Sono colori genovesi.
Le persiane verdi, chiuse a celare vite e istanti di una giornata calda.
E sono contrasti inaspettati e improvvisi, un sorprendente gioco di linee e geometrie.
Guardando oltre, sempre.
Mentre scendevo giù da Corso Firenze un rimbalzo di luce ha attirato la mia attenzione verso i palazzi di Via Pertinace.
E ho trovato così questi contrasti genovesi.
Tag: Finestre
Riflessi di Piazza San Matteo
Sono riflessi dei caruggi, riflessi di Piazza San Matteo.
Evanescenza di marmi, colonne e contrasti.
E persiane color ocra, bellezze ritrovate ed effimere sui vetri.
Finestre e finestrelle di Piazza San Matteo, celano vite e pensieri e divengono specchi, per qualche istante appena.
Prima che il sole viri, prima che scenda la sera, portando con sé la luce e i riflessi che rimbalzano improvvisi sulle finestre dei caruggi.
Alla finestra in Via Cairoli
Alla finestra in Via Cairoli, in un fortunato spazio ombroso, godendo di una magnifica quiete e osservando la vita che scorre in una mattina d’estate.
E tra l’altro succede sempre qualcosa di interessante da queste parti!
E così si resta in silenzio a guardare, con una certa curiosità.
E poi, quando te ne stai alla finestra in Via Cairoli, può anche capitare che lì sotto passi una certa Miss Fletcher, ah sì!
Il vero segreto in fondo è saper sempre cogliere il meglio, cosa che in realtà non è da tutti.
Qualcuno ne è capace e si gode l’ombra e il tempo dell’ozio, alla finestra in Via Cairoli.
Finestre di Via Caffaro
Sono finestre, finestre di Via Caffaro.
Finestre come queste suscitano in me sempre varie divagazioni: le finestre celano, custodiscono e proteggono.
Persiane verdi, come sempre vere e poi dipinte.
Nella fila più in basso le persiane sembrano tutte aperte allo stesso modo, con armoniosa simmetria.
Ai due piani superiori poi è tutta una magia di linee e di curve, come un’estrosa sinfonia composta da un artista di talento.
Dietro alle finestre si respira, si sogna, si ama, si cucinano torte per la merenda e si preparano le cartelle per la scuola.
Dietro le finestre si vive, semplicemente.
E all’ultimo piano ci sono poi tre finestrelle piccine e lassù forse si ammirano ancora di più il fragore del temporale, la luce nuova del mattino e le notti stellate delle belle stagioni.
Sono come poesie, sono come musica, sono finestre di Via Caffaro.
Finestre, fiori e gatti
E questa è una storia di Fontanigorda ed è una storia di finestre, fiori e gatti e poi è anche una storia di sguardi diffidenti che brillano da lontano, tra le lucide foglie.
E poi è una storia di rose gialle e di candide tendine.
E c’è da dire che non tutti hanno sempre voglia di socializzare, a volte prevale una certa cautela.
Mentre i fiori sbocciano davanti alle persiane verdi.
E mentre qualcuno si sporge per capire cosa succede in giro.
Si aprono generosi i petali bianchi e delicati e nell’aria si spande un delizioso profumo.
Nel frattempo ognuno cerca il proprio posto al sole, magari dietro a una bella zanzariera che garantisce una meritata pace.
Rimane soltanto da stabilire se sia meglio accoccolarsi in un verso oppure nell’altro, c’è da rifletterci!
Trionfano gloriose le ortensie dal colore vivace e ancora dondolano sugli steli altre romantiche rose.
E gironzolando per Fontanigorda davvero paiono non terminare mai queste bellissime storie di finestre, fiori e gatti.
Via della Maddalena: una bellezza ritrovata
Ogni volta che un antico edificio viene restaurato se ne svela una parte di bellezza nascosta che attendeva soltanto di essere riscoperta e mostrata ai nostri occhi stupiti.
E così, passando in Via della Maddalena, ho trovato per caso una di queste meraviglie e non ho potuto far altro che restare ad ammirare quei colori tenui e delicati che ora ravvivano la facciata.
Il palazzo fa angolo con Vico del Tempo Buono e su questo caruggio si affacciano certe splendide finestre dipinte.
Imboccando poi questo vicoletto dal nome così suggestivo ecco che vi ritroverete in Vico di Porta Nuova e vedrete la parte posteriore dell’edificio.
Una luce effimera riesce a raggiungere vittoriosa anche un caruggio come questo.
E qui troverete persino una grata dipinta tra antiche pietre così delineate.
Questi sono caruggi magnifici e ricchi di storie, un edificio così antico deve aver ospitato innumerevoli cuori e infiniti sorrisi ma anche lacrime e addii e nuovi inizi e tutto quello che la vita regala.
Se capiterete là in un giorno luminoso magari troverete un’allegria di panni stesi ad asciugare nel vicolo e il sole che filtra e così tutto rischiara.
Sul portone, nel marmo bianco, si leggono le lettere IHS che costituiscono il trigramma di Cristo.
E c’è anche una Madonnina alla base della quale si legge: Per G.R. (Grazia Ricevuta) posero a custodia nostra 21.11.1945.
