La migliore focaccia di Genova: i posti che piacciono a me

Chiunque venga a Genova vuole provare una delle nostre più celebri golosità: la focaccia, anche detta fügassa dai veri genovesi.
E allora ho pensato di darvi qualche dritta su dove trovare dell’ottima focaccia, questi sono i miei forni preferiti, in ordine sparso e non in una vera e propria classifica, semplicemente sono posti dove trovate la focaccia che piace a me e se vi fidate di Miss Fletcher incominciamo questo golosissimo tour!
Il viaggiatore che arrivi stanco e affaticato alla Stazione Brignole ha a breve distanza un posto perfetto nel quale comprare una focaccia straordinaria.
La focaccia del Panificio Mario di Via San Vincenzo 59 è sottile, leggera, ottima e assolutamente perfetta, è una focaccia a dir poco leggendaria!

Rimanendo in questa strada, saliamo verso Via XX Settembre e fermiamoci  dal panificio Al Posto Giusto in Via San Vincenzo 185r, io trovo la loro focaccia gustosa e veramente buona.

Spostiamoci poi nei miei amati caruggi e proviamo l’invitante e ottima focaccia dell’Antico Forno Patrone in Via di Ravecca 72 r, una tappa da non perdere.

Ed è un’istituzione la focaccia del Panificio Sebastiano in Via Lomellini 23, una bontà croccante al punto giusto e sempre deliziosa.
E che gioia passeggiare per caruggi degustando una striscia di focaccia calda, cosa c’è di meglio?

Fragrante, gustosa e semplicemente ottima è la focaccia del Panificio Le Bontà del Grano in Piazza del Carmine 11 r, questo è uno dei miei frequenti peccati gola!

Il Gotha della focaccia, però, si trova nel ponente genovese.
E così, se dovesse capitarvi di fare un giretto nella bella Voltri non perdetevi la focaccia di Priano in Via Camozzini 69r.
Sottile, leggera, gradevolissima e molto particolare, è resa croccante dal fatto che la teglia nella quale viene cotta è cosparsa con la farina di mais.

Rimaniamo a Voltri e andiamo in Via Lemerle 13r dove si trova il Panificio Marinetta: la loro focaccia è semplicemente favolosa e sublime, solo a parlarne mi vien voglia di andare a far due passi a Voltri!

Torniamo in centro e andiamo alla Foce, qui vi consiglio di fare un salto all’Antico Forno Borgo Pila di Piazza Paolo da Novi 40-42 rosso, la loro focaccia morbida e profumata è un’autentica delizia!

Naturalmente tutti questi negozi vendono molte altre bontà dolci e salate.
Inoltre, di certo ci saranno a Genova molti altri panifici che io non conosco e che fanno un’ottima focaccia, io vi ho soltanto indicato i miei posti preferiti, come si fa tra amici.
E termino questa passeggiata golosa nella nostra bella Nervi: se dovesse capitarvi di andarci in treno, usciti dalla stazione vi troverete sul Viale delle Palme, al termine di esso si prosegue in Via Franchini e qui, al civico 9r, trovate il Panificio Pasticceria Le Palme.
Croccante, sottile, leggera, la loro focaccia e una vera delizia da gustare passeggiando davanti al mare, godendo delle bellezze e delle bontà della nostra Genova.

Il Monumento ai Caduti di Voltri di Vittorio Lavezzari

Questa è la storia di un monumento perduto opera di Vittorio Lavezzari, artista di grande talento e autore di numerose suggestive sculture site al Cimitero Monumentale di Staglieno.
Realizzato a metà degli anni ‘20 e collocato in Piazza Gaggero a Voltri, il monumento celebrava il sacrificio di molti giovani voltresi mai più ritornati alle loro case dopo la I Guerra Mondiale.

Nelle straordinarie immagini che completano questo post potete vedere il bozzetto originale dell’opera, una preziosità della quale è proprietario l’Ingegner Vittorio Lavezzari, nipote del celebre scultore e qui lo ringrazio per avermi contattata e per avermi inviato tutte le fotografie di questo post che mi permettono di mostrarvi il lavoro del suo illustre nonno.

Lavezzari effigiò nel bronzo la drammatica figura di un soldato che in una mano regge una tagliente spada e nell’altra uno scudo.

È una figura intensa e potente, carica di drammaticità e di tensione rese ancor più percepibili proprio grazie alla postura del giovane soldato.

