Ortensie di Ferragosto

Il colore tenue e delicato delle ortensie, dal lilla al celeste.
Le foglioline tenere e verdi, il sole che si posa sui fiori e con lui una farfalla leggera, in magnifico e meraviglioso equilibrio.
E la luce sfiora quelle ali sottili, ne disegna i contorni e ne esalta le sfumature mentre illumina i fiori gloriosi delle ortensie.
È la perfezione assoluta della natura, ve la dono in questo giorno di festa per augurare a tutti voi buon Ferragosto!

Le rose di Fontanigorda

Ritorno a portare qui il profumo delle rose dai colori splendidi: le rose di Fontanigorda sbocciano sotto al sole caldo e donano così la meraviglia della loro bellezza.

E sono tenui i petali di un tenero bocciolo.

Una beltà delicata, magnificente e fragile.

Le rose d’estate così si stagliano tra le case del paese.

Nelle viuzze uno splendore di rosso e un profumo delizioso.

Sono tutte diverse tra loro le rose di Fontanigorda, ognuna porta una differente nota di armonia.

Con sontuosa eleganza, sotto i raggi del sole.

E non c’è rosa senza spine, almeno così si dice.

E sono regali e perfette le rose dai toni aranciati.

Un abbraccio di petali racchiude quel profumo fresco e inconfondibile.

Ronzano gli insetti sui fiori generosi.

E così spicca questa leggiadria romantica, autentica e semplicemente radiosa.

Così sbocciano, nel tempo d’estate, le rose magnifiche di Fontanigorda.

Le dolci creature del bosco

E come ogni estate finalmente ho incontrato le dolci creature del bosco, la loro bellezza finisce sempre per incantarmi.
Di mattina presto ecco i daini, sull’erba madida di rugiada.

Vicini uno all’altro, aggraziati e leggeri.

Al margine del bosco, nell’aria fresca del primo mattino.

Guardinghi, cauti e circospetti: in lontananza osservano timorosi la situazione.
Sono dolcissime creature e incontrarle è un’autentica emozione.

Poi ritornano, ancora vicini, a brucare la tenera erba.

Non lontano dagli alberi, sul prato, così restano i magnifici daini, dolci creature del bosco.

Tra le verdi foglie

Erano in tre, sono arrivate dondolando.
Erano in tre e hanno attraversato la strada piuttosto rumorosamente, lasciandomi sinceramente abbastanza stupefatta: io, se fossi in loro, cercherei di non dar troppo nell’occhio, queste qui invece hanno fatto un fracasso incredibile!
Poi, sempre ondeggiando di qua e di là, tutte e tre si sono infilate nel bosco e due sono scomparse tra le foglie in un battibaleno.
Erano tre, tre pernici rosse: ritorno quotidianamente nel luogo dove le ho incontrate e spero che prima o poi si facciano rivedere!
Erano in tre e due di loro sono sparite subito: una invece è rimasta là, un po’ perplessa e indecisa sul da farsi.
Una pernice rossa tra le verdi foglie.

Le finestre di Fontanigorda

Le finestre di Fontanigorda, da sole, sono già poesia.
Tendine candide, fiori in boccio e profumo d’estate.

Diversi toni di colore e un’armoniosa decorazione per la finestrella che potrebbe appartenere ad una casetta di marzapane.

E poi azzurro come il cielo terso e imposte chiuse.

In questa bella stagione le finestre di Fontanigorda raccontano il tempo della villeggiatura e delle vacanze.
Ed è un’allegria di luce che si riflette sui vetri e poi inonda le stanze quando le finestre sono spalancate, là davanti ci sono i gerani rossi.

Altrove una cascata di fiori rosa narra ancora il tempo del sole e delle fioriture gloriose.

Dietro a certi vasi, poi, a volte fanno capolino certi timidi abitanti.

Le finestre di Fontanigorda sono allegre, colorate e armoniose, alcune si affacciano su curati giardini ed è tutta una meraviglia di toni confetto.

Certe finestre, a Fontanigorda, sono perfette per mettersi lì ad ammirare il panorama.

Altre si spalancano sul verde e capita che un asciugamano messo sulla corda da stendere sia proprio del medesimo colore delle ortensie.

Ogni finestra è una diversa melodia, una canzone composta di ricordi, di giornate ancora da vivere, di sorrisi scambiati e di abbracci affettuosi.
Ogni finestra è una diversa vita.

Ogni finestra ha i suoi colori, i suoi fiori sboccianti tra tenere foglioline, promessa mantenuta di un tempo generoso.
Così si svelano, nella loro semplice bellezza, le finestre di Fontanigorda.

Passeggiate d’estate

Le mie passeggiate d’estate mi conducono spesso su questa strada, tra i prati, passo dopo passo si arriva alla vicina Casanova.
E ho veduto, uno giorno, una rosa appena in boccio, sospesa nell’azzurro.

E la strada dolcemente si snoda, a volte in un magnifico silenzio, ad accompagnare i passi è il canto degli uccellini e il fremito della vita nel bosco.

