Tipi che si vedono in giro in primavera

Da queste parti in primavera circolano dei bei personaggi e hanno chiaramente il loro interesse per farsi vedere come è ad esempio il caso di un certo signor merlo che, ostentando indifferenza, si dondolava serafico sul ramo del ciliegio nei pressi della fermata della Funicolare a San Nicola.

Le ciliegie poi non sono ancora ben mature ma per esserne certi, naturalmente, è sempre meglio assaggiarle.

E il nostro signor merlo, a quanto pare, pareva proprio apprezzare la dolcezza di uno dei frutti più deliziosi di questa stagione!

In quello stesso giorno, sempre qui nei dintorni, ho fatto un altro fantastico incontro: una magnifica ghiandaia con una superba criniera tutta arruffata!
Si può usare il termine criniera per un pennuto? Chissà, comunque ci siamo capiti!

La splendida creatura si è subito accorta della mia presenza e così si è voltata a guardarmi e in tutta fretta è volata via.
Arrivederci signora ghiandaia, torni presto a trovarmi!

Colori di aprile

Sono i colori di aprile a ravvivare con dolcezza le nostre ore, sono le sfumature della vita e dei fiori che rivestono i rami degli alberi.
Così il glicine odoroso sboccia nei giardini.

E i fiori bianchi del ciliegio dondolano nell’aria.

Tutti i toni della primavera si svelano nei giorni di aprile.

Sul mio terrazzo si aprono i miei amati fiorellini rossi e sono davvero tanti.

E tra loro anche la delicatezza di petali bianchi.

Aprile porta doni improvvisi, come le violette caparbie che sono spuntate a sorpresa in uno dei miei vasi.

Tutto attorno una dolcezza tenera, tenue e perfetta: è la bellezza confortatrice della natura che sa essere in armonia con l’universo.

E così ritorna, sempre.
Silenziosa, fidata, puntuale.

E dedicate a questo mese porto qui le parole perfette, le scrisse in un suo sonetto William Shakespeare:

“April hath put a spirit of youth in everything.”
“Aprile ha infuso in ogni cosa uno spirito di giovinezza.”

E i suoi profumi, la sua bellezza generosa, nel tempo dolce di primavera.

Alberi in primavera

E ancora ritorna la gloriosa bellezza degli alberi in primavera: sono alberi di questi dintorni, crescono e prosperano nei giardini di Castelletto e sono gli abitanti preziosi di questo quartiere.
Così ritorno sempre a salutarli e vederli carichi di petali delicati è una gioia vera.
Fiorisce generoso il candido ciliegio.

E si staglia nel blu con i suoi rami vivaci l’albero di Giuda.

E ancora il dolce pruno così si svela.

E si intreccia ai rami dell’odoroso glicine.

Crescono insieme e così vicini, creando uno spettacolo di straordinaria bellezza.

Ed è bianco e lilla così ricco e florido.

E poi ecco il rosa acceso del ciliegio giapponese.

E cielo azzurro e splendido di primavera.

Ancora sboccia lucente il glicine bianco.

E così lo si incontra lungo il cammino.

Verso l’infinito si protende così la tamerice.

E un’altra si affaccia invece da un muraglione, è una meraviglia di rosa e di dolcezza di questa stagione.

Gli alberi in primavera raccontano la vita, il rinnovamento e i nuovi inizi, donano la loro bellezza e rendono uniche le nostre prospettive.
E ancora salendo in Via Domenico Chiodo si nota il viola dei rami fioriti degli alberi di Giuda di Via Oberto Cancelliere.
Son alberi di città in primavera, così generosi e gentili annunciano una stagione nuova.

I soliti… ladri di ciliegie!

Maggio, maturano le ciliegie.
E guardala così Genova, nella dolcezza dei frutti di primavera.

Ciliegie (2)

Rosse, lucide e succose, le ciliegie piegano quasi i rami degli alberi.

