Tornando a Loco

Salendo a Fontanigorda con la corriera ho dovuto fare una breve tappa a Loco, paesino a me tanto caro sito a pochi chilometri da Fontanigorda.
E così, tornando a Loco, mi sono venute in mente come sempre tante cose del passato, questi luoghi per me sono ricchi di memorie.

Quando ero piccola e ci si avvicinava a Loco, si faceva il gioco di sempre: vediamo chi è il primo che riesce a vedere Fontanigorda.
Eh sì, perché fermandosi lungo la strada, ad un tratto volgendo lo sguardo verso i monti si vede la mia bella Fontanigorda così dolcemente adagiata nel verde.

E poi a Loco scorre gioioso il Trebbia, meta prediletta dei pescatori come mio papà.

Acque chiare, fresche e semplici come questa valle.

Sotto il ponte e tra i cespugli, così fluisce il Trebbia.

In una quiete di prati, montagne e alberi e orti.

Mentre certe nuvole candide e leggere solcano il cielo.

Ancora sbocciano le rose in certi giardinetti.

E tutto è armonioso, semplice e perfetto.

Una panca di legno, una corda con i panni stesi, l’annaffiatoio vicino alla soglia.

Non è distante Fontanigorda, è proprio lassù, tra i castagni e i noccioli.

Ancora si percorre questo tratto di strada, lasciandosi alle spalle le casette colorate.

E si attraversa il ponte sul Trebbia.

E si osserva la piccola e accogliente Loco, nella dolcezza dei colori della Val Trebbia.

La salsa verde di casa mia

È una delle salse regine della tavola, un sapore che sa di festa e di pranzi in famiglia, la salsa verde è per me tutto questo e anche molto di più.
È complemento dell’elaboratissimo cappon magro, un piatto ricercato a base di pesce e verdure che non mancava mai a casa mia per il cenone dell’ultimo dell’anno, l’esperto del cappon magro era mio papà, sempre sapientemente coadiuvato dalla mamma che come lui era bravissima in cucina.
La salsa verde, poi, si accompagna anche alla cima o al bollito, a mio parere rende le carni ancor più appetitose.
Ovviamente io seguo la ricetta di mio papà e qui la riporto per voi proprio come lui l’ha scritta nel suo quaderno delle ricette, le dosi naturalmente possono variare a seconda della quantità di salsa che vi occorre.

Un mazzo di prezzemolo – 75 g di pinoli – 25 g di capperi – 3 acciughe salate – 2 tuorli di uova sode – 10 olive verdi – mollica di due panini inzuppati nell’aceto – 1 bicchiere d’olio – ½ bicchiere d’aceto – sale.

Per preparare la salsa verde secondo la tradizione si dovrebbe usare il mortaio, io in realtà uso il mixer.
Il procedimento è molto semplice, unite nel mixer le olive, le acciughe e i capperi, aggiungere i pinoli, il prezzemolo e le uova sode, aggiungete poi il pane precedentemente ammollato nell’aceto e ben strizzato, infine si aggiungono olio e sale.

Un quaderno delle ricette è molto di più che una raccolta di piatti squisiti, è anche una memoria, una nostalgia, un ritorno a una tavola imbandita e allegra.
E a tutto questo in questa particolare circostanza mi piace ricordare un’altra insolita casualità.
Sapete, ieri mi è venuta voglia di fare la salsa verde da accompagnare al pollo bollito, era da tanto che non la preparavo, così ho anche pensato di mettere qui la mia ricetta per voi.
E poi mi venuto in mente che avevo da qualche parte le fotografie già pronte e sono quelle che vedete in questo post.
Pensate, risalgono a un giorno di Agosto del 2016, le avevo fatte a Fontanigorda in una delle belle estati passate lassù con la mamma.
Insomma, avrei anche potuto fare qualche nuovo scatto degli ingredienti e della preparazione ma in realtà ho poi pensato che fosse proprio bello portare qui queste immagini casalinghe e imperfette e testimoni, in qualche maniera, di un tempo felice che mi piace sempre ricordare.
Questa è la salsa verde di casa mia, una vera bontà e per me anche molto di più.

Sfumature d’autunno a Fontanigorda

E queste sono le prime sfumature d’autunno a Fontanigorda.

Una leggerezza di nuvole vaghe, gli alberi che lentamente declinano verso i colori di ottobre, l’aria inaspettatamente ancora tiepida.

E sui rami i doni di una stagione nuova.

L’atmosfera, il silenzio, l’armonia.

Le foglie cadute, i ricci che racchiudono le castagne.

Un incanto effimero e pacificante, la natura sa sempre donare equilibrio e quiete.

E si cammina su un tappeto dorato.

Spiccano le bacche di rosa canina.

E dondola nell’azzurro la fusaggine, bellezza pericolosa di questa stagione, da guardare e non toccare in quanto tossica.

Tra i rami è un gioco potente di contrasti, con tutta la bellezza di questo inizio d’autunno.

Tra sole e ombra e toni ramati.

Con i colori tenui della vita quotidiana.

E ci sono anche certi simpatici uccellini che cantano per tutti noi la grandezza dell’universo.

Così inizia questa stagione nuova a Fontanigorda.

Mentre i meli sono carichi dei loro frutti.

E i fiori danzano nell’azzurro.

Nel tempo delle sfumature d’autunno, nella mia cara Fontanigorda.

