Quando arriva l’estate il pensiero, inesorabile, scivola nel passato per arrivare a quegli anni ‘70 che mi hanno regalato un patrimonio di ricordi straordinari e preziosissimi.
Noi bambini degli anni ‘70 eravamo semplici e ci divertivamo con poco: ci bastavano una corda per saltare, un elastico o una scatola di perline, la nostra creatività e la vivacità dell’infanzia facevano il resto.
Io ero una bambina felicissima, soprattutto non mi annoiavo mai, avevo sempre qualcosa da fare anche quando ero da sola e questa è una dote che credo di aver conservato nell’età adulta.
Noi bambini degli anni ‘70 desideravamo le cose fortissimo, non saprei come meglio dirlo.
Al martedì, a Fontanigorda, c’era il mercato con il banco dei giocattoli, i due signori che lo gestivano sono rimasti impressi nella mia memoria come i protagonisti di una bella fiaba, arrivavano di mattina presto e sulla piazza allestivano il loro banco con bambole, palloncini variopinti, bacchette magiche e coroncine d’argento per improvvisate fatine di campagna, palloni da calcio e racchette da volano.
E poi, come vi dicevo, noi bambini degli anni ‘70 desideravamo le cose fortissimo e non era mai scontato che poi le avremmo avute: questo forse, in qualche modo, ci ha insegnato ad essere persone migliori.
E allora, in un giorno qualunque di una di quelle estati, ci poteva capitare di volere da matti una semplice confezione di bolle di sapone e di chiederci se la mamma ce l’avrebbe comprata!
E non so descrivere la gioia che provavamo quando poi, alla fine, entravamo in possesso dell’oggetto dei nostri infantili desideri: a quel punto far le bolle di sapone diventava ancor più divertente, potete giurarci.
Quindi, noi che sapevamo desiderare le cose in quel modo fortissimo, naturalmente poi eravamo anche capaci di assaporare la gioia delle nostre piccole conquiste ed è una sensazione che non ho mai dimenticato.
Noi bambini degli anni ‘70 eravamo entusiasti, avventurosi e sempre in movimento.
E avevamo anche le nostre buone abitudini e le nostre debolezze: ad esempio, quei lecca lecca colorati e dolcissimi che ci piacevano tantissimo!
Sì, proprio quei lecca lecca ovali, un po’ trasparenti che se ne stavano tutti allineati nell’espositore in attesa delle nostre golose manine.
Ora, io non so dirvi se ad attirarmi fosse più il colore o il sapore ma io ho sempre avuto un debole per quello all’amarena, era buonissimo e di più non si poteva!
Qualche anno fa, a Fontanigorda, chiacchierando con una cara amica ricordavamo quegli anni e quella delizia succosa e lei, qualche giorno dopo ,si presentò da me con un regalo davvero speciale: i lecca lecca colorati!
Sì, un po’ più tondi di quelli là che mangiavamo da piccoli ma per il resto attraenti, gustosi e invitanti proprio come quelli della nostra infanzia.
E per qualche istante è stato come ritornare indietro ed essere ancora, imprevedibilmente, una bambina degli anni ‘70 in una bella e felicissima estate.

I nostri magici anni 70 !!!! Forse per tutti l’ infanzia rappresenta un momento unico e speciale…ma quegli anni 70 di cui siamo stati i “piccoli protagonisti” hanno per noi davvero il ricordo fortissimo di un tempo paziente, di un colore vivace, di una spensieratezza semplice e dell‘esplosione accesa del gusto di uno dei tuoi leccalecca !
Vero, carissima, ne ho un ricordo dolcissimo e straordinario!
Anni 70 io avevo 11 anni.Purtroppo non sono stato felice così,ma ero tranquillo altrettanto.Promosso o bocciato mia mamma ci mandava a lavorare fino al giorno prima dell’apertura della scuola.La cosa più bella è che abitavamo in un rione tutto bosco e campagna,con volpi,uccellini,pecore ecc.ecc.
Ogni tanto ma non sempre un ghiacciolo,o come si assaporava volentieri,eravamo in 10.
Che ricordi Miss,che sarebbero tesori. Un saluto
Davvero, che ricordi, caro Mauro, un abbraccio a te!
Quanti bei ricordi… hai una freschezza unica nel raccontare questi piccoli dettagli in cui tutti un po’ ci riconosciamo. Bacioni!
Grazie Viv, sei proprio cara!