Nel 1941 l’opera di Vittorio Lavezzari venne inclusa nella campagna “bronzo alla patria” durante la quale molti monumenti vennero rimossi e fusi, il loro bronzo fu utilizzato poi per realizzare armamenti.
Così Voltri perse il suo monumento ai caduti, al posto di esso oggi è ivi collocata una scultura astratta di un diverso autore.
Rimane sul basamento la firma di Vittorio Lavezzari e l’opera dello scultore ancora si ammira grazie a questo bozzetto.

Così si stagliava nel cielo di Voltri la tragica figura del soldato pensata e realizzata dall’ingegno di Vittorio Lavezzari.

Dettaglio da cartolina di proprietà di Vittorio Lavezzari

Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera: vicino a Maria

Accadde diverso tempo fa, durante una passeggiata nello splendido Parco della Villa Brignole Sale Duchessa di Galliera a Voltri.
Mi trovavo lassù, nei pressi del Santuario di Nostra Signora delle Grazie, in una bella giornata di primavera: in quella circostanza mi capitò un incontro fortunato.
C’era questa luce chiara che filtrava tra gli alberi e l’ombra gentile che ammantava la candida statua della Madonna con il Bambino.
E là, silenzioso e attento, un serafico gatto accoccolato sul muretto.

Un tipo guardingo e allo stesso tempo pigro come soltanto certi felini sanno essere.

E così è rimasto, nel luogo da lui prescelto.

E poi si è messo a camminare avanti e indietro su quel muretto, sempre restando nei pressi della dolce immagine di Maria che gentile si stagliava tra le sfumature degli alberi.

E accanto a Lei lui è rimasto, in un istante bellissimo di un giorno che ricordo bene.

La focaccia di Marinetta e altre bontà

Oggi vi porto a ponente, in quel di Voltri, qui la tradizione impone una focaccia strepitosa e decisamente buonissima.
Potrete acquistarla in uno dei forni storici del quartiere: Marinetta si trova in Via Lemerle 13/R ed è un’attività presente sul territorio sin dal lontano 1946.
E voilà, eccomi con la mia focaccia tra le mani!

E prima di arrivare assaporare tale delizia ho scattato qualche foto delle bontà che potete trovare da Marinetta.
Quel giorno il bancone era un trionfo di pietanze golose.

Marinetta (2)

Tra le altre cose qui troverete carciofi ripieni, acciughe ripiene, pasticcini salati, torta e frittatine di zucca, verdure ripiene, melanzane alla parmigiana.

Marinetta (3)

Teglie su teglie di autentiche specialità liguri.

Marinetta (4)

Qui non li vedete ma chiaramente non mancano i dolci, in particolare quelli tipici delle nostre zone come i canestrelli e il classico pandolce.
E poi, ecco a voi la regina della Superba, la sublime focaccia di Marinetta per la quale non so trovare i giusti aggettivi.

Marinetta (5)

Sottile, croccante, leggera e appetitosa, è davvero ottima sia classica che secca, deliziosa anche la variante con le cipolle.

Marinetta (6)

Ed è una focaccia talmente apprezzata da essere stata anche decantata da Vito Elio Petrucci che dedicò a questa specialità una fantastica poesia in genovese, di seguito trovate la traduzione per la quale ringrazio la mia amica Isabella De Scalzo.

Marinetta (7)

Cola d’olio
la focaccia della Marinetta
e scricchiola allegra sotto i denti
foglia alla prima canzone.
Ci sono Voltri, Genova,
la Liguria e il mondo;
e la voglia di volerne ancora.
Nella fossetta morbida
il granello di sale
è una perla della collana.

Versi gloriosi in onore di una delizia tutta ligure: è la focaccia di Marinetta.
Ed è una vera bellezza gustarla passeggiando per i caruggi di Voltri sotto il cielo blu.

Marinetta (8)

Nel giardino della Duchessa di Galliera

Oggi vi porto in un sogno e vi porto ancora a Voltri nel giardino della villa di Maria Brignole Sale, nobildonna e benefattrice di questa città, figura molto amata dai genovesi.
L’antica dimora dei Brignole Sale visse nei secoli passati magnifici fasti, la villa ha un antico teatro, scenografiche grotte, viali e un vasto parco.
Qui vennero ospitati nobili e personaggi illustri, tra le varie personalità che furono accolte in questa villa meravigliosa anche la Regina Maria Teresa d’Asburgo e l’Imperatore Francesco Giuseppe d’Austria.