Una piccola piuma

È una piccola piuma.
È fragile, leggera, dai toni di tortora appena sfumati.
È una piccola piuma, un felicissimo ritrovamento avvenuto appena ieri, era da tanto che non mi imbattevo in una piuma lieve!
E invece, ieri, su un prato a Fontanigorda ho trovato lei.
Sono stata nel mio paesino del cuore in occasione del compleanno della mamma, vado sempre a trovarla il 30 Settembre.
Ed era caldo, non pareva quasi autunno.
La piccola piuma stava posata tra l’erba, tutto attorno nell’aria volteggiavano allegri gli uccellini, passeri e ballerine, creature gioiose e vivaci.
Così, con leggerezza, uno di loro ha lasciato cadere la piccola piuma, un dono speciale per me.
L’ho raccolta, l’ho portata con me e l’ho messa insieme a tutte le altre piume trovate nel corso degli anni sui sentieri e ai margini dei boschi di Fontanigorda.
La piccola piuma però è più preziosa e importante: l’ho trovata proprio il 30 Settembre, nel giorno del compleanno della mia mamma.

La più bella tra le belle

La più bella tra le belle è sempre stata la piccola farfalla dalle ali turchesi che leggera e con incomparabile grazia si libra sui prati.
E ieri, durante la mia breve visita a Fontanigorda, ho incontrato la più bella tra le belle che con delicatezza si posava sui fiori gialli.

Il nome scientifico di questa farfalla è Lysandra bellargus, in inglese viene detta Adonis Blue.
La leggiadra bellezza delle ali azzurre è privilegio esclusivo del maschio, le femmine invece presentano ali color marrone con un’orlatura più chiara.
E così ecco questa meraviglia del creato, in un giorno di fine estate.

Una farfalla inquieta, una creatura dalla beltà straordinaria, proprio come Adone!

L’ho seguita mentre gironzolava tra i fili d’erba, incontrarla mi ha regalato quiete e serenità.

Nell’aria ancora tiepida di settembre, su un prato a Fontanigorda c’era anche lei: la più bella tra le belle.

Un giorno

“Ma succederà così anche a te.
Un giorno tu ti sveglierai e vedrai che è una bella giornata, ci sarà il sole e tutto sarà nuovo, cambiato, limpido.
E quello che prima ti sembrava impossibile diventerà semplice, normale.
Non ci credi? Io sono sicuro. E presto.
Anche domani.”

Le notti bianche – Luchino Visconti, 1957
(liberamente ispirato all’opera di Fëdor Dostoevskij)

Fontanigorda, 2 Settembre 2026

Fiori a Ferragosto

Fiori a Ferragosto, nel cuore di questa calda estate.
Sono le fucsie forti e delicate che dondolano in un bel giardino di Fontanigorda, una bellezza colorata e vivace di questa stagione.
La natura, come sempre, torna a stupirmi per l’incanto dei suoi miracolosi e misteriosi equilibri.
E con questa meraviglia auguro buon Ferragosto a tutti voi!

La dolcezza delle ortensie di Fontanigorda

Non c’è estate senza la dolcezza delle ortensie di Fontanigorda e mi è bastata una semplice passeggiata per le stradine del paese per poter cogliere questa straordinaria bellezze.

Le magnifiche ortensie dai toni del rosa.

Vivaci di lilla e di sole radioso.

Così generose davanti alle case del mio amato paesino.

Allegre, trionfanti, semplici e straordinarie.

In una sinfonia di delicate sfumature.

Vicino a scalette, fontanelle e panni stesi.

Con i loro petali dai toni rasserenanti e tenui.

Di rosa e d’azzurro d’estate.

Sotto il cielo celeste della Val Trebbia così sbocciano le dolci ortensie di Fontanigorda.

Agosto 1930: una gita al Colle di Nava

Ritorniamo nel passato, all’estate del 1930, uniamoci anche noi a questa bella compagnia: si va a prendere il fresco al Colle di Nava, valico delle nostre Alpi Liguri.
E in questo giorno luminoso il nostro gruppo di amici si distingue per stile, spensieratezza ed eleganza.
Siamo ad un picnic eppure nulla è lasciato al caso, tutto è curato e perfetto come in una sorta di ricevimento all’aperto.

E tutti mostrano una certa allegria, le signore hanno la giacchetta sulle spalle, una porta un’importante collana, un’altra invece sfoggia un abito fresco in fantasia.

È un momento radioso catturato nell’istante effimero di una fotografia e osservarne i dettagli restituisce ai nostri occhi quell’autentica felicità.

Seduti sul prato, tutti vicini, nel tempo di un’estate calda.

Il ragazzo che si nota in primo piano ha come dipinta sul volto quell’inafferrabile e svagata rilassatezza dei momenti di gioia vera, quegli instanti in cui sei felice e forse nemmeno lo sai.

Le sorridenti signore hanno davanti a loro una capiente cesta con il pane fragrante, forse ci sono anche gli ottimi formaggi di queste zone e la frutta fresca.

E davvero non manca nulla per trascorrere una bella giornata, sull’erba è posata una raffinata teiera e al centro , sullo sfondo, si nota un signore con un gilet scuro.
Vedete bene cosa si trova proprio davanti a lui? Oh sì, è un grammofono, per portare dolci note in queste ore felici!

L’aria era fresca, gli ucccellini cinguettavano lieti e la musica suadente segnava il tempo felice di una giornata trascorsa al Colle di Nava.