Le botteghe di Via delle Grazie nel 1926

Oggi, signore e signori, si riparte briosi con la macchina del tempo che ci porta indietro fino al 1926 e sempre grazie alla mia Guida Pagano di quell’anno ce ne andremo a zonzo per le botteghe della nostra Via delle Grazie che scorre sinuosa tra altri caruggi dai toponimi suggestivi, qui vicino ad esempio si snodano il Vico delle Pietre Preziose e Vico delle Camelie, una poesia di nomi che davvero incanta.

In questo 1926 la nostra Via delle Grazie è un fermento di vita e di commerci, non potete immaginare quanti negozi ci siano!
Ebbene, soddisfo la vostra legittima curiosità e vi svelo che, nella Guida del 1926, solo in Via delle Grazie risultano 42 attività commerciali, è una cosa straordinaria!

E così, da queste parti, è un continuo andirivieni di gente e di trafelate massaie intente nelle loro compere.

Per amor di precisione vi ricordo che qui, sotto queste finestre, c’è una targa che rammenta al passante che questa fu la casa natale di Jacopo Ruffini intimo amico di Giuseppe Mazzini e patriota.

Oggi però non siamo in cerca dei padri della patria ma dei negozi frequentati dai genovesi e in Via delle Grazie non manca nulla: ci sono 8 negozi commestibili, numerose macellerie e pollivendoli, una drogheria, cinque parrucchieri. un calzolaio e una rivendita di carbone.
Insomma, Via delle Grazie è un piccolo mondo che basta a se stesso, non mancano poi le osterie che sono ben otto, ci sono le rivendite di liquori, i bar e troviamo anche una fiaschetteria.

Sapete che a volte nei nostri tempi moderni mi capita di girare per il centro e di domandarmi: e adesso la tal cosa dove la compro?
Ecco, in questo viaggio a ritroso tra le botteghe di cento anni fa questa cosa non accade!
In Via delle Grazie, come vi dicevo, infatti non manca nulla, c’è persino un delizioso negozio di confetti e ho scoperto una fornitissima merceria per il comodo delle madri di famiglia dei dintorni.

In questo magnifico saliscendi troviamo poi diverse latterie, di mattina consiglierei di fermarsi dal Signor Carrozzino che vende latte e caffè, è perfetto per la colazione!

Proseguiamo ancora con il nostro tour delle antiche botteghe, vi mostrerò ora il tratto che è stato di ispirazione per questo mio articolo.
Come avrete di certo intuito, con il passare del tempo ho preso a osservare la città con occhi diversi, mi capita così di scorgere le tracce di un passato che in qualche modo resiste ed è proprio ciò che è mi è accaduto attraversando Via delle Grazie.
Infatti osservando la decorazione marmorea al civico 17 rosso ho pensato che fosse la traccia di una vecchia bottega ed era necessario un viaggio nel tempo per scoprire di cosa si trattasse.

E così, giunti nel 1926, dietro il bancone di questo negozio sito al 17 rosso di Via delle Grazie ho trovato il viso bonario e sorridente del Signor Tirelli che qui vende commestibili e ottimi salumi, mi sarei volentieri fermata a chiacchierare con lui!

Di fronte c’è poi l’osteria del Signor Stradini che ai suoi clienti offre porzioni abbondanti e generose, sarei curiosa di provare i ravioli, a dirvela tutta!
Del resto, come già vi ho detto, la concorrenza qui è forte, ci sono tantissime osterie e ognuno può scegliere in base ai propri gusti.

Stranamente in quel 1926 non ho trovato alcuna notizia su civici rossi 21 e 23 ma, compiendo un ulteriore balzo nel tempo e consultando la Guida Pagano del 1936, ho scoperto che al 23 rosso in quell’anno c’era un fornito fruttivendolo.


Quando attraverso queste strade, ripensando a come erano e a come non le ho mai vedute, per qualche istante mi pare di ritrovarmi anche io tra la baraonda di massaie e di cuoche, con i bambini che sgattaiolano da tutte le parti e tra la gente del porto che va a ritemprarsi in una delle tante osterie.
Ci sono i volti sorridenti, quelli rabbuiati, si scorgono le fatiche di ognuno e le speranze che si coltivano sotto questo cielo.

È un tempo sul quale gli anni hanno posato un velo, è un tempo che è trascorso, questa era la nostra Via delle Grazie nel 1926.

10 pensieri riguardo “Le botteghe di Via delle Grazie nel 1926”

  1. Io Miss, e poi lo sai dalla macchina del tempo non scendo mai,quando tu la metti in moto io sono già su.
    Hai scritto bene:oggi non si trova (a stento) sono spariti tutti i merciai,non parliamo poi dei calzolai e quelli che riparavano gli ombrelli.
    100 anni fà una madre poteva lasciare anche i bimbi soli che sotto casa c’era tutto,e non faceva molti giri come oggi.
    Ma sai che viene nostalgia?Per fortuna però che rimango sempre a bordo della tua macchina del tempo.Più o meno Miss quando avranno chiuso queste attività?
    Rimarrei qui a leggerti fino a notte fonda.Buon pomeriggio may Dear

    1. Eh caro, è proprio così, mi sa che gli ombrelli ormai si buttano, non c’è più nessuno che li ripara. E sai dove c’era un leggendario negozio dove si faceva le riparazioni degli ombrelli? In Via Cairoli, la strada che tu conosci molto bene, io quel negozio lo ricordo e appartiene proprio a un altro tempo e a una diversa maniera di vivere. Grazie caro, buon pomeriggio!

  2. E mi chiedo:cosa sarebbe la vita senza il nostro passato?
    Purtroppo qualcuno lo ha accantonato lì:tanto non serve più,è fuori moda.
    Temo may Dear che quei tempi se non sbaglio ritornino,e che si farà conto di tutto quello che è vecchio(non sono profeta)ma si è verificato un cambiamento repentino nelle cose senza,un passo avanti senza chiedere permesso.
    Ma sbaglio o in via Cairoli c’è anche un palazzo dei Negrotto Cambiaso?
    A che storie furono quelle. Scusami Miss Fletcher ma starei qui fino a notte!

    1. Alla Nunziata, a pochi metri, caro Mauro. Sì, vedremo come sarà il futuro, magari davvero si terrà più conto di ciò che viene del passato.
      Grazie ancora carissimo!

  3. una via alquanto commerciale, ma alla buona… dici bene, Miss, un piccolo mondo che bastava a se stesso, non mancava davvero nulla in via delle Grazie… forse neppure qualche graziosa di De An dreana memoria…

    1. Probabilmente sì, chi lo sa! Comunque è sorprendente pensare a queste strade così pullulanti di negozi, non ci si crede!
      Buona serata Sergio, grazie.

  4. È davvero bello vedere come tu sia sempre rimasta curiosa di tutti questi particolari anche dopo anni di blog. P.S. Quelle mezze ringhiere in ferro battuto alle finestre che proteggono l’affaccio le trovo deliziose.
    Baci cara!

  5. 42 attività in un’unica via?! Perbacco! E che bello ad ognuna assegnare nome e titolare, sembra di poterle vivere. Sì, c’era sicuramente una bella concorrenza come dici ma c’era anche lavoro per tutti. Pensando ai tempi odierni vien quasi male! Grazie per questo viaggio nel tempo Miss!

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