Questo è un ritratto di famiglia e racconta la bellezza dell’armonia, da questi sguardi traspare un’autentica serenità che nulla sembra poter scalfire.
La mamma accenna quasi un sorriso e ha gli occhi luminosi e allegri, la bimba ritta tra i due genitori appare timida ma anche curiosa, ha un guizzo di vivacità che si manifesta malgrado la sua posa quieta.
La piccina è figlia unica e così è tanto coccolata dai suoi genitori, la mamma si diletta nel comprarle gli abiti più graziosi e la veste con cura e buon gusto.
Questa famiglia venne ritratta dal sempre bravo fotografo Achille Testa che, a mio personale parere, doveva avere un talento particolare nel cogliere le sfumature dei caratteri.
Questo padre, in particolare, ha colpito la mia attenzione per il suo atteggiamento bonario e benevolo, porta i baffi secondo la moda del suo tempo ma non ha quell’aspetto austero e distaccato che a volte mi è parso di notare in altre fotografie di suoi contemporanei.
Sembra una persona di buon carattere, gioviale, accogliente, incline all’ascolto e alla comprensione, un capofamiglia affidabile e solido, amorevole e affettuoso.
È un giovane uomo e, in quel momento della sua vita, padre di un’unica figlia tanto amata e vezzeggiata, la piccola è la luce dei suoi occhi.
E così, con questo ritratto di famiglia che viene da giorni lontani di Genova, auguro buona festa a tutti i papà.
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Le trombette di Achille Testa
Ritornando nel nostro passato vi porto ancora una volta nello studio del bravo fotografo Achille Testa, uno dei più talentuosi nel ritrarre i più piccini cogliendo il loro candore e il loro naturale stupore.
Achille Testa nel suo studio genovese custodiva un tesoro di accessori come giochi, bambole, animaletti, un leggendario cavallino di legno e molto altro ancora, mi immagino il suo capiente armadio colmo di oggetti da utilizzare per le sue fotografie.
E tra le altre cose Achille Testa aveva anche alcuni strumenti musicali come le trombette.
Quindi ecco qui un piccoletto con un grande cappello calcato sul capo, gli occhi sgranati di meraviglia e la trombetta tra le mani.
Lui invece si chiama Enrico e anche lui stringe una trombetta, Enrico è un po’ più grandicello, è biondino e se ne sta obbediente a farsi ritrarre dal bravo fotografo.
Poi c’è una bimba e anche lei regge la sua trombetta sulla quale è attorcigliata una graziosa passamaneria.
È la musica di un tempo lontano e risuona come una memoria da non dimenticare.
E anche sulla terza trombetta si nota una delicata passamaneria.
Tre bambini è ognuno con la sua trombetta.
Ecco la piccina in piedi sul divanetto con il suo abitino bianco rifinito di pizzi delicati e il sorriso timido.
Enrico con la frangetta bionda e lo sguardo che cerca il futuro.
E poi il più piccino di tutti, con giacca pesante coi bottoni lucidi, un cappello importante e un morbido cuscino sul quale sedersi.
Una trombetta tra le manine e tutta la vita davanti.
Un sorriso radioso
Nulla è più commovente, sincero e luminoso del sorriso di un bambino, così colmo di stupore e di gioia.
È una luce che supera il limite del tempo e si ripresenta ancora nella sua disarmante semplicità.
E il sorriso di lei è radioso: lei è una bimbetta ingenua e felice, con i capelli chiari e sottili, un visetto dolce e un bamboletta stretta in una mano.
Nel suo sguardo c’è una cifra indefinibile di meraviglia, di felicità trasparente e autentica.
Se ne sta seduta su una bella poltroncina con il suo abitino di sangallo e gli stivaletti con i bottoncini tondi.
Venne così ritratta in un giorno della sua infanzia dal talentuoso fotografo Achille Testa che così immortalò la sua tenerezza: una bimba con il suo sorriso radioso e tutta la vita davanti.
Con le manine sul cerchio
Loro sono due.
Sono due, con le frangette corte, le labbra a cuore, gli sguardi timidi, sorpresi e stupefatti.
Sono due, teneri e obbedienti.
Il più grande abbraccia così la sua sorellina, con modi protettivi e affettuosi.
Sono due e insieme reggono un cerchio.
È un gesto che compiono su indicazione del fotografo in occasione del ritratto, s’intende.
Per loro però è una consuetudine, uno svago al quale sono certo abituati e così posano le manine sul cerchio e lo tengono stretto stretto.
Poi, forse, per l’emozione trattengono anche un po’ il respiro in attesa che tutto finisca.
Fermi immobili, in piedi sul divanetto.
Con le braghette scure, la gonnellina svolazzante, le calzine corte e le scarpette con i bottoncini.
