Una sera di dicembre al Porto Antico

Questa è una sera di dicembre al Porto Antico, là dove amo sempre ritornare, là dove nuovamente è stata posizionata la ruota panoramica in questa collocazione per me ideale.

Laggiù, davanti ai Magazzini del Cotone, così la sia ammira arrivando all’Isola delle Chiatte.

Il nostro Porto Antico ha da poco compiuto trent’anni e a pensarci pare che ci sia sempre stato eppure c’è stato un tempo, non tanto distante, nel quale questo mare non era così direttamente raggiungibile dai caruggi e dalla città vecchia.
Ora è cuore pulsante, luogo dell’anima e voce della città.

E nel tempo del Natale tutto luccica al Porto Antico.

E si cammina mentre il vento gelido di dicembre sfiora il viso.

Luce delle feste, del tempo del gioco e di meravigliati stupori.

Tra i toni di arancio e di oro del nostro tramonto.

Con leggerezza, nell’aria pungente di questa stagione.

Osservando le luci della città che brillano in lontananza.

Davanti al mare, davanti alle gru del porto operoso.

In questo luogo che ci appartiene e che sentiamo profondamente nostro.

Là dove si guardano le navi, la Lanterna, il profilo della nostra Genova.

Così brilla, così lucente, una bella sera di dicembre al Porto Antico.

Luci di novembre al Porto Antico

E queste sono le luci di novembre, quando un bagliore di oro accarezza l’orizzonte.

Una sera iniziata così, con le nuvole che si specchiano nelle acque inquiete del mare.

E tutto diviene ancor di più magia, in sere come questa, al Porto Antico.

E un luccichio d’argento pare posarsi su ogni cosa mentre cammino verso l’Isola delle Chiatte.

Scende piano la sera, tutto avvolge nel suo chiarore incantevole.

E così rischiara la Lanterna, le gru, le navi, la vita del porto.

Si dondola dolcemente su queste onde leggere.

E volano i gabbiani, si librano alti e così fendono l’aria salmastra.

E una sinfonia di bronzo e di oro brilla laggiù, in lontananza.

E così si resta, a guardare il sole che si getta nel mare, con il suo ritmo lento.

E poi le nuvole si orlano di rosa e ogni dolcezza sa essere così semplicemente perfetta in una sera di novembre e di Genova.

Una luce all’orizzonte

Una sera d’inverno, in Piazza di Oregina.
Le nuvole inquiete passano in cielo, l’azzurro si attenua di pallidi toni pastello e si confonde con certe pennellate di rosa.
Il sole arde sempre glorioso e potente e disegna i contorni delle case, delinea i profili dei tetti, abbaglia e illumina mentre piano saluta il giorno.
E luccica il mare e brilla, lontana, una luce all’orizzonte.

Luce sul mare

Luce sul mare che così cade, accolta nell’abbraccio dell’acqua.
Fluttua leggera, brilla e mai si posa.
Lieve si dissolve appena in sfumature di rosa e di oro.
Luccica in lontananza e freme, vibra, si confonde e scivola via, sospinta da propizia brezza marina.
Luce sul mare, così diffonde il suo chiarore sui pensieri e sull’orizzonte del tempo che verrà.

E ti ritrovo così

E ti ritrovo così, con la tua aria calda di settembre, il cielo che sfuma dal celeste al rosa.
E mentre le finestre delle case si illuminano una dopo l’altra, io ancora ti ritrovo con il tuo porto luccicante di luci, le navi, i traghetti delle vacanze: si parte e poi si ritorna, ancora su questa riva.
E ti ritrovo così e ti guardo dal mio terrazzo e aspetto la sera che scende e so che ancora è tempo di maniche corte e di abiti leggeri, in questo scorcio d’estate genovese.
E ti ritrovo così: brilla la Lanterna, tranquillo è il mare e magnifica sei tu, mia amata Genova.

Rosa d’inverno

È rosa d’inverno e così ravviva l’ora del tramonto in Spianata Castelletto.
È rosa d’inverno in una sera di aria fresca e frizzante.
È rosa d’inverno, brillanti si accendono le luci che rischiarano il cammino.
E si resta là, ad ammirare il porto e le navi, a immaginare nuovi viaggi e nuovi approdi.
Mentre un ramo spoglio così si staglia tra le nuvole leggere: tornerà a vestirsi di germogli e di tenere foglioline, secondo il ritmo consueto della natura.
È il gioco del tempo, la vita che sempre ritorna e che ancora ci sorprende nella lievità di questo rosa d’inverno.

Tramonto di novembre

I tramonti più suggestivi si svelano nelle stagioni più fredde, in certe sere il cielo si infiamma e appassiona, cattura lo sguardo e ti lascia in attesa di uno spettacolo straordinario.
Così si è svelato questo tramonto di novembre, con una sola nuvola fluttuante nel cielo chiaro mentre il sole cercava di farsi largo in quella densità.

E quella luce radiosa si specchiava sul mare inondando di chiarore quella nave che seguiva la sua rotta.

Dall’oro al rosa, piano Fratello Sole ha cominciato la sua discesa verso la costa.

In un incanto di riflessi e colori brillanti, tra tenui sfumature di celeste e di cipria.

Una ad una poi si sono accese le luci del porto, in una sera di Genova e di novembre.

Guardando Genova dal Santuario della Madonnetta

E così Genova si svela e il panorama si distende davanti agli sguardi dal terrazzo del Santuario della Madonnetta, un punto di osservazione privilegiato dove ho avuto la fortuna di trovarmi nel corso della mia visita.

Ecco lo specchio celeste del mare, la ruota panoramica, il bigo e i tetti della Superba.

Le barche e i Magazzini del Cotone, il posto dove amo andare a camminare controvento e ad ammirare il tramonto.

E quella magia di ardesie, di finestre e campanili, di abbaini sui tetti spioventi di Genova e le navi laggiù.

C’è sempre qualcosa di meraviglioso e straordinario nella semplice sensazione di ritrovare da un diverso punto di vista i luoghi che conosco e cercare così di distinguere strade, caruggi e piazzette in quel formidabile intrico che vive, palpita e respira.

Ed è azzurro d’autunno e luce brillante di Genova.

Ancora le navi, la sopraelevata che si snoda sinuosa e l’incanto della Superba.

Alle spalle poi, le vertiginose bellezze della città in salita, le case abbarbicate sulle alture, i binari della Funicolare Zecca Righi e la piccola e inconfondibile vettura rossa che va su e giù.

E ancora il sole che così fa luccicare il mare in un tiepido pomeriggio ottobrino.

Così si ammira la mia città dal Santuario della Madonnetta che in certe sere incantevoli così si staglia tra le nuvole rosa nelle luce del tramonto.