Ciliegie (4)

E, a poca distanza c’è anche un nespolo, anch’esso è prodigo e generoso, peccato che sia lontano e non riesco a vedere tanto bene cosa caspita succeda su quei rami!
Comunque tutti gli anni è la stessa storia, c’è una banda di ladruncoli che si aggira tra questi alberi.
E una cosa la so per certo: c’è una ghiandaia che fa la spola tra il nespolo e il ciliegio.
Avanti e indietro, avanti e indietro, è instancabile.

Nespolo

E d’altra parte come darle torto?
Ad avere a portata di becco tanta bontà chi saprebbe resistere?

Ciliegie (6)

Toh, eccola la ghiandaia acquattata tra le foglie!

Ghiandaia (4)

Poco dopo, del tutto incurante della mia presenza, si è andata a posare sulla recinzione a pochi passi da me.
La ghiandaia di Miss Fletcher se ne infischia, ve lo dico io!

Ghiandaia (3)

E già, a lei interessano soltanto le ciliegie e qui ce ne sono in abbondanza!

Ciliegie (3)

Cara signora ghiandaia, è perfettamente inutile che ostenti cotanta indifferenza come a dire: passavo di qua per caso e mi sono fermata un attimo.
A me non la racconta, conosciamo bene entrambe la verità!

Ghiandaia - 3

E c’era un venticello fresco, c’era il sole e per il pranzo non c’era che l’imbarazzo della scelta.

Ciliegie (8)

Così la ghiandaia si è servita, manco a dirlo.

Ghiandaia 4

Certo, non è la sola, i merli sono numerosissimi, planano sull’albero e poi battono in ritirata con la ciliegia nel becco.

Merlo (4)

Saltellano da un ramo all’altro e si saziano che è un piacere.
Ragazzi, due ciliegie ai padroni dell’albero gliele vogliamo lasciare oppure no?

Ciliegie (7)

Eh, non è mica detto!
C’è sempre qualcuno che banchetta da quelle parti.

Merlo (2)

E quei rami ondeggianti così carichi di frutti, che gola!

Ciliegie (5)

Qui qualcuno di marcia!
E poi si piazza tra i rami facendo finta di niente, ma guarda un po’!

Merlo (3)

Esimio signor merlo, vorrei ricordarle che la flagranza di reato è una discreta aggravante, lo sa?

Merlo (7)

Sono della partita anche i pappagalli, ovvio.
Loro amano i rami alti, si piazzano lassù, si servono e poi volano via.

Pappagallo

Fa parte della combriccola anche questo piccoletto del quale ignoro il nome.
Eh, lo so, la foto non è bellissima ma io sono già stupita che sia venuta, questo tipetto è sveltissimo, è uno di quelli che va sempre di fretta!

Uccellino - Copia

E’ maggio e gli alberi sono carichi di frutti.
E come sempre arrivano loro, quelli che rubano le ciliegie.

Merlo (5)

Tutti i colori della primavera

Tutti i colori della primavera li ho veduti durante una passeggiata nelle vie del mio quartiere, in un pomeriggio di sole.
Qui sulle alture i rami degli alberi ondeggiano carichi di fiori e sullo sfondo vedi la città adagiata sul suo mare.

Primavera (2)

Nelle aiuole si aprono rossi tulipani, io da bambina immaginavo che le fate avessero abitini fatti con questi petali setosi.

Primavera (3)

Fiorisce profumato il glicine bianco e si insinua tra le grate del cancello.

Primavera (4)

E sbocciano rigogliosi i fiori vivaci degli alberi di Giuda.

Primavera (5)

Piano, piano tenaci rametti ricchi di fiorellini si arrampicano verso l’azzurro.

Primavera (6)

E in questa stagione ci si ferma a godere del tiepido sole, meglio se in compagnia, no?

Primavera (7)

E ancora il glicine scende e ricopre i muraglioni.