E sotto al sole di maggio ecco compiersi un’incantevole magia.

È accaduto sabato scorso,  tra le rose candide del magnifico giardino all’italiana di Villa Brignole Sale.

Voltri (3)

In questo luogo d’incanto sono stati ricostruiti i medaglioni floreali proprio come li aveva voluti Maria Brignole Sale nel lontano 1880 e per l’inaugurazione è stata così preparata questa grande festa.

Voltri (4)

E allora benvenuti a Voltri, a casa di lei che lasciò le sue ricchezze alla sua città natale.

Voltri (5)

E questo è il viso gentile di Maria, madre amorosa, si tratta del dettaglio di un dipinto esposto a Palazzo Rosso, ora sede di un museo, come i genovesi ben sanno anche questo blasonato edificio appartenne alla famiglia di lei.

Voltri (6)

Nel giardino della Villa di Voltri, oggi parco comunale, un giorno all’improvviso.
Tic, tac, tic, tac.
La macchina del tempo ha il suono dei passi leggeri di dame e gentiluomini che con grazia hanno percorso l’ampio viale.

Voltri (7)

Sono gli appassionati componenti del Gruppo Teatro Danza in costume d’epoca e grazie a loro per mezza giornata abbiamo compiuto un vero viaggio nel passato.
C’era davvero tutto il bel mondo a casa della Duchessa!

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Con le romantiche eleganze del tempo andato.

Voltri (9)

E devo dire che io non avevo l’abito adatto, mi si perdoni questa mancanza!

Voltri (10)

Tutto attorno un frusciare di gonne, di sete e di pizzi, le dame si riparavano dal sole battente con graziosi ombrellini.

Voltri (11)

E come mi accade per le immagini d’epoca anche in questo caso alcune persone hanno maggiormente attirato la mia attenzione.
Eccoli qui, semplicemente perfetti, sembrano usciti da una fotografia dell’illustre fotografo Giulio Rossi, mi ricordano proprio alcuni ritratto del tempo passato.

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E là, in quel di Voltri, ecco la raggiante Dottoressa Garbero nei panni di Maria Brignole Sale.

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E l’atmosfera di un sogno.

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Mentre si passeggia tra la dolcezza delle rose.

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In una giornata speciale per tutti noi.

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Tra atmosfere romantiche e distanti dalle nostre moderne frenesie.

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Tra contesse e marchesi, c’era davvero tutto il jet set.

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E in una simile circostanza poteva mancare uno spuntino degno delle tavole più regali?
Certo che no, figuriamoci!
C’erano le focaccine dell’Associazione Nazionale Alpini e c’era anche la focaccia sublime di Marinetta, uno storico forno di Voltri.

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C’erano anche certi dolcetti particolari, io però mi sono concentrata sulle delizie salate, una vera bontà!

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E poi via, finalmente si sono aperte le danze.

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Con grazia e con leggerezza.

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Tra le candide rose.

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L’acqua zampillava e nell’aria si diffondevano le note di melodie antiche.

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Nel parco della Duchessa.

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Il tempo, a volte, sa essere lento e dolce.
E si ferma per qualche istante.

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Mentre si gira in tondo, tenendosi per mano.

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Seguendo il ritmo di musiche del tempo lontano.

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Non credo che ci possa essere un’iniziativa migliore per valorizzare un posto unico come questo.
Tic, tac, tic, tac.

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A volte basta mettere indietro le lancette dell’orologio per restituire ai luoghi la loro antica grandezza e questo è ciò che è accaduto in un sabato di maggio, a Voltri.

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Ho condiviso questa bella giornata ancora con gli amici di Farmacia Serra e ancora li ringrazio.
Di nuovo, in qualche modo, in un altro secolo.

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A passo di danza tra le rose.

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Nel giardino che un tempo appartenne a Maria Brignole Sale, Duchessa di Galliera.

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Passeggiando per Voltri

Non sempre conosciamo bene tutte le zone delle nostre città, a volte semplicemente perché non abbiamo occasione di visitarle e a volte ci sono luoghi che hanno serbo per noi bellezze e stupori inaspettati.
Vi porto ancora a Voltri, nell’estremo ponente di Genova, un tempo questo era un comune autonomo e in un certo senso si può dire che ancora conservi quella sua identità.

