Una luce all’orizzonte

Una sera d’inverno, in Piazza di Oregina.
Le nuvole inquiete passano in cielo, l’azzurro si attenua di pallidi toni pastello e si confonde con certe pennellate di rosa.
Il sole arde sempre glorioso e potente e disegna i contorni delle case, delinea i profili dei tetti, abbaglia e illumina mentre piano saluta il giorno.
E luccica il mare e brilla, lontana, una luce all’orizzonte.

Guardando lontano

Vi porto con me, davanti al mio orizzonte.
In un luogo magnifico e speciale, sulla Piazza di Oregina, nello spazio antistante al Santuario di Nostra Signora di Loreto.
C’è un belvedere, ci sono le panchine e tutta Genova è ai vostri piedi.
Qui, in questo luogo, il 10 Dicembre 1847, dopo 101 anni dalla cacciata degli austriaci, il giovane e audace Goffredo Mameli condusse un folto corteo di cittadini a ringraziare la Madonna per la liberazione della città dal nemico e nella circostanza tutti loro dimostrarono quanto fossero uniti nel desiderare una sola nazione.
Qui, nell’aria fresca di un lontano inverno, per la prima volta risuonarono le note e le parole di quel Canto degli Italiani che diverrà nostro inno nazionale.
Lo sguardo si perdeva lontano, con coraggio e fiducia.
Davanti al mare luccicante per i raggi del sole che battevano sui tetti di ardesia, sui caruggi, sugli abbaini, sui visi speranzosi, sul profilo della Lanterna.
Semplicemente così, guardando lontano.