In carrozza in Strada Nuova

Cigolano le ruote di legno, i cavalli procedono mansueti mentre si attraversa Strada Nuova in carrozza.
Ed è una mirabolante fantasmagoria di colori, nella prospettiva regale della più fastosa strada genovese, mentre la folla si accalca e fluisce come l’onda tra i palazzi nobiliari.

La luce dei lampioni rischiara le sere di Strada Nuova, ammantando le dimore di una magia incantevole.

E la vita fluisce, con le sue sfumature e la dolcezze.
Tutto è vivace, vero, suggestivo e pare di sentire i suoni del quotidiano e la voce argentina della bimba che incede accanto alla sua mamma.

Una suggestione di Strada Nuova, anche ad osservarla ai nostri tempi non è difficile immaginare le epoche passate e quella romantica lentezza che la percorreva.

Le immagini che avete veduto sono dettagli di una bella cartolina della mia collezione.
Il dipinto è opera dell’acquarellista Aurelio Craffonara e fa parte di una serie di cartoline che furono pubblicate all’inizio del ‘900 dal Fratelli Benzo Editore di Alessandria.
Una veduta particolare ricreata dalle pennellate d’artista e il tempo che scorre mentre la carrozza percorre lentamente Strada Nuova.

Giorni d’estate al Lido d’Albaro

Erano giorni d’estate nella cornice dell’esclusivo Lido d’Albaro.
Nel chiarore di un secolo nuovo così sbocciava la bella stagione genovese con le sue lusinghe sulla riva del mare.
Inaugurato nel 1908, il Lido d’Albaro è una meta cittadina di élite, ecco così le signore e signorine con gli abiti fruscianti e i cappelli ampi per ripararsi dal sole.

C’è chi raggiunge con tutto agio la suggestiva grotta.

Taluni invece preferiscono lasciarsi cullare dal dondolio gentile delle onde.

È dolce l’estate al Lido d’Albaro, ognuno può trovare la propria dimensione perfetta.
La terrazza, la luce brillante, la confortevole brezza salmastra, il tempo dello svago e del riposo.

Una raffinata signorina in bianco se ne sta seduta ad ammirare il panorama, non le mancano l’ombrellino parasole e una certa romantica vaghezza nei modi.

Questo breve viaggio a ritroso nel tempo è avvenuto grazie ai dettagli di due belle cartoline della mia raccolta.
Entrambe sono opera dell’artista e acquarellista Aurelio Craffonara, le cartoline vennero realizzate da alcuni suoi dipinti all’inizio del ‘900 da Fratelli Benzo Editore di Alessandria.
Restituiscono così l’incantevole magia di un’atmosfera, la bellezza di una stagione marina nel levante della città.

Erano giorni d’estate e il tempo scorreva lieve al Lido d’Albaro.

All’ombra del Ponte di Carignano

All’ombra del Ponte di Carignano, dove un tempo ferveva la vita tra le semplici case di Via di Madre di Dio, davanti alle botteghe e ai negozi.
Il lavoro e la fatica, il sudore e le speranze, il cigolio dei carretti, mentre una signora che fa capolino sulla porta di casa.
Si cammina all’ombra del Ponte di Carignano, ognuno verso il proprio destino.

E c’è anche tempo per scambiare due parole con la vicina, mentre il vento di Genova pare smuovere quelle gonne ingombranti.
Il vento poi porta le voci, le risate e anche i ricordi di una rimpianta strada genovese che oggi non esiste più.

Ne rimane la memoria di un’epoca svanita in cui si passava sotto il Ponte di Carignano.

Mentre ancora il vento spirava potente sollevando i lenzuoli, le tovaglie e i panni stesi ad asciugare davanti alle finestre.

La vita poi, in realtà, non è un pallido bianco e nero ma è fatta di contrasti e sfumature e seppe coglierli con garbata grazia un artista di nome Aurelio Craffonara nato a Gallarate nel 1875 e cresciuto e vissuto a Genova dove poi morì nel 1945.
Allievo di Tammar Luxoro, Aurelio Craffonara fu illustratore e acquarellista e c’è la cifra del suo talento in una serie di belle serie di cartoline dedicate a Genova e realizzate dai suoi dipinti agli inizi del ‘900 da Fratelli Benzo Editore di Alessandria.
Così il candido bucato sventola glorioso davanti al blu di Genova.

E una folla colorata e rumorosa attraversa la via, le donne hanno la cesta sotto il braccio e tutto appare così vivace, reale e autentico.

Ed è un giorno qualunque, nella luce di un secolo nascente.
È una piccola memoria lasciataci dall’estro di Aurelio Craffonara: semplicemente la vita, all’ombra del Ponte di Carignano.