Voltri era celebre nel passato per le sue numerose cartiere alle quali è legato un detto genovese che così recita: tutti gli stracci vanno a Voltri, facendo chiaramente riferimento al materiale usato per produrre la carta.
Di Voltri mi piace la conformazione, quei suoi caruggi dalle case colorate.

Voltri (2)

Sono tinte calde e accese di Liguria.

E scorci tipici di questa terra.

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E poi edicole e devozioni forse di un altro tempo, le trovate ovunque per le strade della vecchia Voltri.

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E poi portoni vetusti, battenti e antiche serrature e luoghi che conservano storie che non possiamo conoscere.

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E qui in Via Chiaramone c’è anche una tripperia, ormai a Genova sono davvero pochi i negozi come questo e uno è orgogliosamente situato in quel di Voltri fin dagli anni ‘50.

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Passeggiando per queste strade, ancora una volta come in passato, le ho trovate curate e ordinate, chiaramente molto amate dai voltresi che credo vivano con autentico senso di appartenenza questi luoghi.
Queste strade sono ora parte di una grande città ma in un certo senso restano un mondo a parte.

Voltri (8)

Rimane, nei luoghi, la traccia del passato e alcuni toponimi hanno un sapore antico come ad esempio il Vico del Granaio.

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Voltri nel corso degli anni è cresciuta, il progresso ha portato la sua naturale espansione urbanistica ma si conservano antiche chiese strette tra i caruggi e così svetta il campanile della Chiesa di Sant’Ambrogio.

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La chiesa racchiude al suo interno numerose ricchezze come dipinti di Giovanni Andrea De Ferrari, Bernardo Strozzi e Giovanni Andrea Ansaldo.

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E poi, sopra di voi, questa magnificenza.

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E tra le molte bellezze anche la statua lignea della Madonna della Mercede opera di Anton Maria Maragliano.

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Voltri è ricca di stradine, caruggi, luoghi da scoprire.

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E in questo tratto c’è ancora una statua con l’effige della Madre di Dio.

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La storia di Voltri, poi, ha il suo lungo elenco di notabili e di personaggi illustri, di benefattori e di eroi, di alcuni di loro vorrei parlarvi diffusamente e spero di farlo presto.
Qui nacque un valente pittore e una targa è affissa in sua memoria sulla sua casa natale.

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E potrete ammirare l’opera del suo talento non solo nella già citata chiesa di Sant’Ambrogio ma anche nella chiesa dei Santi Niccolò ed Erasmo.

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Magnifica e gloriosa, racchiude autentici capolavori di celebri artisti come ad esempio Domenico Piola e merita davvero una visita approfondita.

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Qui sotto questi bagliori di luce potrete ammirare anche la Madonna del Rosario scolpita da Domenico Parodi.

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A Voltri sono stata con questo sole splendente che luccicava sul mare e ravvivava le tinte calde.

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E poi ho gironzolato su e giù per i caruggi proprio come piace a me.

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E non si può trascorrere una giornata a Voltri senza fare merenda con la celebre focaccia di Priano, questo nome a Genova è una sorta di leggenda che si lega al profumo della focaccia calda e gustosa che viene sfornata in quel di Voltri.

Voltri (20a)

Ora dovete sapere che qui parliamo del gotha della focaccia, quella di Priano è completamente diversa da tutte le altre.
È sottile, fragrante e deliziosa e si distingue perché viene cosparsa con farina di polenta, la ricetta speciale della famiglia Priano viene proposta fin dagli anni ‘60 per la gioia di coloro che hanno la fortuna di gustarla.

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E sì, concediamoci una passeggiata davanti al mare blu di Voltri, con questa luce!

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E chi lo desidera può scegliere la focaccia con la cipolla, chiaramente da Priano fanno anche quella!

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Qui i gozzi riposano davanti all’azzurro.

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E a poca distanza, sempre in Via Camozzini, ecco la Farmacia Serra dei miei amici Edoardo e Maddalena Schenardi.

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Con loro ho condiviso questa splendida giornata in quel di Voltri e ancora li ringrazio per avermi fatto scoprire tante bellezze che non conoscevo.

Voltri (24)

E andiamo ancora oltre, sempre verso ponente.

Voltri (25)

Mentre sulle alture di Voltri sbocciano sui prati i fiori delicati e le nobili rose dell’ Ostaia da ü Santü dove abbiamo pranzato meravigliosamente.

