Cavalli sui prati di Fontanigorda

E ritornando a Fontanigorda ho incontrato i cavalli che in questo periodo dell’anno si godono la quiete silenziosa e il tepore dei giorni di giugno.

Magnifiche e regali creature.

Tra l’erba verde e intrisa di rugiada.

Inconsapevolmente ho anche immortalato un elegantissimo movimento della coda.

All’ombra degli alberi, in attesa dell’estate.

I cavalli mi sono sempre parsi depositari di una sorta di saggezza che traspare dal loro incedere aggraziato e dalla loro armonia.

Come molte delle creature che ci circondano forse conoscono meglio di noi i segreti veri della natura.

Nell’incanto del silenzio sui prati di Fontanigorda.

Verde di settembre a Fontanigorda

Il verde di settembre è ancora chiaro, luminoso e brillante.
Il verde è il tono della serenità e della quiete, osservare i prati e i boschi dona un senso di pace e di autentica pienezza.

E il cielo è terso e le giornate ancora calde in questo scorcio di fine estate.

La strada si snoda tra il fitto degli alberi.

E così prosegue, curva dopo curva, nel tempo di settembre le ombre lambiscono gentili questo verde e la luce declina più rapida.

Il verde sa essere anche così intenso, vivo, misterioso e a volte superbe nuvole sovrastano questi monti.

In un silenzio nel quale la vita freme, sussurra o scalpita, in una quiete perfetta e colma di di tanta bellezza.

Mentre l’aria tiepida spira lieve tra le foglie.

Nel verde di settembre, sotto il cielo chiaro di Fontanigorda.

I daini nella luce di settembre

C’era una luce radiosa, era presto.
Silenzio, aria fresca, i prati madidi di rugiada, di mattina, qui a Fontanigorda.
E aggraziati sull’erba i daini, nella luce di settembre.

Sono rimasta in silenzio e loro non mi hanno vista e non mi hanno sentita, così ho potuto osservarli a lungo e scattare queste fotografie, le più belle che abbia mai fatto a queste splendide creature, grazie alla luce splendente del mattino.

Crescono forti i più piccini, sul capo hanno già piccole corna.

E gustano le tenere foglioline.

E condividono questo istante di assoluta bellezza.

Erano in cinque, non c’erano i daini possenti con i grandi palchi di corna ma solo questi giovani esemplari con le macchie.

Creature magnifiche, per me sono parte della componente fiabesca della natura e dell’universo che così di rado siamo capaci cogliere.

Liberi, infinitamente liberi.

Sono rimasta ad osservarli in sacro silenzio per un tempo magnifico scandito solo dalla grazia dei loro movimenti, i daini paiono leggeri come il vento.

Poi piano si sono avvicinati agli alberi.

Come in una fiaba, con questo incanto.

Svelti e rapidi, con quei balzi sull’erba sanno arrivare lontano.

Nel fitto del bosco che li nasconde e li protegge.

Dopo aver goduto del calore del sole, della freschezza dell’erba e di quei germogli per loro deliziosi da assaporare.

Sono creature meravigliose e sono grata per aver avuto il dono della loro compagnia, per questo meraviglia e questo stupore.
Sono i magnifici daini nella luce chiara di settembre.

Le dolci creature del bosco

E come ogni estate finalmente ho incontrato le dolci creature del bosco, la loro bellezza finisce sempre per incantarmi.
Di mattina presto ecco i daini, sull’erba madida di rugiada.

Vicini uno all’altro, aggraziati e leggeri.

Al margine del bosco, nell’aria fresca del primo mattino.

Guardinghi, cauti e circospetti: in lontananza osservano timorosi la situazione.
Sono dolcissime creature e incontrarle è un’autentica emozione.

Poi ritornano, ancora vicini, a brucare la tenera erba.

Non lontano dagli alberi, sul prato, così restano i magnifici daini, dolci creature del bosco.