E il mistero fragile e magnifico dei ritmi perfetti della natura.

Sotto a un cielo azzurro che appare dipinto, mentre il sole è caldo e gli alberi sono magnifico ristoro.

E la rosa magnifica si è così dischiusa nel calore dell’estate.

In questa meraviglia di verde, di quiete e di perfetta armonia.

Tutto rinasce, rivive, sboccia.

Su questa strada percorsa infinite volte: da bambina sulla mia bicicletta o di corsa insieme alle mie compagne di giochi.
Da più grande, ragazzina e adulta, ancora insieme a loro, le amiche di sempre.
È la mia strada, tortuosa e bella.
È la mia strada, ancora adesso.

E la percorro colma di gratitudine per la tanta bellezza che l’universo ci dona.

Nella quiete della campagna

Nella quiete della campagna i muri sono candidi e i tetti spioventi di tegole rosse.
Nella quiete della campagna le antiche case di pietra racchiudono memorie appannate e dolcezze mai sopite, nei capienti bauli si custodiscono tovaglie ricamate, nelle piattaie si espongono vecchie romantiche porcellane a volte anche un po’ sbrecciate.
Nella quiete della campagna vezzose tendine di pizzo riparano le finestre, sul tavolo c’è una tovaglietta a quadretti e in una grande cesta sono raccolte le pigne raccolte nel bosco.
Nella quiete della campagna gli uccellini fanno il nido sotto il tetto e i gatti si accoccolano sullo zerbino.
Davanti a casa c’è una bicicletta con il cestino da riempire con le delizie dell’orto.
E tutto è armonioso, semplice e perfetto, nella quiete della campagna.

Canfernasca

Sui fiori

Sui fiori, in estate, si posano tanti insetti diversi e tutti indispensabili.
Ognuno contribuisce al perfetto equilibrio della natura, al mistero magnifico della vita e dei suoi cicli dai ritmi perfetti.
E così si dondolano sul glicine odoroso certe creature dell’aria.

Questa splendido insetto dovrebbe essere l’ape legnaiola e in questi giorni l’ho veduta in tanti luoghi diversi, così indugiava su certi fiori selvatici.

E poi era là, posata tra i petali rossi in un giardino ombroso.

E ancora, su questo candore.

La natura, in ogni maniera, sa sempre donarci stupori.

E così, nella stagione del caldo, le eleganti creature del cielo ronzano operose sui fiori in questa dolcezza estiva.

Il mondo secondo Blu

Ci sono alcune figure che a volte ricorrono sulle pagine di questo blog.
Ad esempio ho di certo scritto in diverse occasioni di Cristoforo Colombo o anche dell’Ammiraglio Andrea Doria, giusto per citare alcuni nomi illustri.
E di sicuro è la terza volta che scrivo del gatto Blu, lui ha un osservatorio privilegiato su Fontanigorda e nulla sfugge ai suoi occhi attenti.

E poi, se è vero che saper vivere è tutta una questione di sapienti equilibri, Blu è un esempio da imitare.

Il mondo che si svela agli occhi di Blu è quella parte del paese che si scorge da quella curva dove si trovano la sua casa, il suo terrazzo e la ringhiera sulla quale questo magnifico felino ama passeggiare.

Poi si ferma, rimane ad osservare e il suo sguardo trova i villeggianti a passeggio, i bambini che passano in bicicletta, altri gatti che si avventurano negli orti o nei giardini.

Blu si sporge, si guarda intorno, è sempre vigile e vispo.

Così, quando passo da quelle parti è sempre un piacere ritrovare il gatto Blu tra i suoi magnifici e colorati gerani.

È una presenza gentile e molto gradita: da lassù così guarda il mondo il piccolo e saggio Blu.

Sulle tracce delle faine

Da queste parti, a volte, si incontrano le magnifiche creature del bosco e tra queste ci sono anche le astute faine.
In genere le ho sempre incontrate verso sera e tutte, per lo meno quelle che ho visto io, avevano una caratteristica comune: le faine corrono sempre.
Non so dirvi dove vadano e per quale ragione siano sempre di fretta ma mai una volta mi è capitato di vedere una faina che si rilassa in santa pace: la faina corre, corre, corre.
Così, sinceramente, avevo da tempo rinunciato all’idea di fotografarne una: è un po’ difficile immortalare una creatura in moto perenne, almeno per me.
Ieri mattina, poi, ecco così la bella sorpresa.
Camminavo sotto il sole, in una viuzza nei pressi di casa.
Ad un tratto, ecco un movimento improvviso e poi un altro, una corsa sinuosa verso l’altro lato della strada.
Ho fatto appena in tempo ad alzare la macchina fotografica, ero anche a una certa distanza.
Le faine erano due: di una si vede appena la coda mentre si infila dietro una catasta di legna, l’altra è rimasta immortalata al centro della strada.
Un incontro inaspettato, un solo scatto per me piuttosto fortunato.
E cosa stavano facendo le due faine? Correvano, naturalmente!
Spero di incontrarle di nuovo, se capiterà sarete certo i primi a saperlo.
A presto, signore faine!