Voltri (26)

Nominando Voltri, poi, non si può dimenticare la figura di lei, Maria Brignole Sale Duchessa di Galliera che a Voltri era molto legata, appartenne alla sua famiglia la villa che ora è un parco pubblico, nelle stanze del prestigioso edificio ha sede una scuola.

Voltri (27)

E la Duchessa di Galliera mi perdonerà se a lei dedico appena poche righe, del suo giardino all’italiana tornerò a scrivere, oggi questa pagina è dedicata a luoghi che anche lei amava anche se da allora sono molto mutati.

Voltri (27a)

Io ho camminato in queste strade tra pianticelle, raggi di sole e colori vivaci.

Voltri (28)

Dove piccoli mazzolini di fiori vengono posati davanti alle statuine della Madonna.

Voltri (29)

Dove il mare sbuca tra le case.

Voltri (30)

E poi, ancora più a ponente, a Vesima, c’è un edificio che ospita la Fondazione Renzo Piano che si occupa di curare anche tutta la zona circostante con particolare attenzione per gli arredi urbani.

Voltri (31)

E questa, immersa nel verde degli alberi, è la palazzina dove ha sede la Fondazione e sulla collina, non visibile dalla strada, si trova lo studio del celebre architetto.

Voltri (31a)

Un luogo dedicato a coloro che amano questa costa e che la vivono quotidianamente.
Un luogo per i pescatori, i bagnanti, i ciclisti e gli amanti del mare.

Voltri (32)

Luccicano le onde chiare che lambiscono la riva.

Voltri (33)

E qui, davanti a questo mare, termina la mia splendida passeggiata a ponente, alla scoperta delle molte bellezze di Voltri.

Voltri (34)

A pranzo all’Ostaia da ü Santü

Oggi vi porterò in un posto incantevole e speciale, andremo insieme all’Ostaia da ü Santü a Voltri, ci sono stata di recente con i miei amici Edoardo e Maddalena di Farmacia Serra e qui li ringrazio per la splendida giornata alla scoperta delle molte bellezze di questa parte di Genova.
È una zona che loro ben conoscono in quanto la loro farmacia si trova appunto a Voltri, inoltre Maddalena è anche presidente del neonato CIV di Voltri che si ripropone tra le altre cose di promuovere iniziative per i voltresi e per coloro che abbiano il desiderio di conoscere questo quartiere del ponente genovese.
Sulle alture, proprio al limite del parco della grandiosa Villa Duchessa di Galliera, in Via al Santuario del Grazie troverete l’ Ostaia da ü Santü che prende il suo nome appunto dalla vicinanza con l’edificio religioso.

La trattoria si trova in una casa antica e vissuta, tenuta con amorevole cura dalla famiglia Barbieri, per la qualità e l’eccellenza delle sue proposte culinarie l’ Ostaia da ü Santü ha ottenuto i meritati riconoscimenti, è citata sulle migliori guide ed è inclusa nella Guida alle Osterie d’Italia di Slow Food 2018.
Verrete fin quassù e sarete immersi in questo verde rigoglioso.

E potrete accomodarvi ad uno di questi tavoli.

Ostaia da ü Santü (3)

Nella quiete di un luogo paradisiaco.

Ostaia da ü Santü (4)

Con le finestre spalancate sulla campagna.

Ostaia da ü Santü (5)

Dove nulla è lasciato al caso e traspare in ogni angolo l’amore per la cura dei dettagli e la volontà di rendere questo luogo accogliente, speciale e semplicemente unico.

Ostaia da ü Santü (6)

E c’era un bel sole, quindi in questo giorno di primavera abbiamo deciso di pranzare all’aperto all’ombra del pergolato.

Ostaia da ü Santü (7)

All’ Ostaia da ü Santü si gustano i piatti della tradizione come ad esempio i friscieu di bianchetti, il cappon magro, i ravioli e le lasagne, i taglierini, la trippa in umido, il coniglio al rosmarino, il polpettone di zucchine e molte altre delizie.

Ostaia da ü Santü (7A)

Vi circonda questa meravigliosa natura.

Ostaia da ü Santü (8)

E i gerani fioriscono generosi nei vasi.

Ostaia da ü Santü (9)

Accomodiamoci a tavola ed ecco le nostre scelte per questo pranzo indimenticabile che ha avuto inizio con deliziosi antipasti.
Questa è la fantasia di panissa al profumo di muscoli.