Passeggiate d’estate

Le mie passeggiate d’estate mi conducono spesso su questa strada, tra i prati, passo dopo passo si arriva alla vicina Casanova.
E ho veduto, uno giorno, una rosa appena in boccio, sospesa nell’azzurro.

E la strada dolcemente si snoda, a volte in un magnifico silenzio, ad accompagnare i passi è il canto degli uccellini e il fremito della vita nel bosco.

E il mistero fragile e magnifico dei ritmi perfetti della natura.

Sotto a un cielo azzurro che appare dipinto, mentre il sole è caldo e gli alberi sono magnifico ristoro.

E la rosa magnifica si è così dischiusa nel calore dell’estate.

In questa meraviglia di verde, di quiete e di perfetta armonia.

Tutto rinasce, rivive, sboccia.

Su questa strada percorsa infinite volte: da bambina sulla mia bicicletta o di corsa insieme alle mie compagne di giochi.
Da più grande, ragazzina e adulta, ancora insieme a loro, le amiche di sempre.
È la mia strada, tortuosa e bella.
È la mia strada, ancora adesso.

E la percorro colma di gratitudine per la tanta bellezza che l’universo ci dona.

Dolcezze e prati di Rovegno

Rovegno è una delle località della mia amata Val Trebbia, non è tanto distante da Fontanigorda e nel tempo dell’estate un giro a Rovegno capita sempre di farlo.
E così si arriva nella bella piazzetta e si sale su per il paese.

Tra scalette e case di pietra.

E quando sei a Rovegno certo non puoi farti mancare le delizie di Biasotti, celebre e apprezzata pasticceria della quale spero un giorno di parlarvi più ampiamente.
E quando si va a Rovegno il gelato di Biasotti non può mai mancare, io scelgo il delizioso pistacchio che mi piace moltissimo!

Dolcezza si aggiunge a dolcezza camminando fino alla chiesa del paese.

Mentre i fiori ondeggiano allegri nell’aria.

Ed è stupore e meraviglia, la natura è sempre prodiga e generosa.

E ancora ecco un albero di mele carico di frutti con i suoi rami protesi verso il cielo.

E un piccolo ciarliero abitante del luogo a becco spalancato, è sempre una gioia incontrare i tipetti come lui.

E poi un angioletto che così si staglia contro il cielo della Val Trebbia.

E i prati, gli alberi immensi, i rami carichi di foglie, l’aria freschissima e limpida.

E questi toni cosi rasserenanti e intensi, in questa campagna fremente di vita, di profumi e di fragranze del tempo d’estate.

Una bellezza assoluta che spero di ritrovare presto: la dolcezza della Val Trebbia con i suoi panorami e i verdi prati di Rovegno.

Sui prati di Torriglia

Era uno di quei giorni dolcemente semplici, tra il verde generoso della campagna, sui prati di Torriglia.
Tra api ronzanti, uccellini ciarlieri e fiori che sbocciano ondeggiando smossi dal vento gentile.
Questa è la memoria di uno di quegli istanti che poi si ricordano con nostalgia, ripensando all’infanzia, alle ore spensierate, alle corse sui prati e alle risate gioiose.
Ed è una felicità radiosa ad illuminare il visino di questa bimba: lei porta il grembiule nero, i capelli folti fermati da una parte con una mollettina, ha un sorriso tenerissimo e un mazzo di margherite in una mano.

E poi ecco lui, ha il sole negli occhi, una mano su un fianco e un’espressione divertita.

E poi loro due: uno ho il fiocco grande sul grembiule da scolaretto e l’altro una magliettina a righe.
Ed è una di quelle giornata semplici e comuni eppure un po’ speciali anche se in realtà, in quel momento tu sei lì con i tuoi pochi anni e non te ne rendi certo conto.
Molto tempo dopo, invece, capirai l’assoluta unicità di quei momenti e magari ti sembrerà di sentire ancora il profumo dell’erba di Torriglia.

Ed ecco il più piccino con i suoi capelli biondi seduto per terra tra i fiori e le dolcezze della campagna.

E poi ancora, pettinature composte, un bel tessuto a righe, questi sorrisi così garbati e puliti, una gioia narrata dalle espressioni, dagli sguardi e dal senso di tranquillità che ispirano tutto coloro che in quel giorno si trovarono insieme su un prato della Val Trebbia.

La bella fotografia del fotografo Rusconi di Torriglia restituisce così l’immagine di un istante di vera serenità.
La luce si posava così sull’erba chiara e sbocciavano gentili le semplici margherite: era un tempo felice sui prati di Torriglia.

Sulla tenera erba

Sulla tenera erba sbocciano i nuovi fiori e svettano nella loro odorosa bellezza contro il cielo chiaro d’estate.
E danzano le candide margherite nel tempo del sole.

Si levano insetti minuti e si posano lievi su fragili petali che spandono profumi deliziosi.

Spicca il giallo solare, così vivo, non spira un alito di vento e restano gli steli sottili così immobili.

Nella freschezza dei fili d’erba di primo mattino intrisi di trasparente rugiada.

Selvatiche crescono le bocche di leone in questi prati che celano fremiti, palpiti, silenti rinascite.

Batte incessante il ritmo della vita che sempre ritorna e si rinnova, trionfando sulle candide corolle.

Vibra nei freschi germogli, nelle foglie che si schiudono e nei petali lisci, suadente e incantevole come musica, sulla tenera erba.

Una bella compagnia

Nel corso di questa calda estate li ho veduti più di una volta: stanno in un prato vicino a casa mia, non so da dove arrivino ma ad annunciare la loro presenza sono i campanacci che portano al collo.
A volte su quel prato ci stanno persino tutta la notte, si vede che lì prendono il fresco!
È una bella compagnia ed è composta da eleganti cavalli accompagnati da qualche infiltrato: la prima volta sono venuti con un asino.

C’è erba per tutti, non c’è bisogno di agitarsi!

L’asinello, devo dire, mi è sembrato molto docile e socievole.

I cavalli vanno e vengono, di preciso ritornano sempre su quel prato, evidentemente è il loro posto preferito.

E in una diversa occasione chi c’era con loro? Un piccolo, fantastico pony, ve l’ho detto che si tratta proprio di una bella compagnia!

Il cavallino pezzato quel giorno lì era in vena di giocare e così si è esibito in uno speciale repertorio di capriole.

E poi aveva appena smesso di piovere e quindi è rimasto lì, spalmato sull’erba bagnata.

E quindi baldanzoso si è alzato sotto i miei occhi curiosi, proprio un bel tipetto!

Fanno parte del gruppo cavalli maestosi che sfoggiano una certa possanza.

Poi c’è chi, nel suo piccolo, fa comunque una bella figura!

Stanno tutti insieme, grandi e piccoli, si trovano bene tra di loro: guardateli lì, il pony e il cavallo a spasso sul prato.

E poi, con quella splendida vivacità, ecco alcuni di loro intenti in una corsa gioiosa, criniere al vento e istinto vitale.

Stanno tra il prato e il bosco, tra il sole e l’ombra, creature magnifiche della mia Val Trebbia.

Il fieno

Riposa, nel quieto e silente orizzonte di un giorno d’estate.
Il fieno, sui prati rinfrescati dagli acquazzoni di luglio, nella pacifica campagna che circonda Loco.
Là, dove senti appena gorgogliare le acque del Trebbia che scorrono sotto al ponte.
Oltre ancora, il fieno.

Raccolto secondo le consuetudini di una saggezza antica, come nel tempo di maggiori e diverse fatiche.
Riposa, al sole di luglio e in questi languidi tepori.

Tra gli orti e le case, sotto al cielo percorso da nuvole bianche e leggere.

Nel tratto in cui la strada si piega così dolcemente in una di quelle curve fenomenali che caratterizzano la valle e la Statale 45 che la percorre.
Ai margini, tra l’erba verde, il fieno.

Con la sua luce propria, catturata dai raggi del sole che sfiorano le cime degli alberi, i fiori e la terra.
E riposa, in questo calore, il fieno.