Tra le braccia della balia

E così, in un tempo ingenuo e felice, tra le braccia della balia.
Lei è solida, paziente, amorevole, affabile, gentile e sorride teneramente mentre stringe a sé quella creaturina alla quale è di certo affezionata.
La balia, colei che aiutava a diventare grandi, un legame antico e importante.

La bella Carte de Visite è una mia recente acquisizione ed è opera del genovese Achille Testa, a mio personale parere il più talentuoso nel ritrarre i bambini.
E in particolare qui si tratta di un tenero virgulto appartenente di sicuro a una famiglia agiata o forse anche con qualche quarto di nobiltà, lo si intuisce dalla ricercatezza degli abiti del piccino e della balia che porta anche, come spesso si usava, eleganti orecchini.

Il frugoletto ha l’aria vispa e vivace, una testolina piena di ricci e gli occhioni grandi spalancati sul mondo.

E poi gli abiti di entrambi sono arricchiti da un trionfo di pizzi delicati.
Il piccoletto porta le scarpette bianche e una fascia di tessuto a quadretti con un grande fiocco sulla schiena.

E un po’ sorride, con tenerezza, dolcemente al sicuro, tra le braccia della balia.

8 pensieri riguardo “Tra le braccia della balia”

  1. Una figura di particolare dolcezza, obliata dal tempo. Ora c’è la babysitter, che già dal nome risulta più distante da quella dolcezza. Ciao Miss

  2. Il copricapo della balia sembra termini con un lungo velo,anch’io penso sia una famiglia aristocratica che sceglievano per la prole balie referenziate,e comunque dovevano presentarsi con un certo contegno.
    Chissà se col passare degli anni il piccolo/a avrà continuato ad essere amico/a con la balia,perchè è un rapporto materno,e viceversa non poteva una creaturina non affezionarsi.
    Grazie Miss:siamo inizio 900? Buona giornata.
    A dimenticavo oggi Genova sarà in festa,è S.Paola Frassinetti.

    1. Sì, hai ragione, il piccoletto doveva appartenere a qualche blasonata famiglia e non ne ho la certezza me secondo me un legame con la balia alla fine rimaneva, che tenerezza queste fotografie. La Carte de Visite è di Achille Testa che operò tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, osservando gli abiti mi sembra che foto potrebbe risalire proprio alla fine dell’Ottocento. Grazie di aver ricordato la tua cara Frassinetti, buon pomeriggio caro Mauro!

  3. Credo che già il fatto di far fotografare il bimbo con la balia invece che con la mamma sia segno di una certa agiatezza. Gli abiti come sempre se si pensa al ferro da stiro fan venir mal di testa. Il bimbo é delizioso ma so che hai la foto di un bimbo con gli occhioni ancora più grandi e spalancati sul mondo, con i capelli rossi rossi… Bacioni!!!

    1. Hai ragione, anche far fare il ritratto indica una sicura agiatezza, al ferro da stiro non pensiamoci neanche, per carità! Riguardo al rossino devo dirti che quando guardo queste foto d’epoca provo a immaginarmelo vestito così ma mi pare impossibile. Certo che tutti sti pizzi erano una bella noia per i piccoletti, non credi? Molto più comodi con una magliettina e una braghetta e via! Un bacione Viv, grazie!

  4. peccato, Miss, che la balia non accenni un sorriso… in fondo, posare con il bimbo era un premio per la serietà con cui era solita svolgere il suo importante compito (c’è però, da dire che erano tempi in cui nelle foto da studio difficilmente si sorrideva)…

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