Era il 25 Agosto 1918 a Varazze

Ed era il 25 Agosto 1918 a Varazze.
L’estate era più fresca e forse già capricciosa, il mare era calmo e tiepido.
Era una stagione di incertezze, la guerra ancora infuriava, era un tempo per coltivare buoni pensieri e fiduciose speranze, era un tempo per trattenere la voglia di vivere e la felicità.
E così, sulla spiaggia di Varazze, risuonavano le risate allegre dei bambini, il vento scompigliava i capelli e certe giovani donne sofisticate tenevano il capo coperto sotto il solleone.

Così era l’estate e ti sorprendeva, mingherlino ed esitante, in un fascio di briosa luce salmastra, in uno scorcio di un tuo pomeriggio felice.

E certi provetti nuotatori avevano spalle e braccia forti per sorreggere i più piccini e aiutarli a spiccare un balzo per un tuffo spericolato nell’acqua del mare.
Con grazia la giovane donna sorride, il garbo e uno dei suoi tratti distintivi.

La gioia di vivere è nella spensieratezza dello sguardo, nel senso di pienezza di saper assaporare quell’istante fugace e semplicemente perfetto.
Con il costume scuro, la collanina al collo e un fazzoletto annodato sulla testa.

In un momento di un’estate che quasi fugge via.

Nell’infanzia ingenua e allegra e nella giovinezza che accende speranze e desiderio di futuro.

In un momento felice di un’estate lontana: era il 25 Agosto 1918 a Varazze.

I pescatori di Varazze

I pescatori di Varazze reggono le reti sulla spiaggia riarsa dal sole.
Nell’orizzonte del loro destino fatto di fatica, duro lavoro, vento e onde e mani forti e salde che non conoscono esitazione.
I pescatori di Varazze hanno pantaloni arrotolati fino alle ginocchia e gesti svelti e colmi di una certa sapienza e ad osservarli pare di udire ancora l’eco delle loro voci.
Là, su quella riva.

Là, su quella spiaggia, riposa una barca, una giovane donna pare incedere svelta e sicura e un bimbetto sta sul bagnasciuga a giocare con l’acqua.
I pescatori di Varazze hanno tirato su dal fondo del mare la loro messe argentea e sono pesci guizzanti che finiranno nelle ceste dei pescivendoli e poi sulle tavole di fortunate famiglie.

La cartolina dalla quale sono tratti questi dettagli fu scelta agli inizi degli anni ‘20 da un certo Alfredo e spedita alla Signora Rita e alla Signorina Anna Mary di Frabosa Sottana e non so dirvi se le gentili destinatarie abbiano in effetti mai veduto il mare e non so nemmeno se sapessero in qualche modo immaginare le vite dei pescatori di Varazze.
Io ho provato a figurarmi loro due mentre osservano la cartolina, con un pensiero che le avrà portate, rapido come un onda, proprio su quella spiaggia.
Là, dove il mare era vita, destino e futuro, là dove vennero ritratti, in un tempo distante, i pescatori di Varazze.

In villeggiatura a Varazze

Doveva essere dolce la villeggiatura, in certi anni dorati, a Varazze, nota località della riviera di ponente apprezzata per la sua bella spiaggia.
Compiamo cosi ancora un nuovo viaggio nel tempo osservando i dettagli tratti da due diverse cartoline per ritrovarci in quell’epoca di inusitate eleganze e delicate ricercatezze.
Fresca e fragrante è l’estate, ha il profumo degli ulivi, il sentore frizzante degli agrumi e la vivifica aria del mare conforta e rigenera.
E si osserva il panorama da lassù, la costa e la spiaggia di Varazze accolgono l’onda lenta del mare come in un abbraccio.

Altrove, per le vie di Varazze, la vita scorre tranquilla nel tempo della villeggiatura e così si cammina sul Ponte sul Teiro.

Ed è tutto uno sfoggio di cappelli di paglia e ombrellini parasole, pizzi, organze e nastri, abiti dai colori chiari e tenui, spicca tra la folla un ragazzetto con una maglietta a righe e le bretelle.

