La visita ai Sepolcri nelle Chiese della Superba

Ritorniamo ad una tradizione cara che si osserva nei giorni che precedono la Santa Pasqua: il Giovedì Santo si usa allestire nelle chiese della città gli altari della Reposizione dove viene poi posta l’Eucarestia.
Gli altari abbelliti in diverse maniere con foglie e fiori rimangono così decorati fino al Venerdì Santo.
Vi porto così con me nel mio giro nelle amate Chiese della mia città.
Iniziamo dalla Chiesa del Gesù dove in un raffinato allestimento foglie e fiori compongono l’immagine dell’agnello e le parole latine Dona nobis pacem e cioè dona a noi la pace.

Gli ulivi decorano invece l’altare maggiore della Chiesa della Nunziata.

E nella Chiesa delle Vigne i grandi ceri sono sistemati su candelabri dorati.

Al centro le tenere margherite e, come da tradizione di questa chiesa, l’allestimento si arricchisce con le sagome di cartone tipiche della tradizione ligure dei cartelami, sono qui rappresentati Gesù e gli apostoli durante l’Ultima Cena.

I fiori e il grano abbelliscono invece l’altare della Chiesa di San Donato.

E l’oro regale illumina la Chiesa di San Luca.

È semplice e armonioso l’altare così decorato nella Chiesa di San Matteo.

E nella Chiesa di San Pietro in Banchi fiori, piante e spighe di grano si trovano davanti alla statua del Cristo senza mani.

Così si attende invece la Pasqua nella Chiesa di San Siro, ancora con il grano e poi con il pane, l’uva e le spighe sulla balaustra.

Infine ho concluso il mio giro nella bella Chiesa di San Filippo Neri in Via Lomellini dove sempre si trova uno degli altari più suggestivi e curati.

I fiori e le candele, il grano e la croce, nella tempo della Santa Pasqua.

Lontani tempi difficili e antiche targhe nella città vecchia

Nei tempi antichi e lontani le strade di Genova erano rese pericolose e insicure da stuoli di facinorosi che riempivano le cronache cittadine con prepotenze e misfatti.
I faldoni dell’Archvio di Stato sono pieni zeppi di denunce anonime di coloro che, esasperati, si rivolgevano alle autorità in cerca di aiuto e riponevano in cassette apposite i loro speranzosi biglietti e le lettere di denuncia.
La città vecchia, con le sue strade strette e tortuose, era martoriata da delinquenti che armati di archibugi, coltelli e armi di ogni tipo commettevano i peggiori delitti ai danni del prossimo.
I malfattori sovente riuscivano pure a farla franca, ricorrendo ad un astuto stratagemma: si rifugiavano in qualche luogo sacro, nelle chiese o in altri luoghi di pertinenza di esse.
Infatti, fin dai tempi lontani, i luoghi sacri godevano di immunità e chi si trovava al loro interno non poteva essere arrestato o perseguito.
Erano tempi duri e difficili nella Superba, in qualche modo bisognava cercare un rimedio.
E così intorno alla metà del ‘700, per un intervento del Papa e su richiesta del Governo venne tolta detta immunità a certi luoghi sacri della città.
Un malvivente che si fosse avventurato giù per Via Tommaso Reggio forse aveva in mente di riparare nel Chiostro dei Canonici?
Era accaduto tante volte, in tanti momenti diversi!

Eppure, un giorno, tutto cambiò e ancora oggi ne resta testimonianza.
Percorrendo infatti la citata Via Tommaso Reggio fermiamoci davanti all’ingresso del Chiostro dei Canonici di San Lorenzo.

Noterete che in alto a sinistra, sopra il portone, c’è una piccola targa di marmo.

Inutile strepitare e affannarsi! Se si entra qui dentro bisogna essere consapevoli delle conseguenze!

Eh già, è scritto ben chiaro: come da disposizione papale, questo luogo non gode immunità.

E quindi chi pensasse di sfuggire alla giustizia infilandosi nel Chiostro dei Canonici si sbaglia di grosso!

E ancora, scendiamo in altri caruggi, andiamo nel Chiostro della Chiesa delle Vigne.

