Le tazze della zia sono delle splendide preziosità di gusto squisitamente british.
Del resto, come già ho avuto modo di raccontarvi, la zia amava tutto ciò che proveniva dalla terra di Albione: la letteratura e la lingua inglese che lei insegnava con sapienza, gli schemi a piccolo punto e i gialli di Agatha Christie, il lemon curd e le marmellate di agrumi, i tessuti scozzesi e i maglioni caldi per proteggersi dai rigori dell’inverno.
La zia, naturalmente, amava anche le porcellane inglesi e ne possedeva di diversi tipi, in particolare amava molto certe sue tazze.
Sono le celebri tazze da tè dei mesi prodotte dalla Royal Albert, ognuna ha anche il suo piattino da dolce nel quale servire una soffice cheesecake o una torta di carote, secondo l’uso britannico.
La zia era molto fiera delle sue tazze, ricordo bene quando iniziò a collezionarle, ogni volta che ne acquistava una me la mostrava e io non sapevo effettivamente decidere quale fosse la più bella.
E ancora adesso, dopo molti anni, devo ancora decidermi al riguardo, devo dire.
Le tazze della zia sono rimaste a me e sono contenta di custodirle, le ho sempre ammirate come una di quelle cose belle che era proprio naturale trovare nella credenza della zia.
La serie non è completa e, in diversi momenti, ho pensato di acquistare le tazze dei mesi mancanti.
Gironzolando spesso per mercatini a volte mi capita di vederle in vendita e chissà, magari un giorno farò questo acquisto.
Per adesso penso alla zia che sorride mentre serve le sue raffinate delizie e un ottimo tè che riscalderà la nostra chiacchierata.
E poi ogni mese ha la sua tazza, ogni tazza è un dolce ricordo.
Tag: Porcellane inglesi
Le porcellane inglesi di Miss Fletcher
Tutto ebbe inizio diverso tempo fa ad un mercatino dell’antiquariato, amo molto gironzolare tra i banchetti in cerca di cose belle e particolari.
Tutto ebbe inizio con un piattino, poi ne venne un altro e poi un altro ancora.
E così è nata la mia piccola collezione di porcellane inglesi bianche e rosse, se ne stanno tutte insieme sul ripiano di un comò.
Molti di questi pezzi appartengono a servizi diversi e pertanto presentano decori differenti tra loro.
Alcuni invece sono parte della stessa serie, questa panciuta teiera è una romantica porcellana Mason’s.
Si accompagna a questa capiente lattiera.
E insieme c’erano questi due contenitori, uno è certamente per lo zucchero e l’altro forse serviva per il tè?
Certe porcellane hanno disegni orientali e vi sono templi, alberi esotici, panorami che hanno tutto l’incanto di luoghi lontani.
E poi, come è ben noto, sulle porcellane inglesi sono ritratti panorami di celebri località dal fascino imperituro, ecco la casa natale di William Shakespeare a Stratford-Upon-Avon.
E un mulino con le dolcezze della campagna inglese.
E poi castelli e dimore reali, luoghi amati che fanno parte della storia della Gran Bretagna.
Cosa manca alla mia collezione? Le tazze, curiosamente non le ho mai comperate, dovrei proprio provvedere!
In compenso ho un ambaradan di piattini di varie misure, pur appartenendo a servizi diversi stanno benissimo tutti insieme.
Nella foto che segue spicca il panorama di una città con le tipiche case a graticcio, sulla vetrina di uno dei negozio si nota questa insegna: The Old Curiosity Shop.
E’ il titolo di un romanzo di Charles Dickens, questo servizio si ispira agli scritti dell’autore inglese.
Appesi al muro ci sono due piatti da portata, questi provengono dalla Scandinavia.
Per ragioni di spazio a un certo punto ho smesso di fare acquisti ma a dire il vero andar per mercatini in cerca di nuovi pezzi era davvero un bel passatempo.
E comunque ci vorrebbe almeno una tazza, non pare anche a voi?
Un piattino dopo l’altro così è nata la piccola collezione di porcellane di Miss Fletcher.