La bellezza finisci poi persino per immaginarla seguendo il ticchettio leggero dei passi di due giovani donne che incedono aggraziate e sfolgoranti, così garbate con le loro pettinature raccolte e con i loro abiti alla moda.

Altrove, in alto, l’eco di voci argentine si spande nell’aria.
Sanno essere davvero dolci e sublimi le giornate in questi luoghi che donano ristoro e frescura nell’incanto di una natura magnifica.

In questa armonia di suoni, di passi, di parole lontane.
Denso di nostalgico romanticismo e di una certa bellezza antica, così immagino il tempo della villeggiatura nella bella Varazze.

Quei temerari sulla spiaggia di Varazze

Eccoli lì, tutti a bagno!
I più piccoli vanno sotto, toccano il fondo con una mano, poi tornano su e riprendono fiato.
Ai Bagni Margherita di Varazze, in certi tempi gloriosi: ed ecco certi bellimbusti far mostra di muscoli guizzanti e di baffetti all’ultima moda, è tutto un brusio di voci, risate e gioia vera nella calura estiva.
E là sullo sfondo le cabine e la costa meta di giorni felici.

Che ricordi, quell’estate fu memorabile!
E hop, salti sul trampolino e braccia aperte a dar maggior vigore al tuffo.
Son tipi così, quei temerari sulla spiaggia di Varazze: uno via l’altro si lanciano in mare e quelli sotto li accolgono con gridolini stupefatti di vera ammirazione.

E c’è chi si lascia cullare dalle onde così dolcemente, in questo caldo giorno d’estate è il fotografo Neer a immortalare questo momento.
E certi provetti nuotatori mostrano i loro talenti, mentre una giovane fanciulla si regge a un salvagente e alza gli occhi verso l’alto: guarda quelli là, quei matti che si tuffano dal trampolino!

E in mare è un continuo ondeggiare di boccoli e cappelli, mentre i costumi si fanno pesanti a causa dell’acqua, è tutta una confusione di sorrisi e di fossette, frammenti di un momento di vita gioioso e felice.
Uno di quegli istanti rari e bellissimi, magari mentre li vivi non accorgi neanche di quanto siano importanti e poi passano gli anni e tu un giorno, all’improvviso, ti ricordi di te.
Fanciulla, a bagno nell’acqua, nel tempo delle vacanze.
E quanto ridevi quel giorno, che ricordi splendidi!

E poi tutti, proprio come te, guardavano in su con sguardi ammirati: che portento sanno essere taluni!
E che coraggio hanno!
Un salto, ancora più in alto, le braccia spalancate e un volo magnifico nell’azzurro mare.
Se li ricordarono tutti per molto tempo quei temerari sulla spiaggia di Varazze, spericolati tuffatori di anni lontani.

Ottobre 1376: Santa Caterina da Siena a Varazze

Passeggiando per Varazze in un giorno di primavera, mentre sbocciavano profumate le rose, dono incantevole di questa stagione.

Tra i contrasti della terra di Liguria: caruggi, tinte calde ravvivate del sole, la fisionomia di un luogo che ha una storia e ancora la preserva.

Passeggiando per la bella Varazze, nel periodo che precede le vacanze estive, qui poi passeranno i bambini con i secchielli e le ciabattine di gomma.
E profumo di mare, di gioia condivisa e di spensierata libertà.

Sono capitata per caso in quella piazzetta raccolta e caratteristica.
Un portico, i tavolini per mangiare all’aperto, la bellezza accogliente e semplice di una località costiera.

E sul muro, incisa nel marmo, la testimonianza del passaggio di lei nel lontano 1376.
Giunse nel tempo delle foglie che ingialliscono, Santa Caterina da Siena era una giovane donna ed era una fervente domenicana.
Caterina rimase a Varazze per breve tempo, proveniva da Avignone dove si era recata come nunzia di pace, proseguì poi il suo viaggio alla volta di Genova e di quegli eventi ho già avuto modo di raccontarvi in questo post dedicato ai giorni genovesi di Caterina.
A Varazze Caterina rivolse le sue preghiere a Dio perché liberasse la località del ponente ligure dalla peste.
Dimorò in questa casa, forse si affacciò da queste finestre.

