Aqua Mirabilis

“Allora usciva e si inoltrava nel bosco, raccoglieva foglie, funghi, piccoli insetti.
La primavera era la sua stagione preferita. Ogni cosa aveva un odore più intenso.”

È l’anno 1692 a Santa Maria Maggiore, tra i monti della Val Vigezzo, dove incontriamo il piccolo Giovanni Maria Farina, un bambino dalle doti particolari.
Giovanni ha un olfatto particolarmente sensibile e riconosce i profumi e gli odori, ama le avventure nei boschi dove va a caccia di fiori e di resine aromatiche.
Giovanni ha un cugino più grande di lui, Paolo Feminis, con il quale trascorre molto tempo tra alambicchi e boccette: Paolo ha infatti creato l’Aqua Mirabilis, un tonico curativo dal sentore di rosmarino e bergamotto e con la sua formula portentosa se ne va lontano da casa in cerca di ricchezze e fortune.
Il piccolo Giovanni, invece, imparerà molte cose dalla nonna: la nonna fabbrica elisir come la Maga Circe ma fa solo cose buone e utili e cioè tonici e distillati, sarà lei a condurlo a Venezia dove il nostro piccolo eroe imparerà l’arte di distillare le essenze e i profumi.
Giovanni Maria Farina è un personaggio realmente esistito e il suo nome è indissolubilmente legato alla creazione della fragranza nota come Eau de Cologne ed è lui il protagonista del romanzo Aqua Mirabilis – La straordinaria storia dell’invenzione del profumo di Eleonora Recalcati edito da Rizzoli.

In questo libro l’autrice costruisce una trama ben equilibrata mescolando con sapienza realtà e fantasia, su due piani che paiono sovrapporsi alla perfezione.
La vita di Giovanni è un’avventura continua in luoghi diversi: sarà a Venezia, a Colonia, a Vienna e a Parigi, in un tourbillon di incontri e di emozioni tumultuose.
A Colonia Giovanni diventerà profumiere e sul suo cammino troverà anche Rosalba Carrera, la più celebre pittrice del suo tempo: Rosalba profumava di arancio amaro e legno fresco, primaverile, un’essenza acuminata.
E Rosalba sarà destinata a lasciare il segno nella vita di Giovanni.
Tra gli estimatori dell’Eau de Cologne ci saranno poi anche il filosofo Voltaire e Maria Teresa d’Asburgo che trovano spazio tra le righe del romanzo.
E tutto, in queste pagine, è profumo: i titoli del capitoli richiamano i sentori della natura, dall’anice di montagna al giglio martagone, fino alla freschezza perfetta degli agrumi.
E tutto è fragranza e dolcezza della natura:

“In quella giornata di aprile la sua felicità era assoluta: la primavera, la stagione che più amava, aveva travolto Colonia in un vortice di fiori.”

E tutto ruota attorno alla creazione dell’Eau de Cologne, ai sentori di limoni, fiori d’arancio e bergamotto, nella formula segreta che fu sognato desiderio di Giovanni.
Non senza contrasti, non senza rivalità e non senza dolori, come accade nella vita di ognuno.
Giovanni però, è lungimirante e caparbio, sa cogliere il valore particolare della sua Eau de Cologne, così diversa da ogni altra fragranza, come spiega al cugino Paolo quando questi deplora la scarsa persistenza della sua Eau de Cologne:

“Ma è nella natura del nostro profumo, la percentuale più bassa di essenza serve proprio a renderlo più aereo, meno invadente. È la differenza tra un sussurro e un grido.”

L’eleganza, l’impalpabile leggerezza.
La differenza tra un sussurro e un grido.
Scritto con garbo e buona maniera, il romanzo della Recalcati, con le sue belle descrizioni e ambientazioni, è una piacevole lettura che vi distrarrà dai rumori del quotidiano per condurvi al tempo di Giovanni Maria Farina e al sogno di gloria di questo genio italiano che ha donato al mondo la freschezza dell’Eau de Cologne.