Ritorniamo a camminare nel passato grazie ai dettagli di una mia bella cartolina e ci ritroviamo ad attraversare Corso Buenos Aires.
È una giornata qualunque: intensa, indaffarata, composta da riti quotidiani e consolidate consuetudini, ognuno si dedica alle proprie occupazioni.
Ci sono studenti e impiegati, c’è una giovane donna che incede con passo deciso in questa Corso Buenos Aires di un tempo diverso.
I negozi hanno le tende tirate in fuori, passa il 304 con il suo carico di passeggeri e poco distante cigola un carretto trainato da un cavallo.
E in quel tempo che era un altro tempo si scorge una parte dell’insegna della Farmacia Ghersi, sul marciapiede c’è il consueto viavai di gente.
E lì vicino, dall’altro lato della strada, si guarda con curiosità verso il fotografo, si osservano il tempo e la vita passare.
Gli anni mutano i luoghi e le loro fisionomie, come sappiamo al posto della vecchia Corte Lambruschini c’è da diversi anni un nuovo scintillante edificio che è ormai entrato nella memoria visiva di tutti noi, mentre ciò che nei tempi recenti ancora c’era è divenuto parte del ricordo di alcuni di noi.
E tuttavia, in qualche modo, tutto si conserva e continua ad appartenere al luogo nel quale abbiamo vissuto.
Così, passando in Corso Buenos Aires, potrebbe capitarvi di vedere con gli occhi dell’immaginazione un gruppo di ragazzini, una signora che attraversa la strada trafelata e tutti coloro che vissero in questo tempo ormai svanito.






Che piglio quella signora, non era certo in giro senza un perché, si vede che è diretta in qualche posto e che non può concedersi il lusso di prendersela con calma. Baci cara!
Sono sempre vivaci queste cartoline del passato.
Grazie Viv!
Miss, la vecchia Corte Lambruschini, forse non era una meraviglia architettonica, ma mi chiedevo se alle persone presenti nella cartolina, sarebbe piaciuta la nuova…
Eh già, giusta osservazione, mio caro. Buona serata Sergio, grazie.