Santa Caterina da Siena è la patrona di Varazze, a Varazze c’è anche un Santuario a lei dedicato.
Qui visse, nel luogo che conserva la sua memoria.

Ragazze alla moda

Sono giovani, sono ragazze nel fiore degli anni, una di loro è poco più che una bambina.
Probabilmente sono sorelle, si notano delle somiglianze nei tratti dei loro visi e le più grandi portano lo stesso abito.
Sono semplici, garbate, nei loro sguardi si legge l’ingenua freschezza dei loro pochi anni.
Le ragazze come loro fanno castelli in aria e hanno sempre dei sogni magari nascosti, sogni che non hanno mai rivelato a nessuno.
E come tutte le ragazze della loro età forse anche loro amano la moda, un pizzico di ambizione è più che comprensibile.
Le stoffe a fiori o righe, le maniche rifinite con i pizzi, i fiocchi a fermare i lunghi capelli.

E poi le ragazze di quest’epoca portano quegli stivaletti che molto tempo dopo torneranno di moda.
Lacci e laccetti, tacchi a rocchetto, anche io ne ho avuto un paio simili.
Le scarpe chiare con il nastrino appartengono invece a quel tempo vissuto da queste fanciulle.

La più grande di loro è anche ritratta da sola in questa fotografia che come l’altra è stata fatta da un fotografo di Varazze.

Le ragazze alla moda hanno cura dei dettagli.
E lei ha questa borsettina vezzosa, non saprei dirvi se le appartenga o se sia del fotografo che l’ha ritratta.
A dire il vero a me piace pensare che sia sua e che lei abbia voluto prepararsi con attenzione senza lasciare nulla al caso.
Si è messa davanti allo specchio e si è anche rimirata un po’ prima di decidere che tutto era esattamente come voleva.

Le fotografie di quel giorno hanno avuto un destino imprevisto e ora appartengono a me.
Che ne è stato dei braccialetti sottili, del ciondolo con il fiore che porta la più piccola di loro, dove sono finite le tre borsette che vengono tenute con grazia da loro tre?
Dentro doveva esserci il fazzolettino ricamato con le iniziali e forse un piccolo portamonete.

Il tempo scorre, le memorie si appannano, in qualche modo fatalmente si perdono.
Eppure mi piace credere che almeno alcuni degli oggetti appartenuti a queste ragazze siano stati conservati con riguardo, tenuti da parte come ricordi preziosi o anche come testimonianza di un tempo diverso dal nostro.
Loro quel tempo lo hanno vissuto, con questi loro sorrisi timidi, negli anni della loro giovinezza, ragazze alla moda di un’altra epoca.

Sugli scogli di Varazze

Era ancora il tempo delle giacche a vento.
E del cielo incerto, delle nuvole vagabonde nell’azzurro, delle gocce di pioggia improvvise.
E c’erano i visitatori del weekend, le spiagge erano già pronte ad accogliere i bagnanti.
C’erano i tavolini in riva al mare, le biciclette, le cannucce colorate, i gelati, il preludio della stagione del sole.
E c’era il vento che gonfiava le vele, una scia di spuma bianca ed evanescente.
E quell’attesa.
Il silenzio, l’amicizia, una passione comune.
C’erano loro, i pescatori, con le loro lenze danzanti sull’acqua.
E ci saranno ancora, sugli scogli di Varazze, nel tempo caldo d’estate.

Sorelle

Sorelle.
Una più grande e una più piccina.
Sorelle, pochi anni le separano.
Poi arriva la fine della scuola, inizia il tempo dolce delle vacanze e certe piccolette avventurose possono provare ad andare in bici senza rotelle.
E senza perdere l’equilibrio, dai!
Trattieni il fiato: uno, due, tre.
Pronti, via!
Sul lungomare, nelle strade senza traffico.
Vai piano, non correre e guarda dove vai.
Ridendo e crescendo.
Calzoncini corti, magliettina leggera, due treccine, i sandalini bianchi.
Estate.
E poi i i braccialetti di tutti i colori al polso.
E poi, mamma, ci compri il gelato?
Due sorelle.
Una più grande e una più piccina.
E tutto il tempo del gioco, delle emozioni e dei sorrisi sinceri.

Le finestre dipinte di Varazze

Finestre dipinte di Liguria, le trovate a Levante e anche a Ponente, le ho vedute a Varazze e forse ce ne saranno altre ancora in questa bella località della Riviera, io vi mostrerò quelle che il caso mi ha fatto incontrare.
Camminando tra vicoli e piazzette, nel tempo di primavera.


Persiane vere e persiane immaginate.

E un davanzale, le colonnine di marmo, un’armoniosa illusione.

Altrove, sul lungomare, una figura che attira sicuramente l’attenzione.
In realtà non si tratta di una finestra dipinta, credo che sia un pannello o qualcosa del genere, ad occuparlo è una signorina vistosa e molto affascinante.

Su e giù per Varazze, dalla parte opposta del paese ci sono ancora altre finestre dipinte, sono tutte chiuse come quelle degli appartamenti di vacanza in attesa che arrivino i turisti.

Solo una è parzialmente aperta.
E c’è una ringhiera identica a quelle vere e su di essa è posato un tappetino.
Pensoso, sulla soglia, un distinto gentiluomo con tanto di cappello e soprabito, osserva la gente passare.

E poi ancora, attraverso i caruggi, tra muri vivaci di ocra e di rosa e di tonalità di Liguria.

Oltre agli archetti protesi tra le case alte, in queste prospettive che raccontano questa terra.

Un lampione, due finestre: una è reale, l’altra è una magia dipinta.

Garbate tendine di pizzo, una magnifica quiete.

Un gattino avventuroso accoccolato su un immaginario cornicione.

E una giovane donna dal viso aperto e pulito, il suo sorriso è amichevole e rasserenante.
Porta al polso un orologio ma per lei il tempo non scorre mai, lei rimane lì, a Varazze, a guardare le vite degli altri, affacciata ad una splendida finestra.

Sulla spiaggia di Varazze

Una passeggiata a Varazze, con un clima capriccioso e il cielo velato di nuvole, resta comunque affascinante la bella località della Riviera di Ponente con il suo lungomare.

Il preludio dell’estate che verrà.
Sabbia, palme e sdraio, in una piacevole mattina di aprile.

Cancelli, mare azzurro e quiete.

E biciclette, cestini di vimini, tetti rossi di cabine.

Vele chiare che solcano il mare.

E palme, tessuti a righe e diverse sfumature di verde.

Bicchieri, trasparenze, tavolini, ancora barchette, ringhiere e pranzi all’aperto.

E i colori del tramonto, quando ti siedi ad aspettare che scenda la sera con l’incanto delle sue magie.
Piedi che affondano nella sabbia, calzoncini corti e ciabattine di gomma.

Lettini chiusi, in attesa che sia tempo di addormentarsi al sole.

E giacche a vento, scarpe sportive, passeggiate davanti al mare, vicino alla spuma chiara che si dissolve sulla riva.

Ombrelloni, turchese di spiaggia e dell’estate che verrà.

E vento e bandiere, sul lungomare di Varazze.

E poi arriverà quella stagione, tempo di materassini, braccioli, salvagenti e costumi colorati.
E tempo di formine, una stella e un cuore non mancano mai!

Mentre il cielo si rischiara.

E sbocciano le margherite tra altre diverse sfumature d’azzurro.

Giallo acceso, come il caldo sole di agosto.

E geometrie di mare e di riviera.

Mentre seguo il viaggio di questa vela sull’orizzonte di Liguria.

Mentre dolcemente dondola l’altalena, sulla spiaggia di Varazze.