Ostaia da ü Santü (10)

Io ho voluto provare il brandacuiun di stoccafisso ed era una prelibatezza delicatissima.

Ostaia da ü Santü (11)

E siamo a Zena, non possiamo farci mancare i deliziosi pansotti al sugo di noci, da ü Santü la cucina della tradizione è esaltata al suo meglio con sapienza e vera maestria.

Ostaia da ü Santü (12)

Sorprendenti e davvero gustosi i corzetti con il sugo di carciofi, funghi e asparagi.

Ostaia da ü Santü (13)

All’ Ostaia da ü Santü troverete sapori autentici, piatti tradizionali preparati con ingredienti di altissima qualità, c’è anche una buona scelta di vini che darà soddisfazione agli intenditori.
Ed ecco lo stoccafisso con noci e pinoli, semplicemente sublime.

Ostaia da ü Santü (14)

E poi chiaramente quelli di Genova vanno sempre a cercare la cima genovese, è chiaro!

Ostaia da ü Santü (15)

Facciamo due passi sotto al pergolato, mentre la luce ravviva il verde.

Ostaia da ü Santü (16)

E intanto sbocciano le rose.

Ostaia da ü Santü (17)

E cinguettano gli uccellini, in questa vera e propria oasi di pace sulle alture di Voltri.

Ostaia da ü Santü (17A)

I dolci meritano una menzione speciale, ricordate che non potete perderveli!
Io ho provato la zuppa inglese che era una vera delizia, ecco poi le fragole con la crema e un gelato dolce e sfizioso.

Ostaia da ü Santü (18)

Ostaia da ü Santü (19)

Questo posto splendido è reso tale dalla famiglia Barbieri, il signor Gianni va per gli ottanta e custodisce un posto a dir poco prezioso, sono contenta di aver pranzato in questo luogo così speciale.
Ringrazio anche sua moglie Silvana e sua figlia Laura per i deliziosi manicaretti e per l’accoglienza.
Laura Barbieri organizza anche degli show cooking, quindi se volete imparare alcuni dei suoi segreti questa è l’occasione giusta.

Ostaia da ü Santü (20)

Lassù, dove fioriscono le rose nel cielo chiaro di primavera.

Ostaia da ü Santü (21)

In un luogo colmo di tante bellezze.

Ostaia da ü Santü (22)

All’ Ostaia da ü Santü, un’eccellenza di Voltri da scoprire.

Ostaia da ü Santü (23)

Una vela rossa

Ci sono giornate fatte di tante singolari bellezze.
Una passeggiata, le strade inondate di sole, i gozzi adagiati sulla spiaggia.
Rose profumate, gerani e piccoli fiori di campo che crescono liberi sui prati, un tepore di lucente primavera.
Un pranzo all’aperto in un luogo in tanti modi davvero straordinario.
Una villa fastosa, un viale ombroso, l’aria leggera e un gatto sonnecchiante su un muretto.
Gli amici, una panchina, una ringhiera.
E una vela rossa nel mare di Voltri, una delle bellezze di una passeggiata a ponente.
Un viaggio nel vento, uno di colori di una giornata meravigliosa.

Da un diario genovese del passato: la Grande Guerra

Ancora memorie, una nuova pagina tratta dal diario di Francesco Dufour.
E ancora si parla di una delle imprese di famiglie: i grandi velieri e le tempeste del primo conflitto mondiale.

Il periodo della Grande Guerra fu per la nostra famiglia ricco di eventi tremendi.
I rifornimenti militari facevano lavorare intensamente le concerie, il valore dell’estratto aumentava e con esso i benefici.
Noleggiammo molti velieri oltre i nostri, molti di essi furono silurati dai tedeschi.
Dopo le prime perdite i velieri furono rimorchiati sotto costa fino a Gibilterra, fra i primi ad essere silurato fu il Roberto da noi noleggiato: portava un carico che ci avrebbe dato il beneficio di un milione.
Un altro bellissimo, il Regina Pacis di 3800 tonnellate, fu silurato quasi subito.
Dopo quattro giorni il capitano ritornò da Nizza e ci raccontò piangendo che davanti alle Isole Hyères un sottomarino si era affiancato alla nave e aveva intimato all’equipaggio di imbarcarsi sulle scialuppe.

Amerigo Vespucci (9)

Amerigo Vespucci

Ricordo di aver sentito che un altro capitano era venuto in scagno a salutare i principali prima della partenza, poche ore dopo lo vedevano di ritorno: raccontò di essere stato silurato di fronte a Voltri, l’equipaggio era stato salvato dai pescatori ed il capitano aveva preso il tram nr 1 per tornare a Genova.

