Il profumo del mare

Il profumo del mare, in questa stagione incerta, sa essere più intenso e forte.
Intriso di salmastro, inquieto come l’acqua che pare più densa, scuro come la tempesta che arriverà.
E così il profumo del mare ti sembra come quello che respirano i pescatori nei loro viaggi sulle onde, quando le reti scendono nell’acqua.
Il profumo del mare è agitato come quel vento che smuove la bandiera con la croce di San Giorgio.

La luce cade, vira e crea magici riflessi.

Le barche dondolano dolcemente sull’acqua d’autunno.

E il colore del mare assume toni d’argento e metallo.

Il profumo del mare può essere il preludio di un lungo viaggio, un promessa che presto sarà mantenuta.

Il profumo del mare poi si mescola alla vaghezza delle nuvole.
Erano lassù a imperlare il cielo sulle colline, mentre osservavo la grande scritta che ora si trova al Porto Antico.
Poco dopo, con mia grande sorpresa e con loro grande divertimento, ho visto due bimbette di pochi anni passare felici tra quelle lettere più grandi di loro, affacciarsi ridendo tra una vocale e una consonante.
E tutto attorno spirava il profumo del mare.

E ne godevano anche certi piccoletti che svolazzavano di qua e di là, uno si trascinava dietro una grossa briciola di pane e se la beccava con gusto.

Ed è sempre una gioia ritrovare i miei amici del Porto Antico e apprezzare la tenacia della vita.

Là dove si ascolta il sussurro del vento, là dove si sente il profumo del mare.

Ritornando a casa

Sono pronta a partire, domani si ritorna a Genova.
Ho salutato gli amici, le creature del bosco, i prati e gli alberi, i fiori e i gatti.
Qui a Fontanigorda sto in un sottotetto e sopra di me abitano certi uccellini, hanno il nido qua sopra, sono dei vicini simpatici e allegri.
Quando tornano a casa arrivano in picchiata verso il tetto e se per caso mi trovano affacciata alla finestra della cucina virano rapidi e volano distanti.

E così quando li vedo arrivare ho la buona abitudine di chiudere la finestra della cucina per permettere ai miei piccoli amici di tornare al loro nido.
Ho scattato queste fotografie ai primi di luglio, nel cuore dell’estate, ero appena arrivata qui.
E ora, come i piccoli pennuti anch’io torno a casa.

Saluto questo luogo del mio cuore, questo panorama, questi monti e questi alberi, l’airone superbo e i dolci daini, le farfalle, le api ronzanti e i gli uccellini.
Saluto te, mia sempre amata Fontanigorda.

Pennuti, limoni e nespole

Con la calda primavera gironzano numerosi in questi dintorni certi simpatici pennuti.
Non mancano le gazze e i pappagalli, molti però sono certi piccoli uccellini che si posano sui rami in cerca di qualche delizia da assaggiare.
Uno sguardo all’orizzonte, un rapido esame del giardino e sì, questo è proprio un bel posto nel quale fermarsi!

Qui maturano freschi e succosi i limoni.

E tra i rami dell’albero ecco il merlo ciarliero che cerca di non farsi notare ma per lui è davvero difficile!

Il nespolo in questi giorni è prodigo dei suoi ottimi frutti.

E così il nostro piccoletto se ne va con qualcosa nel becco!

Mentre le nespole si nutrono del sole caldo di maggio.

E il giallo limone così si staglia nel cielo azzurro di Genova.

Mare, uccellini e aria di primavera

Ritorno, sempre e come sempre, al mio amato Porto Antico.
In una mattinata di vento e di blu, in una giornata che racchiude già tutte le promesse della primavera ormai vicina.
Il cielo limpido, la luce intensa, il chiarore di una giornata incantevole.

Il mare dal colore profondo e intenso, la calma, le barche in attesa di prendere il largo.

E là, davanti a questo blu, ho incontrato due simpatici piccoletti.
Gli uccellini del Porto Antico sono coraggiosi e spavaldi, non scappano via intimoriti e infatti questi due sono rimasti un po’ a crogiolarsi al sole e a decidersi sul da farsi.

E poi c’era questo vento gagliardo che spirava allegro ma i piccoli pennuti sono rimasti saldamente ancorati a terra con il loro lieve peso e quando poi si sono alzati in volo ho pensato a quelle parole di De Gregori: gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più grandi di me.

Con la loro gioiosa presenza queste tenere creature annunciano la bella stagione che verrà prodiga di nuove dolcezze e di profumi.

E tutto attorno una magia di azzurro, di riflessi e di acqua tremolante che diviene magnifico specchio.

E poi aria frizzante e pulita, profumata di salino e di quel vento che soffia vivace.

Così si ritrova, sempre e ancora, la bellezza di passeggiare semplicemente davanti al mare.
Avvolti nell’azzurro, accarezzati dalla freschezza marina, in un dolce preludio di primavera.

Agrumi e mimosa

Sono due alberi maestosi e abitano vicini in un bel giardino, svettano oltre il muraglione di una ripida creuza e così illuminano il cielo con la loro vita rinascente.
Un albero di agrumi e una splendente mimosa annunciano così il tempo che muta, la stagione bella che sempre più si avvicina.

E quanto è rigogliosa e ricca quella magnifica mimosa con il suoi piccoli fiori dondolanti, è uno degli alberi che maggiormente mi affascinano.

E generoso e prodigo dei suoi frutti è l’albero di agrumi che vive e respira accanto alla mimosa.

Nel frattempo, in un cespuglio colmo di fruttini maturi tanto graditi a certi pennuti, un piccolo ospite se ne sta silenzioso tra le le foglie.

