qualche breve istante di meraviglia ed è un dono prezioso e raro.

Così sempre ritorna la dolce delizia del glicine nel tempo di primavera.

Gli illustri talenti di Corso Firenze

È un magnifico edificio della nostra Circonvallazione a Monte, edificato in un tratto che consente di ammirarne la prospettiva in questa maniera.
Vi porto di fronte a civico 18 dell’elegante Corso Firenze, grazie ad un minuzioso e accurato restauro il palazzo ha ritrovato la sua bellezza originaria donando la gioia dello stupore a noi che da sempre percorriamo questi corsi e che ora, finalmente, possiamo ammirare questo edificio nella sua particolarità.

Fino a qualche tempo fa, infatti, il palazzo si presentava in questa maniera.

E fermandosi sotto a quelle a finestre pareva di intuire certi appannati affreschi ormai non più visibili, nemmeno uno sforzo di fantasia poteva aiutarci a comprenderne i dettagli.
Una volta ebbi modo di parlarne con un amico critico dell’arte e lui mi svelò che l’edificio fu progettato di Severino Picasso e che gli affreschi si dovevano invece a Giovanni Battista Traverso.

Ci sono volute mani pazienti e spiriti appassionati per restituire a questo palazzo quella sua perduta bellezza, sulla facciata sono effigiate illustri personalità, ognuna celebre ed apprezzata per un particolare talento e per riconosciute genialità, sono nomi che hanno lasciato il segno, in diverse maniere, nella storia dell’umanità.
E così vado a presentarveli, come si li ammirano da sinistra verso destra.
Per primi troviamo il geniale Archimede e l’inventore James Watt, innovatori vissuti in diversi periodo di tempo.

Come potete notare ad ogni personaggio sono associati gli “attrezzi del mestiere” con i quali ognuno di loro ha saputo fare la differenza.
Ecco quindi la sfera, le carte e il telescopio di Galileo Galilei e la vanga e l’arca del biblico Noè.

Ai lati della finestra che si affaccia sul balconcino centrale sono effigiate due illustri personalità che rappresentano la recitazione e la poesia: ecco l’attore Gustavo Modena al quale è sapientemente associata una maschera teatrale e poi Dante Alighieri.

Due nomi molto celebri e ormai consegnati da tempo a fama imperitura sono invece posti ai lati della finestra successiva.
Qui troviamo infatti Raffaello con la sua tavolozza di colori e Michelangelo con il suo attrezzo per le sue straordinarie sculture.

La serie si conclude poi con un architetto ed ingegnere e con un talentuoso musicista.
Si tratta di Antonio Bertola che, tra l’altro, lavorò nella Cappella della Sacra Sindone a Torino, sul palazzo vedrete il suo nome circondato da capitelli.
Son invece gli strumenti musicali a mettere in risalto il talento insuperabile del musicista e compositore Vincenzo Bellini.

Ci sono poi, all’altezza del terzo piano, alcune aggraziate figure femminili mentre altre raffinate decorazioni abbelliscono il palazzo.

Tutti loro sono ritornati a guardare i genovesi dalla facciata di questo splendido edificio, con grande soddisfazione dei suoi abitanti ma anche per la gioia di tutti noi che percorriamo Corso Firenze.
La bellezza, in qualche modo, tocca il cuore di tutti, la bellezza dona a chi la osserva un senso di ritrovata armonia.

Un plauso e un elogio vanno indirizzati certamente agli architetti e ai restauratori che hanno lavorato con cura e attenzione a questo palazzo.
Penso che per loro sia stata una sfida ma anche una meritata gratificazione.

L’edificio, in realtà, non è una novità assoluta per queste mie pagine, anzi tempo fa fu protagonista di uno dei miei viaggi del passato.
Volete sapere com’era quel tratto di Corso Firenze tanti anni fa? Guardate qui!
E quando passate da quelle parti fermatevi ad ammirare questo palazzo: là troverete gli illustri talenti di Corso Firenze.