Voltri (2)

Voltri

Questi sono i velieri silurati in soli 3 mesi nel 1916: Saturnino, San Francesco, N. S. della Guardia.
Parecchi velieri furono requisiti dallo Stato, le assicurazioni raggiungevano un quarto del valore, finita la guerra incominciò la lotta con il Fisco.
Complessivamente perdemmo 18 navi.
Verso il principio degli anni ’20 l’Argentina proibì l’esportortazione del legno di quebracho ed impose l’estrazione nel territorio dello stato.
Si cercarono dei succedanei, altri legni esotici (tisero, campeccio da Marocco) poi ci si rivolse al legno di castagno.
L’attività dei navigli dei Dufour continuò ancora per qualche anno, navigando anche per conto terzi poi nel 1929 l’ultima nave fu venduta per la demolizione.

Finì così un’epoca, la memoria di quelle vicende è scritta sulle pagine preziose di questo diario, testimone di tempi gioiosi e di tempi difficili.

Nave Italia (12)

La generosità del Duca di Galliera e il Porto di Genova

Questa è una storia di munifica generosità di cui fu protagonista un illustre personaggio: Raffaele Luigi De Ferrari, Duca di Galliera e Principe di Lucedio.
Patrizio e banchiere, abile uomo di affari dotato di intuito e grande intelligenza nei suoi investimenti, possedeva immense fortune e il suo astro attraversò l’Ottocento lasciando un segno indelebile sulla sua città: a lui e alla sua consorte, Maria Brignole Sale, i genovesi devono sincera gratitudine.
E andiamo al fatto che desidero raccontarvi: correva l’anno 1873 e il Duca si trovava nella sua bella villa di Voltri, insieme a certi suoi amici.

Villa Brignole Sale

Tra le tante conversazioni si finì per parlare dei lavori di ampliamento del Porto di Genova: come saprete il nostro concittadino dimorava a Parigi, tuttavia nel suo cuore c’era sempre la sua città.
La questione del porto era davvero spinosa: il governo pareva non decidersi a provvedere in merito e ognuno diceva la sua, alla fin fine erano anni che non si concludeva nulla.
Tra il resto, disse uno dei presenti, per iniziare quei lavori occorrevano tanti soldi, per lo meno una ventina di milioni.
Il Duca di Galliera, a quel punto, disse che lui era disponibile a prestarli a un interesse davvero basso e siccome doveva tornarsene a Parigi lasciò a persone di sua fiducia l’incarico di riferire al sindaco la sua proposta.

Genova

Un anno trascorse e il Duca ritornò nella Superba.
Chiese quindi notizie riguardo alla sua offerta e gli venne risposto che il Municipio era assai grato di cotanta generosità, tuttavia non si voleva gravare la comunità di un tale peso economico: l’interesse, per quanto basso, era pur sempre da restituire e non si sapeva come fare.
Allora il De Ferrari rilanciò: avrebbe prestato l’ingente somma senza interesse alcuno, la sola cosa che contava era che si iniziassero questi benedetti lavori del porto prima che lui lasciasse le cose del mondo.

Porto di Genova

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Un altro anno scivolò via e nel 1875 il Duca di Galliera ritornò e ancora si curò di domandare come fosse stata accolta la sua seconda offerta.
Gli fu detto che il Municipio era comunque in difficoltà in quanto, pur eliminando l’interesse, restituire quei venti milioni era una faccenda complicata!
A questo punto il Duca di Galliera non fece un piega e sapete come se ne uscì?
Con piglio deciso affermò che quei sonanti 20 milioni li avrebbe regalati, ora la palla passava a quelli del Governo, che si sbrigassero a iniziare gli agognati lavori nel porto di Genova.
Subito venne portata la lieta notizia al Presidente del Consiglio dei Ministri, Marco Minghetti.
Costui, venuto a conoscenza della generosa donazione, si affrettò a sincerarsene di persona e in seguito giunse al cospetto del Duca di Galliera, nella sua villa di Voltri.

Villa Brignole Sale (2)

In quella circostanza il Duca fece presente che Genova era ancora debitrice al Governo di una somma piuttosto ingente per la cessione della Darsena.
Tiriamo una riga sopra a quel debito – disse il Duca – e io provvederò alla donazione di 20 milioni.
E così fu.
Naturalmente, da abile e attento qual era, si premurò che si vigilasse sui lavori del porto perché venissero fatti ad arte senza spreco di tempo e di denari.