I loro genitori scelsero di farli ritrarre dal bravo fotografo Achille Testa, a mio parere uno dei più talentuosi a cogliere la fresca giocosità dell’infanzia.
E così, eccoli qua: loro sono due.
Con le manine sul cerchio e tutta la vita davanti.
Sorrisi
Questo è un post semplicemente di sorrisi, sono sorrisi di piccoletti che ho incontrato per caso in un giorno della scorsa estate: erano tutti insieme e sorridevano.
E certi sorrisi, si sa, sanno illuminare anche le giornata più nuvolose.
Questi sorrisi poi sono spontanei, sinceri, puliti, emozionanti e teneri: così sono i sorrisi dei bambini.
Ecco così due piccoletti seduti vicini, con i capelli un po’ scarmigliati e i cappottini bianchi.
Uno sguardo attento noterà poi che, nella parte sinistra della foto, in corrispondenza della spalliera della poltrona si nota la mano di una persona adulta, probabilmente la mamma dei due ridanciani!
Eh sì, perché tipetti come questi bisogna pur tenerli in qualche modo, non stanno mica fermi a farsi fotografare!
E anzi, se la ridono, la piccoletta con il fiocchetto in testa doveva avere un bel caratterino, secondo me.
Spostiamoci poi nello studio del fotografo genovese Vincenzo Giauni.
Un cuscino, le scarpette bianche, un candore di pizzi, una cuffietta vezzosa e un sorriso formidabile.
E infine, ritratto dal sempre talentuoso Achille Testa ecco un biondino a piedi scalzi.
Ha una bella tutina leggera e sembra anche che porti al collo una catenina.
Si regge saldo con le manine ai braccioli della seggiolina e sorride, sorride, sorride, con tutta la vita davanti.
Insieme alla mamma
È una foto di famiglia, sarà stata riguardata tante volte, memoria del tempo d’infanzia di quattro fratelli.
Ritratti così, insieme alla mamma.
Il maggiore dei due maschi sta ritto in piedi e tiene la mano posata sulla spalla della sua cara genitrice.
Ha già l’aria assennata e consapevole, è un giovane uomo pronto a fare il suo ingresso nella vita adulta.
Più sfacciato e divertito sembra invece il fratellino più giovane, il suo sguardo è vispo e vivace.
Nella sua grazia spicca poi la figlia maggiore: indossa il suo vezzoso abito a righe fermato dalla cintura alta, porta al collo un nastrino scuro e ai lobi graziosi orecchini.
Diventerà una donna affascinante, sarà forse a sua volta moglie e madre.
La più piccina, con i suoi lunghi capelli raccolti in una bella treccia fermata da un nastrino, se ne sta seduta accanto alla mamma e le stringe la mano.
Le mani accarezzano, confortano, asciugano le lacrime e uniscono.
Le mani di tutti, se osservate con attenzione, rappresentano l’indissolubile catena di affetti che lega i componenti di questa famiglia.
È una foto di famiglia in formato Cabinet e venne scattata contro un fondale sul quale erano raffigurati un portale e un albero dai rami ritorti.
Avvenne nello studio del bravo fotografo Achille Testa: tutti vicini, insieme alla mamma.
La ragazza dai lunghi capelli
La ragazza dai lunghi capelli, forse, era stata una bambina che amava immergersi nella magia delle fiabe.
E forse una su tutte l’aveva incantata: la fiaba di Raperonzolo che, come narrano i fratelli Grimm, aveva i capelli lunghi e bellissimi, sottili come oro filato.
Vi ricorderete di lei: rinchiusa in una torre da una maga crudele, faceva pendere dalla torre le sue lunghe chiome e il suo principe saliva così da lei tenendosi proprio ai suoi capelli.
Raperonzolo, dopo molte peripezie, ebbe infine la sua felicità e lei e il principe vissero felici e contenti, naturalmente.
La ragazza dai lunghi capelli, invece, aveva sogni e desideri a noi sconosciuti.
Regale come una principessa delle fiabe, con questa sua grazia sublime.
Il suo profilo, l’espressione vaga e assorta, l’abito candido e leggero.
Ritta in piedi, davanti a un pregiato mobiletto dai raffinati motivi liberty.
La fanciulla avrebbe potuto divenire modella per i dipinti di Alfons Mucha, la sua bellezza eterea mi ricorda certi quadri del maestro dell’Art Nouveau.
Con quei capelli che folti le cadono morbidi sulla schiena, con quella delicata venustà.
La ragazza dai lunghi capelli si mise in posa, in un giorno lontano, nello studio del bravo fotografo Achille Testa.
La sua fotografia appartiene ad un caro amico che la custodisce con la cura che le è dovuta e qui lo ringrazio per avermela prestata e per avermi permesso di fantasticare sulla ragazza dai lunghi capelli.
Nella stanza della fanciulla ecco così la spazzola d’argento e lo specchio ovale, i pettini d’avorio e i fermagli, i pizzi francesi e i nastri lucidi, vezzi femminili di un’altra epoca.
E profumo di talco e di violetta, sentori romantici del tempo lontano vissuto dalla ragazza dai lunghi capelli.
Le tre sorelline
Le tre sorelline volgono a noi i loro sguardi vivaci da un tempo distante, dai giorni teneri della loro infanzia.
Loro tre hanno colpito la mia attenzione per una ragione particolare a mio parere non così comune nei ritratti d’epoca.
A osservare i loro visetti infatti mi è parso di cogliere una sorta di straordinaria modernità che forse deriva dai loro modi all’apparenza rilassati, dalle capigliature lasciate quasi libere senza trecce o complicate acconciature.
Le tre sorelline sembrano tre bambine dei tempi presenti: la più piccina ha l’aria un po’ timida ma anche sfrontata, quella di mezzo sed sembra saggia e indipendente e la più grande, ritta al centro, spicca per quel raro sorrisetto dotato di spontaneità e per quella luce che brilla nei suoi occhi.
Sono dolci le tre sorelline, sono intelligenti e allegre e doveva essere proprio facile affezionarsi a loro.
Mano nella mano, una vicina all’altra.
Con le gonne lunghe e candide, gli stivaletti con i lacci, la leggerezza della gioventù.
In posa davanti allo sguardo sapiente del bravo fotografo Achille Testa, in un giorno lontano della Superba.
Le chiome morbide, i piccoli orecchini preziosi, i sorrisi ingenui, le collanine sottili e una spilla appuntata sul bavero della giacca: tre sorelline di Genova con tutta la vita davanti.
La gioia di Lulli
La gioia di Lulli è in ogni suo respiro, nella sua dolcezza di giovane madre.
Così aggraziata e leggiadra, porta i folti capelli in una morbida treccia che tiene raccolta sulla nuca, ai lobi ha gli orecchini con le pietre preziose, il suo abito raffinato è impreziosito da pizzi leggeri e passamanerie, lei è così semplicemente radiosa nella sua materna femminilità.
La gioia di Lulli è nella sua postura amorevole e protettiva così mirabilmente colta dal fotografo Achille Testa.
E il suo sorriso luminoso si posa sulla sua creatura, il suo piccolino ha questa vestina tutta pizzi con un gran fiocco lucido sul davanti.
Il futuro è quel piccino che guarda verso il fotografo schiudendo le tenere labbra rosate.
Il futuro è nell’avventura di vederlo crescere e diventare grande.
Il futuro è nella grandezza di un sentimento che non ha pari ed è destinato a durare per sempre.
A tergo di questa bella immagine una gentile mano femminile, forse quella di una nonna orgogliosa, ha scritto alcune parola colme di affettuosa fierezza specificando: invio la fotografia di Lulli col suo bimbo di sei mesi.
E c’è tutta l’essenza di una vita in questa dolcissima immagine: è la gioia di Lulli, così autentica e densa di emozione.
Ritratto di famiglia nel 1922
Una famiglia nel lontano 1922: la loro sembra soltanto una comune fotografia senza insolite particolarità.
Eppure qualcosa ha colpito la mia attenzione e a mio parere il merito è del fotografo Achille Testa, nei suoi ritratti ritrovo spesso una cifra stilistica di notevole raffinatezza e la sapiente capacità di cogliere le sensazioni e gli stati d’animo.
Ecco così l’amore, sta tutto lì, racchiuso in un fragile cartoncino rettangolare.
Ed ecco l’affabile dolcezza di una giovane mamma e il suo gesto protettivo e delicato: nella sua mano tiene le dita piccine della sua creatura.
Madre e sposa, lei ha i tratti del viso così regolari e si distingue per la sua sobria eleganza, indossa un bel cappello con una piuma e porta al polso un braccialetto liscio ed essenziale con una sola pietra al centro.
Madre e sposa, la sua emozione è così fissata nei suoi occhi spalancati e nelle sue labbra appena socchiuse.
E ancora, guardate il suo consorte: sorride benevolo, nella suo composta fierezza appare così orgoglioso della sua bella famiglia, ha questa felicità vera nello sguardo colta con puntualità dall’abile fotografo.
Tra loro la gioia vera: frangetta, occhi chiari e vispi, labbra rosa a cuore e tutta la vivacità dei suoi pochi anni.
Il futuro è sempre un libro da scrivere per ognuno di noi, taluni lo sanno attendere e conquistare con quella luce negli occhi, forti del calore dei propri affetti.
Così li ho osservati: loro tre insieme e il loro segreto bellissimo, l’amore e la felicità in un ritratto di famiglia nel 1922.