Anche qui una piccola targa marmorea ricorda ancora l’antico provvedimento.

Accadeva molto tempo fa, nella Superba, città misteriosa e affascinante che nel suo intrico di vicoli ancora conserva la memoria di vicende lontane.

Miei amati specchi

Miei amati specchi, vetri incantati della Superba che racchiudete immagini tremule di solidi marmi, di croci e azzurro cielo.
Miei amati specchi, effimeri e gloriosi.

Miei amati specchi che raccontate una città nascosta, riservata ai sognatori e a coloro che camminano piano e sanno intravedere stupori incastonati tra pietre antiche.

Piazza Soziglia

E facciate dipinte, panni stesi, semplicemente vita.

Piazza Pinelli (1)

E grandezze fastose nelle piazze dei caruggi.

Piazza Pinelli (2)

Miei amati specchi che celate amori, abbracci, sorrisi, prime colazioni, facce assonnate, stanchezze, entusiasmi, lacrime, desideri e gioie, ninne nanne e promesse.

Piazza delle Erbe (1)

Miei amati specchi, tra persiane che appaiono come inattese esitazioni.

Piazza delle Erbe (2)

Miei amati specchi di stagioni generose e limpide, nel tempo che permette di attendere e aspettare per poi lasciare che gli occhi trovino questa bellezza.

Piazza delle Oche (1)

Miei amati specchi che ospitate l’immagine della Chiesa delle Vigne.

Piazza delle Oche (2)

Miei amati specchi, tra luci e ombre.

Piazza delle Erbe (3)

Splendori brillanti nell’inquieto agitarsi delle bandiere in Strada Nuova.

Via Garibaldi

Miei amati specchi che raccontate mattine di sole, ringhiere, pianticelle verdi.

Piazza della Nunziata (2)

Miei amati specchi dove si riflette il campanile della Chiesa della Nunziata, miei amati specchi che siete una realtà diversa, effimera ed immaginata, sempre nuova e così mutevole.

Piazza della Nunziata (3)

E vi cerco sempre, voi che donate a noi scorci di candide nubi e cielo turchese.
Miei amati specchi, finestre di Genova.

Piazza della Nunziata (14)

Sui passi di Niccolò Paganini

Forse non tutti sanno che è possibile camminare per le strade di Genova seguendo i passi di uno dei suoi più celebri figli, il musicista e compositore Niccolò Paganini.
Nella sua città natale gli è stato dedicato un percorso, a dire il vero non so quanti genovesi conoscano le targhe che sono poste nei luoghi della vita del grande violinista, in ogni caso basta recarsi all’Ufficio di Promozione Turistica del Comune e lì troverete un opuscolo con una cartina sulla quale sono i segnati i luoghi della Genova di Paganini.
Io ho trovato una di queste targhe per caso diverso tempo fa e in seguito ho veduto le altre, a volte a Genova bisogna camminare guardando per terra.
Passate in Via Lomellini e fermatevi davanti alla Chiesa di San Filippo Neri.

Luccica la targa di ottone e racconta di un ragazzino appena undicenne che suona per la prima volta da solista in questa chiesa.

Spostatevi poi in Via Garibaldi e precisamente all’inizio del Vico del Duca, il caruggio posto di fronte a Palazzo Tursi.

E qui si ricorda ai passanti che il prezioso violino del celebre musicista è conservato proprio a Palazzo Tursi.

Ed è ancora giovanissimo il nostro Niccolò quando si esibisce per la seconda volta nella Basilica delle Vigne davanti ad ammirati spettatori.

Accade nel giorno della la festa di Sant’Eligio, patrono degli Orefici, antica corporazione che elesse questa bella chiesa a propria sede religiosa.

Il geniale talento di Paganini lo conduce poi sul blasonato palcoscenico del Teatro Carlo Felice.

Cartolina appartenente alla Collezione di Eugenio Terzo

Ed è il trionfo, a questa prima esibizione ne seguirà un’altra e l’incasso sarà interamente devoluto a famiglie di persone in grave difficoltà.

Troverete questa ed altre informazioni nell’opuscolo dedicato alle targhe, la breve guida è curata con grande attenzione dall’Associazione Amici di Paganini, sono riportati anche dei brani tratti dalla Gazzetta di Genova dell’epoca con la narrazione degli eventi ai quali si riferisce una certa targa.
E non vi svelo nulla di più, vi lascio il piacere di scoprire per conto vostro certi dettagli.
Luci ed ombre, nella vita di Paganini ci fu anche il carcere, il nostro geniale violinista finì nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale.

Accadde a causa di una relazione che egli ebbe con una certa Angiolina Cavanna, di quella storia travagliata ho già avuto modo di scrivere in questo articolo dedicato agli amori appassionati del musicista.
La traccia di quella vicenda resta in una targa che trovate nelle vicinanze del carcere dove Paganini venne recluso.

In questo percorso manca un luogo molto importante ed è assente per una precisa ragione in quanto non esiste più, tuttavia io aggiungo questa tappa alla nostra passeggiata.
Infatti, malgrado l’edificio sia stato demolito, c’è ancora la memoria della casa in cui nacque il nostro Niccolò e per trovarla vi basterà oltrepassare questo archivolto che si trova in Campo Pisano.

Al di là di esso c’è questo luogo dove vado poco volentieri, dire che lo detesto è veramente riduttivo.


Qui nulla vi parla di Genova e della sua vera anima, soltanto il Ponte di Carignano risveglia la memoria di luoghi ormai scomparsi.

La casa natale di Niccolò Paganini si trovava in Passo di Gatta Mora, anche di questo luogo perduto ho già avuto modo di scrivere in passato in questo articolo, sulla facciata c’era un’edicola con una Madonnetta ora conservata al Museo di Sant’Agostino.

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Sono stata in questi giardini solo per fotografare la targa che rammenta la storia di questo luogo.
La lastra sottostante non è chiaramente leggibile e così sotto la foto riporto il testo.

ALTA VENTURA SORTITA AD UMILE LUOGO
IN QUESTA CASA
IL GIORNO XXVII DI OTTOBRE DELL’ANNO MDCCLXXXII
NACQUE
A DECORO DI GENOVA E DELIZIA DEL MONDO
NICOLÓ PAGANINI
NELLA DIVINA ARTE DEI SUONI INSUPERATO MAESTRO

Resta di Niccolò Paganini l’atto di battesimo, lo trovate nella Chiesa di San Donato.

Luoghi del quotidiano per noi.
A Genova guardate a terra, qualche volta.

La grandezza di un artista non si perde come le pietre di un’antica casa demolita dalla mano dell’uomo, la grandezza di Paganini sopravvive alle cose terrene e rimane eterna nella sua musica e nelle sue note.

Opera conservata presso l’Istituto Mazziniano
Museo del Risorgimento

Questo percorso vi conduce nei luoghi della sua vita, le tappe sono 11 ed io ve ne ho mostrate di proposito soltanto alcune, in certi punti di Genova riluce una targhetta di ottone sulla quale è incisa la firma di un grande musicista.
Cercate queste targhe, scopritele ed emozionatevi.
In memoria di un grande genovese, in memoria di Niccolò Paganini, eternamente vivo nelle sue inconfondibili note.

Luci, fiori e bolle di sapone

Luci.
Luci spente, in una giornata luminosa.
Sospese sul mare e sul cielo.

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E sui tetti e sulle vele al Porto Antico, sul profilo della città vecchia.

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Fiori.
Ondeggianti, davanti a una persiana in Campo Pisano.

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E bolle, bolle di sapone.
Una, due, tre, è la magia di un artista di strada in Piazza De Ferrari.

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E poi, un leggero soffio di vento.
E le bolle si alzano tremule verso il cielo, è un gioco di colori e trasparenze.

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Spesso la bellezza è così, se ne sta racchiusa in un istante, in questa fragilità.

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E ancora luce.
Calda e avvolgente, crea un’affascinante atmosfera.
Il tavolino, i soprammobili, le scatoline di latta: è la vetrina di Bachelite, un negozietto di articoli vintage ai Macelli di Soziglia, una botteguccia che attira sempre la mia attenzione.

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E ancora petali.
Smarriti, perduti, alla ventura.

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E ancora bolle.
Fluttuano davanti alle finestre, si scontrano, svaniscono.

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E sole.
Brilla lucente tra le case, sfiora le ardesie e il campanile della Chiesa delle Vigne.

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Altrove un ultimo incanto.
Solo un raggio di luce, lambisce il muro e vi si posa.
Rimane a rischiarare un dettaglio di poco conto, difficilmente si potrebbe pensare che meriti di essere immortalato.
Se non fosse per il sole, se non fosse per la luce.

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Guardando i tetti da Palazzo Rosso

Di ardesie, caruggi e terrazzini.
In Via Garibaldi, già Strada Nuova, c’è un edificio che un tempo appartenne a una generosa genovese: Palazzo Rosso era la sua casa, lei volle donarlo alla città e ai suoi abitanti, oggi è uno dei prestigiosi Musei di Strada Nuova.

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Benvenuti nella dimora di Maria Brignole Sale, nobildonna e benefattrice che tanto si spese per la Superba, altrettanto fece il suo consorte, il Duca di Galliera, colui che lasciò a Genova ben più di un dono.
Di entrambi tornerò a scrivere, oggi vi porto ad ammirare la Superba da questo palazzo da lei tanto amato.

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Genova di edifici fastosi e di caruggi.
Accanto, grandezza e contrasti.

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E una balaustra, al di là dei vetri geometrie della città.

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Luce e grigio di ardesie, finestrelle e comignoli.

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Prospettive di vicoli e campanili in lontananza.

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Vedute visibili a tutti, oltre alle mirabili collezioni d’arte il palazzo offre ai suoi visitatori panorami mozzafiato.
Sventola la croce di San Giorgio issata sulla Torre Grimaldina, la sospinge il vento di mare.

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E poi ringhiere, pianticelle, cielo.

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Mediterraneo, in una mattina tersa e limpida.

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Rimane tutto in un sola immagine: il Campanile delle Vigne e un filo con i panni stesi,
la Torre degli Embriaci in lontananza e un verde rampicante.
In un solo scatto sacro e profano, la memoria dell’eroe e la semplice quotidianità.

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E tetti, rifugio di pigri gabbiani.

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E ancora si sale, fino alla sommità dell’edificio.
E sono scalette, riquadri di finestre, navi e sovrapposizioni di epoche diverse.

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Una ringhiera, gli abbaini, una scaletta tra le ardesie.

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Profili di curve, di strade, di maestosi palazzi.
E ancora non ho perso l’abitudine di cercare la mia casa quando lo sguardo si posa sulle alture.

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Il terrazzino.
Lassù.
Perso nell’azzurro.
Sopra i tetti, tetti della Superba.

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E ardesie e prospettive che scivolano via, verso l’orizzonte del mare.

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E la città reale e la città riflessa.

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Io so che da alcune case dei caruggi si gode di vedute simili a queste, ma questa particolare bellezza è offerta a tutti: è aperta al mondo, ai genovesi e ai visitatori di questa città.
Un dono di lei, Maria Brignole Sale.
La città di ieri e quella di oggi, i vicoli, il bigo, la vita del porto.

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Un tetto spiovente, tegole rosse, il vento inquieto.
Genova.

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Un dono di lei, Maria Brignole Sale.
Genova.
Guardando i tetti, da Palazzo Rosso.

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Piazza Corvetto, guardando i tetti

Ancora una volta sono stata a guardare Genova dall’alto e per questo ringrazio una cara amica che mi ha permesso di ammirare la Superba da un terrazzo che si apre sui tetti della Superba, su Piazza Corvetto e sulle zone circostanti.

Tetti (2)

E si affaccia in parte sul verde prepotente di Villetta Di Negro.

Tetti (3)

Davanti agli occhi il profilo di un nostro amato concittadino, il più celebre dei patrioti, è Giuseppe Mazzini, assorto e pensieroso.

Tetti (4)

E poi Piazza Corvetto, la prospettiva dell’Acquasola e un cielo velato di nuvole, quel giorno il sole faceva i capricci.

Tetti (5)

Da questo edificio vedi i palazzi della Spianata e la celebre ascensore che conduce a Castelletto.

Tetti (6)

E poi ringhiere, campanili, torri e  il Teatro Carlo Felice.

Tetti (7)

Da un terrazzo sopra Corvetto trovi l’orizzonte del mare che in una giornata grigia si confonde con il cielo, le gru, le linee del porto, il Bigo e le navi.
E il campanile delle Vigne svetta accanto alla Lanterna, nostro faro e nostro simbolo.

Tetti (8)

E poi ancora la città arrampicata sulle colline, un’altra nave, tetti grigi ed abbaini, questo è il profilo di Via Garibaldi con la magnificenza dei Palazzi dei Rolli.

Tetti (9)

Genova e la sua distesa ininterrotta di ardesie spioventi, comignoli e magnifici terrazzini che in estate sono inondati dal sole.
E mentre osservi cerchi di distinguere luoghi noti veduti da una diversa prospettiva, tra i tetti dei caruggi emerge imperiosa la Chiesa della Maddalena.

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E poi ancora altre ringhiere e geometrie, persiane e finestrelle, un terrazzino minuscolo, lassù, vicino al cielo.

Tetti (11)

Antico e moderno, passato e presente, in un solo orizzonte.

Tetti (12)

Ancora uno sguardo rivolto al patriota genovese, figura a me cara.

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Ancora uno sguardo verso Genova, mia e sua città natale, dolcemente affacciata sul celeste mare.

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Il cammino dei Re Magi del Presepe di Pentema

Sono gli uomini venuti da lontano, sono gli uomini che affrontano un lungo cammino per onorare la nascita di Gesù e portare a Lui i loro doni.
I tre Re Magi del Presepe di Pentema hanno iniziato il loro lungo viaggio, per incontrarli vi basterà andare nei vicoli in una delle chiese più antiche di Genova, la Basilica delle Vigne.

Basilica delle Vigne

Là, sotto a questo bagliore lucente e a queste armonie d’artista.

Basilica delle Vigne

Guarda, guarda verso l’altare, loro sono là e vi resteranno sino al 4 Dicembre, se volete salutarli potete farlo anche voi.

Basilica delle Vigne (2)

Sono molto affezionata a Pentema e al suo suggestivo Presepe e anche quest’anno voglio ricordarvi questo appuntamento nel Parco dell’Antola, nei mesi di dicembre e gennaio il piccolo paesino diviene lo scenario della nascita di Gesù con statue a grandezza naturale.

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E poi i miei affezionati lettori ricorderanno che la scorsa estate, durante una gita a Pentema, ho visto le affabili abitanti del luogo intente a dipingere certe statuine, il loro è un lavoro che richiede amore, tempo e passione.

Pentema (9)

I Re Magi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, quando ero bambina ero affascinata dalle loro figure.
Poi c’era sempre la questione di attribuire il giusto nome ad ognuno di loro, a dire il vero io credo di non esserci mai riuscita.
I Magi del Presepe di Pentema hanno mantelli dai colori accesi e luminosi.

Re Magi (2)

E ai loro piedi potete leggere i versi del Vangelo di San Matteo, davanti ci sono quei regali preziosi per il piccolo Gesù.
E ancora, ancora ricordi d’infanzia e suggestioni.
L’oro sapevo cosa fosse, l’incenso è un profumo che si sente nelle chiese.
La mirra? La mirra era misteriosa, esotica, sconosciuta, la mirra era per me uno degli incanti del Presepe.

Re Magi (4)

Il lungo cammino dei Magi è iniziato ed io desidero farvi sapere dove potrete trovarli da qui all’Epifania.
Come dicevo, sino al 4 dicembre saranno alle Vigne, poi dal 6 al 11 li incontrerete nella Basilica del Santuario della Madonna della Guardia a Ceranesi.

Re Magi (5)

Dal 13 al 18 Dicembre nella Chiesa dei Santi Andrea e Ambrogio di Cornigliano, dal 20 al 23 nella Chiesa di San Bartolomeo della Certosa.
Dal 25 al 30 nella Chiesa Parrocchiale di Montoggio, dal 1 al 4 Gennaio nella Chiesa Parrocchiale di Torriglia.

Re Magi (6)E infine, dal 6 Gennaio in poi a Pentema, nel luogo dove si allestisce questo Presepe di Liguria davvero unico.

Re Magi (7)

Gli orari e le date per visitare il presepe di Pentema sono i seguenti, per altre immagini vi rimando a questo mio post nel quale ho narrato la mia passeggiata tra le stradine di questo bel paesino e al sito dedicato al Presepe di Pentema.

Pentema - Copia

Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono in questi giorni nella bella Chiesa dei vicoli dedicata a Maria.
E troverete candele e quella calda atmosfera natalizia che giorno dopo giorno diverrà sempre più sentita e viva.

Basilica delle Vigne (3)

Luccicano i putti dorati, nelle loro mani due cartigli, nelle loro mani la parola di Dio.

Basilica delle Vigne (4)

I Magi stringono i loro bastoni e sul capo portano una corona: seguono una cometa, una luce salvifica che li condurrà al cospetto del figlio di Dio.

Re Magi (8)

Vico dietro il Coro delle Vigne, la luce e il vento

In certi luoghi il sole fa davvero tutta la differenza, tutta la differenza del mondo.
Vai là, in Vico dietro il Coro delle Vigne, un caruggio che sale alle spalle della maestosa basilica dove trovate un altare sul quale sono scolpiti pampini e grappoli, memorie del passato e dei vigneti che un tempo crescevano rigogliosi in questa zona della città vecchia.

Vico dietro il Coro delle Vigne (2)

Vai là, la luce in certi luoghi fa tutta la differenza, squarcia l’ombra e la spodesta.

Vico dietro il Coro delle Vigne (3)

E poi, in alcune giornate, dove non crederesti mai di poter vedere così tanti colori, lo sguardo trova tutte le sfumature dell’arcobaleno in un gioco di potenti contrasti.

Vico dietro il Coro delle Vigne (4)

Sai, c’è anche il vento, spira sulle case alte e solleva le lenzuola facendole danzare nell’aria.

Vico dietro il Coro delle Vigne (5)

Cammina, all’incrocio con Vico del Papa troverai una dolce Madonnetta.
È posta accanto a una finestra, accompagna il respiro della vita di ogni giorno, la silenziosa custode della gente di Genova tiene tra le braccia il suo Bambino.

Vico dietro il Coro delle Vigne (6)

E poi davvero, nei giorni di luce e di vento guarda il cielo.
Non uno sguardo soltanto, lascia che la vertigine ti abbracci in quelle curve disegnate nell’azzurro.
Accade solo qui, in caruggi come questo.

Vico dietro il Coro delle Vigne (7)

Accade solo qui, in questi  luoghi si mescolano tutti gli aspetti della nostra vita.
Il sole, un panno color arancio su una corda da stendere, la Madre di Dio, l’insegna di una tipografia.
Accade sempre, nei vicoli trovi sacro e profano.

Vico dietro il Coro delle Vigne (8)

E un gesto materno, generoso e protettivo, all’incrocio di due vicoli.

Vico dietro il Coro delle Vigne (9)

Poi, se cammini ancora, voltati indietro, verso quell’umile bellezza, non puoi capirla se non sai guardarla.

Vico dietro il Coro delle Vigne (10)

Non te lo aspetti, ma d’un tratto, sul muro vedrai un frammento di colonna.
E no, non so dirvi a cosa si possa attribuire, anch’essa è muta testimone del nostro passato.

Vico dietro il Coro delle Vigne (11)

Ancora, davanti a te, si snoda un labirinto di strade.
E sono altre memorie, altri luoghi, altre storie da raccontare.

Vico dietro il Coro delle Vigne (12)

In certi luoghi la luce e il vento fanno tutta la differenza.
Travolgono l’azzurro con l’aria del mare, ravvivano i colori e fanno splendere il cielo, sopra le case alte e sopra la Madonnetta in Vico dietro il Coro delle Vigne.