Genova (2)

L’eco della sua fama corse di bocca in bocca, tutta la città era grata al Duca di Galliera per il suo dono.
Un giornale del tempo, l’Illustrazione Italiana, celebrò il bel gesto e la grandezza di Raffaele De Ferrari: è il lion del giorno, si scrive a proposito di lui, il Re gli ha assegnato l’Ordine Supremo dell’Annunziata, Garibaldi gli ha scritto parole di stima.
L’affare dei 20 milioni si concluse con successo, al suo ritorno da Roma il Duca di Galliera trovò ad accoglierlo l’intera città.

Illustrazione Italiana

Tratto da L’Illustrazione Italiana di Proprietà di Eugenio Terzo

Racconta il cronista che la Superba era tutta illuminata a festa, i genovesi accorsero alla stazione per accompagnare il Duca di Galliera alla sua casa sita in quella che un tempo fu Piazza San Domenico e che già allora era stata ribattezzata con il nome del munifico benefattore, naturalmente è la nostra Piazza De Ferrari.

Piazza De Ferrari

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Il cuore dei genovesi traboccava di tale affettuosa gratitudine che vennero staccati i cavalli dalla carrozza per condurre la stessa a braccia fino alla casa del Duca.
Il nobiluomo di nascosto, scese dal mezzo e si rifugiò nella bottega di un pizzicagnolo mentre la folla continuò a condurre la carrozza dove erano seduti solo i servitori.
Il Duca, commosso, giunse a destinazione un quarto d’ora dopo.

De Ferrari (3)

Questo magnifico genovese e la sua consorte mostrarono la loro generosità in molte altre circostanze, a lei si devono la donazione dei loro Palazzi di Strada Nuova e la fondazione di diverse strutture ospedaliere come il Galliera.
Vi ho narrato la meravigliosa vicenda della donazione per il porto grazie a un caro amico, il solito Eugenio ha trovato una perla tra i suoi preziosi volumi e mi ha scritto una mail, il testo è esattamente questo: sto leggendo un libro che parla di alcuni personaggi e vi si leggono alcuni aneddoti, interessante è quello sulla questione dei 20 milioni in oro dati dal Duca di Galliera per il Porto, non so quanti conoscano tutta la trafila per giungere a questa donazione.

Via Garibaldi
Ecco, io sono tra coloro che non ne sapevano nulla di tutti questi dettagli ma ho la fortuna di avere amici e lettori come Eugenio che amano condividere il proprio sapere con gli altri.
Grazie a persone come lui questo blog a volte diventa un racconto a più voci: alcuni rendono partecipi gli altri di un ricordo, altri di un libro dimenticato, altri ancora di immagini introvabili oppure di una memoria di famiglia.
Ringrazio Eugenio per avermi inviato le pagine tratte da “Libro Cronaca del 1891” di Ferdinando Resasco dove viene narrata la storia della favolosa donazione e gli articoli dell’Illustrazione Italiana del 1875 e 1876 che raccontano i festeggiamenti per il duca di Galliera.
Raffaele Luigi De Ferrari morì nel 1876, tornerò a scrivere ancora di lui e di ciò che fece per la nostra città.
Genova volle celebrarlo con un monumento che venne commissionato allo scultore Giulio Monteverde, la statua in bronzo fu collocata a Principe nel 1896, rimossa poco più di cent’anni dopo per alcuni lavori e riposta in un magazzino.

Monumento al Duca di Galliera

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Il monumento rappresenta figure allegoriche, si riconoscono il genio alato della Munificenza e Mercurio, il Dio dei commerci.
La statua di grande pregio è stata anche oggetto di vandalismi e ora è sottoposta ad accurati restauri, dovrebbe essere ricollocata in fondo a Via Corsica, davanti al Porto per il quale il Duca di Galliera spese i suoi denari.
Io spero che questo accada molto presto e che tutti i genovesi possano ammirare il monumento che celebra la grandiosa munificenza di Raffaele Luigi De Ferrari per il quale non posso che usare le parole scritte da Ferdinando Resasco: ora abbiamo un porto e, vogliate o no, il Duca di Galliera ci ha il suo merito.

Monumento al Duca di Galliera (2)Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo