C’era una volta una bella merceria e si trovava in una delle strade del mio quartiere, ad esser precisi era in Corso Solferino.
E c’è stato un periodo, parecchi anni fa, in cui passavo sempre a fare acquisti in certi negozi di quella via e tra gli altri andavo anche in quella bella merceria.
Ora, non posso dire di essere stata un’affezionata cliente perché questa zona non è proprio vicina a casa mia, però ricordo di essere stata diverse volte in quel negozio.
Era, come vi dicevo, una bella merceria, uno di quei negozi dove si comprano la biancheria, le calze, i pigiami e le camicie da notte che se ne stanno richiusi nelle loro scatole.
Poi da qualche parte ci saranno stati scomparti con bottoni, cerniere, automatici, forbici, nastri, elastici, gros-grain di svariati colori e chissà che altro.
Le mercerie sono un mondo straordinario, secondo me!
Rammento così di aver fatto qualche acquisto in quella bella merceria e soprattutto mi ricordo la signora che c’era dietro il bancone, devo a lei la memoria cara di quel posto perché lei era un signora molto garbata, esile e minuta, abbastanza avanti negli anni, sapete, mi ricordo che aveva quella particolare pacata gentilezza che non si usa più, mi è proprio rimasta impressa.
Poi, un giorno ho trovato il negozio chiuso, direi ormai parecchio tempo fa.
È un peccato che spariscano le mercerie, ci servono pure sempre le calze, i pigiami e anche i bottoni e le cerniere e soprattutto i sorrisi delle signore gentili come si usava una volta, vero?
Io penso di sì, ecco.
Mi sembra sempre che i piccoli negozi facciano in qualche modo parte del nostro quotidiano, sono i posti dove ci ricordiamo anche di noi pur essendoci stati soltanto qualche volta, preservarli è prezioso per tutti noi.
L’altra mattina passavo da quelle parti e, come già mi era successo in passato, ho notato l’insegna del negozio.
Così mi sono fermata a fotografarla, è pur sempre un modo per ricordare che c’era una volta una bella merceria.

Tutto vero Miss.
Le insegne dei negozi antichi anche qui da me rimangono,anche se dentro esiste un’altra attività.E’ un richiamo al passato,ai ricordi,in poche parole “alla buona maniera”
che oggi lascia molto a desiderare.A Genova ne ho viste molte anche nel centro storico.
Molto interessante la tua fotografia Miss.
Ti ricordo e ti penso con simpatia.
Grazie caro, questa insegna mi ha fatto proprio venire nostalgia, così ho pensato di fermare il tempo. Buon sabato!
Come concordo con Leova !!! Queste insegne vintage avevano quello stile misurato e garbato che c ‘ era in ogni cosa e in ogni espressione! Quelle belle maniere sono disperse per sempre in una deriva continua di licenze e permissivismi …
Sì, i caratteri romantici piacciono tanto anche a me!
Mi dimentico sempre di mettere un saluto per Sertava:come sta signore?
Bravo Mauro, anche io vorrei saperlo e mi unisco a te e ai tuoi saluti, spero che presto passi a trovarci dicendo che sta meglio, finalmente. Un saluto caro da noi, caro Sergio!
Ricordo la bellissima merceria di Santa Margherita Ligure dove mia mamma faceva i suoi acquisti. Con scaffali e banconi di legno con il ripiano in vetro apribile che custodiva gli articoli più preziosi da mostrare. Purtroppo anche qui a Rapallo ne è rimasta solo una che vende oltre all’intimo tutto ciò che serve per il cucito. È un vero peccato perché sono davvero negozi ricchi di cose da scoprire
Che peccato, cara Giuseppina, sono negozi sempre preziosi questi!
Pian piano spariscono le belle mercerie insieme ai loro proprietari,anche nei paesi.
Purtroppo è così, che peccato! Grazie Pucci, buona serata e benvenuta su queste pagine!
Anche io ho ricordi bellissimi di alcune mercerie, una in particolare che con mamma e nonna frequentavamo spesso. La magia di quelle scatole di bottoni é ineguagliabile. Speriamo che conservino l’insegna, é davvero una meraviglia!
Ineguagliabile è l’aggettivo perfetto, spero anch’io che l’insegna non vada perduta ma chissà! Un bacione Viv, grazie.
Mi hai fatto venire in mente la “mia” merceria. Era della signora Rosa e mia mamma ci comprava sempre di tutto. Roba di qualità, in grado di durare una vita. Ricordo l’odore di naftalina e tutti quei cassetti che ricoprivano le pareti. A volte, la signora Rosa, anche lei esile e minuta, con una scala altissima si arrampicava per aprire un cassetto in alto, addirittura vicino al soffitto… che tempi meravigliosi…
Che bello, sulle mercerie tutti noi abbiamo ricordi dolcemente nostalgici.