Oggi vi porto ancora con me alla Foce, per mostrarvi una bellezza ritrovata, un edificio che oggi si ammira nel suo rinnovato splendore grazie a certi accurati restauri.
E così, trovandovi in Via Casaregis, vi invito ad alzare lo sguardo verso il civico 9, nel giorno in cui ci sono passata sventolava sulla facciata il magnifico vessillo di San Giorgio.
L’edificio di questa elegante strada della Foce ha un portone riccamente decorato secondo il gusto degli inizi del secolo scorso.
E raffinati sono gli elementi decorativi che sovrastano le finestre.
Certi volti vigilano poi attenti sugli abitanti di questo palazzo.
Sono profili armoniosi che il sole così sfiora.
E se guarderete ancora più su, all’ultimo piano, noterete che vi sono anche certe graziose figure che così custodiscono questo luogo: sono allegorie affrescate con sapienza e stile.
Osservando la facciata la prima figura che si nota a partire da sinistra è la rappresentazione della poetica, accanto a lei pare esserci un ramo di alloro.
Con i pennelli e la sua tavolozza ecco poi la pittura.
Ha un martello in una mano e davanti a sé un’incudine: è l’operosa industria, ai piedi di lei è posta una ruota e sullo sfondo si scorge una ciminiera.
Segue poi una riuscita allegoria del commercio, alle spalle della figura ferve la vita del porto.
La prudenza è poi raffigurata con i suoi simboli.
In una mano, infatti, stringe un serpente, simbolo che rimanda a un verso del Vangelo e alla circospetta prudenza dei rettili.
Nell’altra mano la prudenza regge invece uno specchio che simboleggia la verità.
Infine l’ultima figura è l’allegoria della giustizia rappresentata con la spada e la bilancia.
Ai lati delle finestre, con questa magnifica armonia.
E così ecco la bellezza ritrovata di uno splendido edificio di Via Casaregis, edificato nel lontano 1907 e ritornato a un nuovo splendore in questi nostri giorni.





















