Camminando sotto gli alberi nella parte alta del nostro Cimitero Monumentale di Staglieno, lungo il viale che sovrasta Valletta Pontasso, si scorge la fiera bellezza di una figura femminile che così è posta a guardia del sepolcro.
Ritta, austera, nulla pare temere.
Ha il viso bello dai lineamenti perfetti e regolari.
E il sole sfiora le pieghe del suo abito e quei drappeggi leggeri.
La scultura bronzea è opera dell’artista Vittorio Lavezzari e risale al 1914: questa giovane fanciulla che così custodisce la tomba di Tomaso Danovaro brandisce con fermezza una croce e rappresenta la Fede.
Lo si legge inciso sulla tomba nelle parole scritte in memoria del defunto: visse modestamente morì beneficando fisso in quella fede che qui volle effigiata.
E Lavezzari diede quindi alla sua Fede il volto di una fanciulla che salda trattiene in una mano quella croce e la eleva sopra ogni cosa, simbolo di cristianità, di fiducia e fratellanza.
Colpiscono, in questa giovane donna, l’armoniosa fisicità e quella folta chioma smossa da invisibile vento che le solleva i capelli ma non può scalfire la sua incrollabile fermezza.
Così rimane, in questa misteriosa ombra.
Leggiadra, mistica e fidente.
Nella quiete formidabile di questo viale.
In un tempo senza tempo mentre la luce sfiora le sue dita sottili e quella croce che così si staglia radiosa tra gli alberi.