E tutto rimanda a tempi e tempestosi, al frastuono e ai dolori della guerra e a una luce di speranza che in qualche modo illuminò questa casa.
Se passate in Via della Maddalena alzate lo sguardo verso il sole, verso questi colori e verso questa radiosa bellezza ritrovata.
Finestre di marzo
E sono finestre di marzo e della città vecchia, finestre racchiuse tra antichi muri di pietra, davanti al mare e davanti al blu.
E così si specchia Palazzo San Giorgio su certi vetri in Via Frate Oliverio.
Sono finestre incantate che divengono specchi meravigliosi.
E custodiscono storie di naviganti, di antichi mercanti e di vicende lontane.
Tende bianche e il riflesso di un lampione a Caricamento.
E una finestra nella finestra, in Piazza della Raibetta.
E ancora bianco e nero della nostra Cattedrale in Via San Lorenzo.
E lassù cose degli ultimi piani e terrazzini e cielo azzurro.
Queste finestre di marzo sanno essere ammalianti e lucenti come laghetti tranquilli.
Così accade, nella nostra Via Balbi.
In Piazzetta San Carlo tendine chiare oltre i vetri e poi una tremula chiave sul muro e una piccola finestrella.
C’è tutto quello che c’è e quello che a volte invece svanisce e c’è tutto ciò che sai vedere e immaginare.
Sotto questa luce, queste sono le finestre di marzo.
Aria di mare
È l’aria di mare a spazzare il cielo e a renderlo terso e così blu.
Un gabbiano si libra alto sulle Mura delle Grazie e la luce ravviva questi colori e li esalta, è un’allegria di panni stesi a dondolare davanti a queste finestre.
Ed è una luce gloriosa, magnifica e impareggiabile a illuminare l’azzurro su Piazzetta Barisone.
L’aria di mare spira nei caruggi, danza con questa luce, smuove i lenzuoli e le tovaglie in Salita della Seta.
Ed è ancora la brezza salmastra a sollevare la bandiera della pace su Piazza San Bartolomeo dell’Olivella.
Ed è sempre la vita nella sua quotidianità a svelarsi nella sua complessa semplicità in Salita San Bernardino.
Ed io seguo questa luce magnifica che si insinua gentile nelle vie della città vecchia.
E il sole batte sui vetri delle finestre, in Salite alle Monache Turchine, mentre l’aria di mare sfiora i colori pastello e le tinte della nostra vita.
Le finestre di Fontanigorda
Le finestre di Fontanigorda, da sole, sono già poesia.
Tendine candide, fiori in boccio e profumo d’estate.
Diversi toni di colore e un’armoniosa decorazione per la finestrella che potrebbe appartenere ad una casetta di marzapane.
E poi azzurro come il cielo terso e imposte chiuse.
In questa bella stagione le finestre di Fontanigorda raccontano il tempo della villeggiatura e delle vacanze.
Ed è un’allegria di luce che si riflette sui vetri e poi inonda le stanze quando le finestre sono spalancate, là davanti ci sono i gerani rossi.
Altrove una cascata di fiori rosa narra ancora il tempo del sole e delle fioriture gloriose.
Dietro a certi vasi, poi, a volte fanno capolino certi timidi abitanti.
Le finestre di Fontanigorda sono allegre, colorate e armoniose, alcune si affacciano su curati giardini ed è tutta una meraviglia di toni confetto.
Certe finestre, a Fontanigorda, sono perfette per mettersi lì ad ammirare il panorama.
Altre si spalancano sul verde e capita che un asciugamano messo sulla corda da stendere sia proprio del medesimo colore delle ortensie.
Ogni finestra è una diversa melodia, una canzone composta di ricordi, di giornate ancora da vivere, di sorrisi scambiati e di abbracci affettuosi.
Ogni finestra è una diversa vita.
Ogni finestra ha i suoi colori, i suoi fiori sboccianti tra tenere foglioline, promessa mantenuta di un tempo generoso.
Così si svelano, nella loro semplice bellezza, le finestre di Fontanigorda.
Finestre e geometrie di Genova
E queste sono finestre e geometrie di Genova e piccole felci e piantine nei vasetti, sul davanzale, tra le persiane che si affacciano su una creuza.
E poi una facciata color mattone e una ringhiera che sa farsi panciuta e divenire accogliente riparo.
Finestre, persiane verdi come boschi fitti di foglie e cuscini rossi stesi e rami di alberi spogli che si specchiano nel vetro.
Ombre di caruggi e fili da stendere, luci accese e vite che puoi immaginare.
E ancora, tendine bianche, stanze nascoste, musiche che non puoi sentire e ciclamini in boccio.
E una finestra che non crederesti vera, nella città vecchia, il disegno di una curva in un palazzo da una lunga storia.
E riflessi, nuvole fluttanti nell’azzurro, finestre sotto il cielo di Genova, in un gioco di magnifiche geometrie.






























