Mentre ancora ondeggia la radiosa beltà della mimosa.

Così ritorna il tempo del cielo chiaro e la natura lo accoglie con il ritmo della vita, sempre perfetto e armoniosamente dolce.

La bellissima averla

È stato appena per qualche istante, giusto il tempo di intravedere questo aggraziato uccellino che si posava là, sul cespuglio.
Una piccola creatura dal piumaggio con sfumature di tenue celesti e arancio scuro, in quella perfezione assoluta che soltanto la natura possiede.
Una bellezza davvero mai vista, come fare a darle un nome?
Per fortuna qui a Fontanigorda conosco tutti e così sono andata a cercare chi poteva soddisfare la mia curiosità e infatti è bastato mostrare la fotografia per scoprire che si tratta di una splendida averla.
L’averla, mi è stato raccontato, si posa sui rovi e quando prende nel becco certi insetti dei quali si nutre ha una maniera molto particolare per tenerli da parte: li infilza sulle spine e poi torna a riprenderli quando ne ha bisogno.
E in effetti io l’ho trovata proprio nei presso di un rovo, come è sua usanza.
La natura è veramente stupefacente e ha in serbo per noi continue sorprese come la bellissima averla che non avevo mai veduto e che mi ha colpita per la sua armoniosa leggiadria.

La grazia del codirosso

Così dolcemente posato su un ramo spoglio che regge il suo peso leggero e là, in lontananza, le case.
Una cartolina dalla Val Trebbia con un piccolo codirosso di Fontanigorda, è facile incontrare in giro questa deliziosa creatura.

Questo splendido uccellino si fregia di una bella codina color mattone, quando si alza in volo quella tinta spicca tra le altre sue piume.

Gironzola negli orti, si posa sugli steccati, si lascia ammirare senza timidezza.

Si posa sui fili, pronto per il decollo!

Piccolo e tenero codirosso, ne ho incontrato uno che sembrava proprio incavolato, ma di certo la mia era sono un’impressione!

Ma poi tutto passa, queste piccole e preziose creature sanno vivere in armonia con la natura e con l’universo.

Ed è sempre una gioia incontrare il codirosso, con la sua grazia armoniosa, in questi giorni d’estate a Fontanigorda.

Merenda tra le barche

E così finalmente ecco il sole di maggio e i colori accesi della primavera davanti al mare di Corso Italia.
Una dolcezza ritrovata che sempre dona quiete al cuore.
Le vele, l’azzurro e quel lento dondolare.

E gli scogli, l’orizzonte da catturare, mentre certe barche restano in attesa di nuove partenze.

Alcun si dedicano alla pesca mentre un remo fende l’acqua e una barchetta turchese come quel mare prende il largo in un questa dolce tranquillità.

E qualcuno ne approfitta per far merenda, tra i ciottoli levigati dal salino e le barche tirate a riva.

Era un bella briciola sostanziosa e invitante, perfetta per un piccoletto così!

Mentre attorno c’era tutto questo azzurro di primavera e di Genova.

E certe candide vele si lasciavano condurre dalla brezza leggera.

E alcuni restavano lì, davanti al muretto, a scrutare le barche, i pescatori, il confine del mare e il cielo limpido.

Dolcezze e prati di Rovegno

Rovegno è una delle località della mia amata Val Trebbia, non è tanto distante da Fontanigorda e nel tempo dell’estate un giro a Rovegno capita sempre di farlo.
E così si arriva nella bella piazzetta e si sale su per il paese.

Tra scalette e case di pietra.

E quando sei a Rovegno certo non puoi farti mancare le delizie di Biasotti, celebre e apprezzata pasticceria della quale spero un giorno di parlarvi più ampiamente.
E quando si va a Rovegno il gelato di Biasotti non può mai mancare, io scelgo il delizioso pistacchio che mi piace moltissimo!

Dolcezza si aggiunge a dolcezza camminando fino alla chiesa del paese.

Mentre i fiori ondeggiano allegri nell’aria.

Ed è stupore e meraviglia, la natura è sempre prodiga e generosa.

E ancora ecco un albero di mele carico di frutti con i suoi rami protesi verso il cielo.

E un piccolo ciarliero abitante del luogo a becco spalancato, è sempre una gioia incontrare i tipetti come lui.

E poi un angioletto che così si staglia contro il cielo della Val Trebbia.

E i prati, gli alberi immensi, i rami carichi di foglie, l’aria freschissima e limpida.

E questi toni cosi rasserenanti e intensi, in questa campagna fremente di vita, di profumi e di fragranze del tempo d’estate.

Una bellezza assoluta che spero di ritrovare presto: la dolcezza della Val Trebbia con i suoi panorami e i verdi prati di Rovegno.

Un incontro in inverno

L’altro giorno con mia grande gioia ho fatto un bellissimo incontro.
Devo ammettere che in quel momento non ero esattamente di ottimo umore, stavo aspettando la funicolare per tornare a casa e mi trovavo alla fermata di San Nicola.
E ad un tratto, oltre la ringhiera, ho intravisto un colore vivace e inconfondibile, era il piumaggio morbido di un piccolo pettirosso.

Sapete, quando incontro tipetti come lui mi torna subito il sorriso, tra l’altro era un pettirosso allegro e piuttosto socievole, svolazzava di qua e di là bello beato e si è anche avvicinato.

Poi ci siamo scambiati uno sguardo, secondo me il tipino aveva capito benissimo che di me si poteva fidare!

E così ho voluto lasciarlo planare anche su queste pagine, per me è sempre una felicità trovare piccoli amici come lui.