Vico dietro il Coro delle Vigne (13)

Sui tetti, davanti a San Lorenzo

Tra tutte le vedute incantevoli che Genova sa offrire alcune sanno lasciarmi senza fiato.
E si colgono dalle finestre delle abitazioni private, dai terrazzini che si affacciano sui tetti e su prospettive insolite.
Ed è accaduto ancora, l’altro giorno ho incontrato una persona conosciuta grazie a questo blog e d’un tratto l’ho sentita pronunciare queste parole:
– Sai mia mamma abita in una casa sopra i tetti e ha un terrazzino, ti interesserebbe per caso andarci?
E così nel giro di pochi minuti abbiamo raggiunto un’abitazione nel cuore dei caruggi e una finestra si è aperta sulla città.
Davanti a me i corsi di Circonvallazione a Monte e le alture, sulla sinistra il profilo inconfondibile del Seminario.

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E ancora, l’ascensore di Castelletto, gli eleganti palazzi della Spianata, su tutto domina imperioso e svettante il campanile delle Vigne.
In primo piano, un altro terrazzino.
Ecco, non è tanto distante ma da lì la vista sarà del tutto diversa, lo so bene ormai!

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E poi guarda il vicolo.

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E ancora guarda, questa casa si affaccia sul museo diocesano, una veduta rara ed unica.

Tetti (5)

E sotto le volte c’erano dei tavolini apparecchiati con raffinatezza, immagino che fosse in programma qualche evento particolare.

Tetti (7)

Le vedute impreviste di Genova, devi andare in alto per poterne godere.

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E allora trovi finestrelle, riflessi di cielo, comignoli e ringhiere.

Tetti (9)

E poi, da un terrazzino all’altro.
Guarda, lui l’aspetta lassù, è già giunto a destinazione, lei invece sta salendo la scaletta che porta al terrazzino panoramico di Palazzo Rosso.

Tetti (10)

Riuscite a vederli i due visitatori?
Ecco un dettaglio dell’immagine soprastante, queste sono le splendide vertigini della Superba.

Tetti

Sotto questo turchese così limpido, una giornata perfetta.

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E sì, con fierezza sventola la croce di San Giorgio sulla Torre Grimaldina.

Torre Grimaldina

E intanto un raggio di sole lambisce il tetto, lo accarezza e poi vira.
Cogli l’attimo, sempre.

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Una casa così, in posizione strategica sopra i tetti della città, ha una sua magia silenziosa e riserva ancora altri stupori.
Una finestra.
Una ringhiera, le piantine appese fuori.
E la cupola della Cappella di San Giovanni Battista, una delle meraviglie della Cattedrale di San Lorenzo.

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E’ così il centro storico di Genova, ricco di bellezze nascoste che puoi vedere solo da certe prospettive.
Inattesa, una campana, credo di non averla mai vista prima.

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E poi ancora guarda.
Guarda quella scaletta con i pioli posati sulla cupola, meravigliose altezze e stupefacenti conquiste.

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Arduo contenere tutta questa bellezza in una sola inquadratura.
E’ lì, davanti a quella finestra.

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Genova come non te la aspetti è lassù, sopra le distese d’ardesia.

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Osservo i dettagli in bianco e nero del campanile della cattedrale.

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C’è sempre qualcosa che non hai visto prima, devi andare lassù per sorprenderti.
Guarda, questa è ancora la sommità della cupola della Cappella dedicata al Battista.

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In cima c’è una semplice e lineare croce.

Sal Lorenzo (9)

Cose che si vedono da una finestra che si affaccia su San Lorenzo, in uno splendido appartamento, ringrazio la padrona di casa per il cortese invito e per la sua squisita gentilezza.

Tetti (13)

E sapete, mentre ero lì si è presentato un altro inatteso visitatore, a dire il vero lì per lì non l’ho neppure notato, ero troppo impegnata a guardarmi intorno, a scrutare ogni pietra e ogni marmo.
E poi, più tardi, l’ho veduto.
Uno straniero salito dal mare, si librava nel cielo turchese della Superba sopra il campanile.
Cose che si vedono a Genova, sopra i tetti, davanti a San Lorenzo.

San Lorenzo (10)