Primavera (8)

Il dolce glicine, dal profumo delizioso.

Primavera (9)

E crea ghirlande nell’aria, mentre tutto attorno si leva un allegro cinguettio.
In queste zone così adorne di verde e di fiori passeri e cinciallegre chiacchierano tra di loro e poi gioiosi fendono il blu.

Primavera (10)

Non c’è giardino che non abbia il suo albero.

Primavera (11)

Alcuni rami sono ancora spogli ma altri invece sono vestiti di bocci che hanno le tinte del sole.

Primavera (12)

E lì, sulla creuza, si affaccia la tamerice con i suoi rami rosati.

Primavera (13)

Fiorirà ancora, sarà ancora più chiara e bella.

Primavera (14)

Un’altra tamerice invece è già un tripudio di fiori.

Primavera (23)
Una nuvola incantevole di rosa.

Primavera

Bianco candido, celeste e azzurro di cielo e di mare.

Primavera (15)

E ancora giallo, prepotente e caldo di luce.

Primavera (16)

E poi guarda, eccolo lì, uno di quelli che mi dà la sveglia al mattino!
A becco spalancato, un solo merlo è capace di fare un can can incredibile, lo saprete bene anche voi.

Primavera (17)

Un altro merlo invece se ne sta quieto su un ramo, forse come me si gode semplicemente il panorama.

Primavera (18)

I colori della primavera, accesi e vitali come la rinascita che rappresentano.

Primavera (19)

Si aprono le semplici margheritine, strette una accanto all’altra.

Primavera (20)

E anche certi fiori selvatici si protendono verso il cielo assetati di luce e di sole.

Primavera (21)

Proprio come noi che respiriamo l’aria fresca e spalanchiamo le braccia davanti all’indicibile bellezza della natura.
Primavera non bussa lei entra sicura, come il fumo lei penetra in ogni fessura così cantava Fabrizio De André.
E la sua bella Genova  rifulge di splendore nel tempo degli alberi fioriti.

Primavera (22)

Glicini e ciliegi

I fiori.
La bellezza dei fiori è nella loro perfezione, nulla è stonato in una corolla, nei suoi petali di seta, nelle sfumature dei colori.
E certi alberi, come il ciliegio, presto ci doneranno i loro frutti, altro misterioso splendore.
Un intrico di rami, e sullo sfondo il cielo.

Ma è bello guardare in su anche da sotto un glicine.

Il cielo, in questi giorni, a volte fa i capricci, in certi momenti le nuvole hanno la meglio, ma poi  vince il sole e  in quelle mattine di luce prepotente i  ciliegi sono l’annuncio della primavera in boccio, i loro fiorellini bianchi e delicati profumano di purezza e di quel candore che solo la natura sa offrire.
Si arrampicano verso l’azzurro, in caccia della luce del sole, assetati del suo calore.

I glicini, invece, si gettano giù, a cascata e danzano nel vento, una brezza lieve di primavera muove i petali viola e spande nell’aria un profumo dolce e rasserenante.

I ciliegi, per me, sono come certe persone, apparentemente fragili, ma con un’anima salda e forte che li sostiene, come quel ramo che regge i fiori bianchi e quei frutti rossi e succosi che presto gusteremo.

Ma il glicine, per me, è un ricordo assai caro di tempi passati.
Quando andavo a scuola, in primavera, certe mattine raccoglievo un rametto di fiori e poi, uno ad uno, succhiavo il loro nettare.
Eh, lo so che non si fa, ma tanto danno non credo di averlo fatto, quel glicine è sempre rigoglioso e ricco come era allora!

E non saprei davvero dire quale di questi due alberi io preferisca, non credo di poter scegliere.
Sono felice che esistano entrambi e che sboccino nella stessa stagione.
Benvenuto ciliegio, dai mille nivei fiorellini.

Benvenuto glicine, che accogli la primavera con il tuo gioioso inchino.