È la forza di una dolce memoria ad attraversare la mente e il cuore, mentre una voce risuona nei ricordi e diviene un richiamo che è realtà palpabile.
Questo è il monumento funebre di Giovanni Battista Piaggio, armatore e imprenditore appartenente a una celebre dinastia.
La scultura, risalente al 1873, è opera del talentuoso Giuseppe Benetti ed è collocata nel Porticato Inferiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno.
La figura fragile e dolente della vedova così rimane sulla soglia del sepolcro, ricordando.
Affranta nel suo dolore che la lascia in questa solitudine sconsolata.
Mentre una tristezza autentica vela il suo viso.
La croce sul petto, il velo di pizzo che le copre il capo.
Nella parte superiore al centro della lunetta è posto il busto del defunto, accanto a lui i simboli del suo lavoro e del suo successo come le cime marinare, il mappamondo e l’ancora.
E sono scolpite nel marmo le tracce dei suoi successi terreni.
E viva e presente è la potenza del ricordo che conduce la vedova sul limite dell’ignoto, custode di un sentimento e di un legame che nemmeno la morte può spezzare.
Lei ha il viso bellissimo, le ciglia folte, gli occhi intrisi di quei ricordi che sono per lei respiro.
Ha il profilo perfetto, la sua bellezza è intatta, armoniosa e angelica.
E non stringe più la mano del suo amato.
Porta con sé un libro di preghiere, conforto e sollievo per la sua incolmabile perdita.
Fragile ma al tempo stesso forte, ancora così unita a lui nel suo dolore e nel suo eterno amore.
Nella grandezza di quel sentire che la sorprende e la commuove su quei gradini e davanti a quella porta chiusa.
Nel suo lutto composto e profondo che percorre il suo viso bellissimo.
Nella memoria dolente che attraversa il suo sguardo, trattenendola come sospesa tra il suo passato e il suo solitario presente.















