Vi porto con me in un antico caruggio che non è sempre possibile attraversare: Vico delle Fasciuole si raggiunge dall’Archivolto di Nostra Signora della Guardia, nei pressi della Chiesa di San Siro, questo accesso tuttavia è chiuso spesso da un cancello.
E se doveste avere occasione di trovarvi là anche voi potrete incontrare i volti di Vico delle Fasciuole scolpiti su questo vetusto portale.
Questo è uno di quei caruggi nascosti e affascinanti nei quali non è difficile immaginare i tempi che sono ormai trascorsi e lontanissimi.
Il toponimo, particolare ed insolito, non è così semplice da decifrare.
Scrive lo storico Amedeo Pescio che il termine fasciuole potrebbe indicare le fasce usate per i bambini ma potrebbe anche essere riferito ai terreni che in Liguria sono coltivati a fasce.
È stretto e nascosto il nostro Vico delle Fasciuole, dall’altro lato sbuca in Vico dei Droghieri, anche da quella parte il vicolo è sbarrato da un cancello.
E qui, in questa zona della città vecchia, alcuni gradini conducono a un fastoso portale in pietra riccamente decorato, l’edificio risale al XVI Secolo.
Sulla sinistra, alla base di di una delle finestre, si trova una scritta in latino di recente restaurata e presumo che faccia riferimento ai nobiluomini che in anni distanti ebbero qui la loro augusta dimora: spiccano i nomi di Pietro Gentile e di Domenico Pallavicino.
Il portale è una di quelle ricchezze genovesi a molti sconosciuta, una delle testimonianze di un glorioso passato.
Antichi volti dagli sguardi austeri vigilano sul tempo trascorso e su quello che verrà.
E poi si ammirano coppe ricolme, draghi e fiori che circondano una lettera: P.
Dall’altro lato, invece, ecco un’altra lettera: G.
Penso di non sbagliare nel sostenere che queste potrebbero essere le iniziali di quel Pietro Gentile già precedentemente citato a proposito dell’iscrizione posta sotto la finestra.
E ancora altri sguardi assorti, nobili e fiero restano a guardia di questo antico palazzo e di coloro che attraversano queste strade vetuste.
Sono i volti misteriosi che restano nella città vecchia, nella penombra che avvolge Vico delle Fasciuole.













