La preghiera di una bimba

A mani giunte, silente.
Il visetto dolce, il profilo delicato, la bocca rosea corrucciata, lo sguardo fisso nei ricordi e nelle sue tenere memorie, i boccoli lucidi che cadono sulla sua schiena.
Così effigiò questa bimba lo scultore Giacomo Moreno nel 1878, l’immagine di lei è posta sul cippo funebre di quel padre troppo presto perduto e il dolore della bimba narra la sua affranta e desolata solitudine.

L’opera, collocata nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno, così ci mostra la piccola orfana vestita con l’abito il fiocco grande e le maniche con i pizzi.

Di lui e delle sue terrene virtù si legge sulla lapide in sua memoria dove si elogiano l’industriosità e l’onesta operosità del defunto, rimpianto dalla povera vedova rimasta sola con la sua bambina.

Ed è ancora lei, la piccolina, ad onorare la memoria del suo adorato babbo.

Raccolta in una preghiera semplice, colma di fede, speranza e fiducia.

Nei suoi giorni di bimba, nei quali così ancora a noi si svela, nella penombra del Cimitero Monumentale di Staglieno.