Camminando nel passato di Corso Paganini

A volte le più inattese circostanze sanno offrirci la possibilità di estemporanei e sorprendenti viaggi nel tempo e questo è esattamente ciò che mi è accaduto qualche giorno fa.
Camminavo per il mio quartiere e superata Piazza Goffredo Villa eccomi imboccare il nostro elegante Corso Paganini.
Molto banalmente in quel momento stavano rifacendo l’asfalto e pertanto, sebbene la via fosse naturalmente percorsa dai auto, bus e moto, non c’erano macchine parcheggiate ai lati e tra gli alberi del nostro Corso.
E questo ha davvero fatto tutta la differenza: come un viaggio nel tempo e nel passato, come camminare nella Genova ottocentesca.

Che ampiezza, che vastità!
A dire il vero mi sarei aspettata di veder passare un carro trainato dai cavalli proprio da un momento all’altro!

E che prospettive straordinarie la nostra Corso Paganini, così è la nostra Circonvallazione a Monte con le sue vie ampie, i palazzi eleganti, i nostri corsi sono strade perfette per il passeggio, credo che chi li progettò non avesse pensato che un giorno avremmo avuto tutti una macchina da parcheggiare da qualche parte.
E così eccoci là, in quel tempo diverso eppure nel nostro presente.

Come poi sono solita fare ho pensato di sbirciare tra le pagine del mio Annuario Pagano del 1926 per sapere quali attività commerciali c’erano in quell’anno in Corso Paganini e ho così scoperto alcune curiosità.
Dunque, all’epoca c’erano ben 3 negozi di vini, una bella concorrenza, quelli di Corso Paganini avevano l’imbarazzo della scelta per i loro brindisi!
E camminiamo, in questo tempo diverso, sotto agli alberi e su questo marciapiede così ampio.

Tic, tac, tic, tac.
La mia macchina del tempo è infallibile!
E so dirvi con certezza, sempre grazie all’Annuario Pagano, che in quel 1926 in Corso Paganini c’era anche la fornita merceria del Signor Mallè e c’erano un fruttivendolo, un salumiere, un macellaio e un parrucchiere.
E poi c’era il Signor Profumo che vendeva il carbone, certo!

Tic, tac, tic, tac.
Il tempo scorre, le cose cambiano ma, in realtà, a volte il passato pare restare tra noi in maniera davvero sorprendente.

E tutto appare quieto, ordinato, armonioso, magnificamente ottocentesco.

Certo la nostra vita moderna ci offre molti agi ai quali non sapremmo più rinunciare, si fanno progressi e questi migliorano la nostra qualità di vita, ci rendono le cose più semplici in una maniera che a volte diamo per scontata.
E così ringraziamo il talento degli uomini e il loro ingegno che ci offrono la possibilità di vivere vite comode, di poterci spostare liberamente e di poter affrontare il nostro quotidiano con tutti gli apprezzati vantaggi della nostra epoca.
Di tanto in tanto però è piacevole rallentare il ritmo e immaginare di camminare in un altro tempo, persino nella nostra cara Corso Paganini che, per una volta, si è mostrata proprio come doveva essere nel tempo passato.

Ed è già primavera

Ed è già primavera, infine è arrivata a confortarci con le sue molte bellezze e così porterò qui alcuni dei suoi colori, sono i primi fiori sbocciati nel Roseto dei Frati Carmelitani Scalzi di Sant’Anna.
Bisognerà attendere ancora qualche tempo perché il roseto fiorisca in tutto il suo splendore ma intanto le prime intrepide rose fanno capolino tra le foglie.

E tra l’erba ecco certi minuti fiorellini, la natura sa essere sempre perfetta nel suo consueto rinnovarsi.

Si aprono i petali setosi.
Non fanno rumore ma cantano la grandezza dell’universo, i suoi delicati equilibri e le sue armonie che dovremmo imparare a comprendere.

La rosa rossa trionfa nella sua magnificenza.

E piccoli boccioli rugiadosi attendono di schiudersi.

La vita vibra, ferve e sempre ritorna, la vita sboccia nei più semplici fiorellini dei prati e racchiude tutta la dolcezza di una stagione nuova.

Mentre il cielo diviene sempre chiaro e i dolci profumi dei fiori sono una carezza per il cuore e per l’anima.

Semplicemente, nel ritmo dell’universo e nell’armonia delle cose, già è qui tra noi, con le sue margheritine, una nuova primavera.