C’era una volta, nello studio di un bravo fotografo genovese, una romantica seggiolina a dondolo destinata ai più piccini.
Il fotografo si chiamava Achille Testa e l’ho spesso nominato su queste pagine proprio per il suo ineguagliabile talento nel ritrarre i bambini: le sue belle fotografie restavano come ricordo prezioso di quei giorni d’infanzia di un’epoca lontana.
E così, uno dopo l’altro, tanti piccoli genovesini andarono ad accomodarsi su quella seggiolina a dondolo.
Con un sorriso, un abitino tutto pizzi e tutta la vita davanti.
E poi con questa allegria e con questa spontanea gioia di vivere.
Le due precedenti fotografie sono già apparse sulle pagine di questo blog ma di recente alla mia piccola raccolta se ne sono aggiunte altre che raccontano ancora di bimbetti e di quella seggiolina a dondolo.
A piedi scalzi, con la manina saldamente posata sul bracciolo e con una catenina d’oro al collo.
Come si dice in questi casi? Ogni riccio un capriccio!
Questo bambino però è davvero di una dolcezza infinita, è bello come un piccolo putto.
E poi ancora lei, lei che è un po’ più grandicella e la mamma le ha messo il vestitino chiaro ed elegante proprio per l’occasione.
Ha le calzette scure, le scarpine un po’ impolverate e chissà se resiste alla tentazione di dondolare avanti indietro interrompendo l’opera paziente del fotografo.
Lei, con la sua frangetta e i capelli mossi, con il suo sguardo ingenuo e stupefatto, come altri bambini del suo tempo venne ritratta in quei giorni della sua infanzia sulla seggiolina a dondolo del fotografo Achille Testa.







































