Si rischia la banalità, a volte, io la temo come la peggiore delle insidie, soprattutto quando scrivo.
Goodbye Whitney.
Vorrei evitare di giudicare, di usare parole facili, che vengono alla mente in casi come questo.
Non mi compete disquisire sulle debolezze altrui, sugli errori, su una certa fragilità.
E potrei anche finirci dritta nella banalità, proprio scrivendo che vorrei sfuggirne.
Io stamattina ho ricordato una bambina, su un palcoscenico.
E una giovane donna che a sua volta sale su quel palco, la platea è vuota.
E’ una famosa cantante, la prova dello spettacolo la rimanda al suo passato, a quella bambina timida con i codini, fermati da un nastrino bianco.
Qualunque donna, anche la più desiderata e sensuale, ha ancora dentro di sé la bambina che è stata, non la si vede ma c’è, con quei desideri e quelle fantasie che l’hanno accompagnata e portata oltre, verso quella che poi è stata la sua vita adulta.
E poi ho veduto quell’abito tutto lustrini, sberluccicante e luminoso, come spesso è la strada lastricata di sogni che conduce al successo, alla propria realizzazione personale.
E ho visto quella donna e quella bimba incontrarsi e ricongiungersi al centro del palco, sono la stessa persona in due età diverse della vita, è davvero così, in ogni donna sempre rimane la bambina di un tempo.
Learning to love yourself, it is the greatest love of all.
Parole che suonano beffarde, ma la banalità è in agguato, lì dietro l’angolo.
C’è anche quel facile sentimentalismo, una nostalgia di fondo, che sempre mi suscitano le musiche e le canzoni appartenute a certi periodi della mia vita.
E allora credo di non avere altre parole, altro non so dire.
Goodbye Whitney, oggi sembra che sia banale anche salutarti, ma sai, mentre tu eri su quel palco e aprivi le braccia verso il tuo pubblico, alcuni di noi erano giù in platea, ad ascoltare, sopraffatti dal tuo canto e dal tuo sogno divenuto realtà.
E avevamo quell’età, che età avevamo!
E i sogni, anche quando non sono i tuoi, anche quando appartengono a qualcuno così distante da te, lasciano sempre un certa illusione, la sensazione che tutto sia possibile, sempre.
Soprattutto quando hai quell’età, che età avevamo!
La bellezza è un dono, lo è il talento, una voce bella e pulita come la tua è un regalo grande, immenso e prezioso.
Goodbye Whitney.
Imparare ad amare se stessi è il più grande amore di tutti.
Riuscirci non è semplice, non sempre.