La patella di Boccadasse

In questo tiepido autunno una passeggiata a Boccadasse è una gioia per l’anima e per il cuore, ci si riempie subito gli occhi di bellezza e ci si lascia avvolgere dal profumo del mare.

Così si scende giù per la creuza, verso la bella spiaggia di sassi dove batte l’onda.

Ci sono le barche messe a riposare.

E c’è la gente seduta sui sassi mentre un giovane gabbiano se ne va a spasso sul muretto.

E la patella di Boccadasse, direte voi?
Eccola qua, è una barchetta della quale si intravede il nome.
Un nome semplice, affettuoso, genuino, un nome che racconta questo mare e questi scogli.

Tra molti altri gozzi così allineati e adagiati al sole.

In un quieto pomeriggio di ottobre questa luce sfiora anche la patella di Boccadasse e le belle case del borgo con i loro incanti e la loro armonia.

Ancora un viaggio

Ancora un viaggio.
Un vento favorevole che sciorina parole e gonfia le vele, una nuova onda, un orizzonte ritrovato.
Mentre la spuma del mare leviga i sassi e ancora canta e sempre ritorna.
Ancora un viaggio.
Una nuova meta, un sogno, un approdo.
E una riva a cui ritornare.

Natale a Boccadasse

La magia incantata di Natale è arrivata nelle vie del borgo di Boccadasse dove i piccoli aiutanti di Babbo Natale sono indaffarati a preparare ogni cosa per la notte più speciale dell’anno.

Qualcuno resta di guardia sulla ringhiera.

Altri si trovano sui muretti, davanti alle case colorate del borgo.

Un intrepido elfo si è poi arrampicato in alto e se ne sta lassù con le gambe a penzoloni.

Ogni finestra è addobbata a festa.

E i simpatici piccoletti rendono ancor più unica l’atmosfera.

E poi anche gli aiutanti di Babbo Natale fanno il bucato, sapete?

Natale a Boccadasse è in ogni angolo caratteristico e lo spirito marinaro del luogo viene giustamente rispettato.

A Natale, a Boccadasse, un tipico gozzo ligure ospita il più semplice dei presepi.

E la capanna dove nascerà il piccolo Gesù è adagiata tra i ciottoli resi lisci dall’acqua salmastra.

Mentre la luce brillante dell’inverno accarezza la superficie del mare.

E l’incanto del Natale ancora si rinnova.

Sotto il cielo azzurro della Superba gli elfi di Babbo Natale sono ormai pronti.

Fanno capolino dalle finestrelle mentre brilla il piccolo presepe luminoso.
Questa maniera elegante e suggestiva di addobbare una semplice creuza è un magnifico esempio di come si possa ricreare una perfetta atmosfera natalizia con stile, buon gusto e nel rispetto della bellezza autentica di un luogo così particolare.

E tutto e quieto, armonioso e perfetto nel borgo marinaro così caro ai genovesi.

A Boccadasse, nella dolce magia del Natale.

Mareggiata ottobrina

Una mareggiata potente si è abbattuta sul litorale di Genova, la forza indicibile del mare è poesia e sa sempre incantare chi osserva l’inquietudine incostante dell’abisso.
Così, a Quarto dei Mille.

Le onde di spuma bianca si inseguono rapide, sospinte dal vento.

Il mare è forza, vita che si rinnova e splendore.
Il mare è speranza, vigore, bellezza.

Nel suo eterno ritornare verso la riva per poi ritrarsi.

E frangersi, ancora, leggero e profumato del suo salmastro intenso.

A Vernazzola il mare brioso e vivace superava gli scogli.

E l’onda orlata di pizzo bianco lambiva la spiaggia con la sua carezza.

Il mare è imperioso, magnifico, potente.

Ruggisce, vibra, canta e mai si placa.

Risuona ancora, nell’azzurro, nel vento, davanti allo sguardo, accompagna i battiti del cuore.

E ancora riacquista vigore e intensità, energico e instancabile si leva frizzante in candidi spruzzi.

Onda dietro onda, nel canto infinito dell’abisso, mentre le barche di Boccadasse attendono la quiete.

Con questa bellezza che rapisce e meraviglia, nello stupore di una mareggiata ottobrina.

Aspettando l’estate

Aspettando l’estate con le sue promesse.
Aspettando l’estate, un gelato alla crema e un cappellino in testa per ripararsi dal sole.
La pelle ambrata, l’onda che sempre ritorna, le giornate pigre, la gioia della bella stagione.
Aspettando l’estate, sul muretto a Boccadasse.
Aspettando di prendere il largo, senza neanche sapere dove si vorrebbe arrivare ma, a volte, la bellezza è proprio il viaggio e l’attesa di un nuovo approdo.

Blu di Capo Santa Chiara

E questo è il blu intenso e vibrante di Capo Santa Chiara.
La linea dell’orizzonte, le case chiare di Boccadasse, la Chiesa di Sant’Antonio e la quiete di un tempo lento.

E l’azzurro e il turchese e le rocce affioranti.

E il sole che brilla e la costa con i quartieri del levante cittadino.

Di mattino presto, poi, si trova anche posto sulle belle panchine di Capo Santa Chiara, tra le più panoramiche che io conosca in questa nostra Genova.
C’è il mare di fronte, i gabbiani volano alti e le barche lasciano la loro bianca scia.

E le onde ritornano a intonare il loro canto che risuona nell’infinito.

Risplendono i colori vivaci del borgo di Boccadasse.

E poi la luce, le ombre, il silenzio, la perfezione assoluta.

In un’armonia pulita di linee, oltre il muretto di mattoni, il blu di Capo Santa Chiara.

Anatre a Boccadasse

E arrivare una mattina di marzo a Boccadasse, è abbastanza presto e tutto è quieto e silenzioso, non c’è quasi nessuno, alcuni mattinieri passeggiano per il borgo sotto il cielo terso e lucente.

E arrivare una mattina a Boccadasse e vedere sguazzare in mare alcune splendide anatre, non mi era mai capitato prima, una circostanza fortunatissima!

Si trattava di certi eleganti germani reali che fluttuavano felici sull’acqua.

Che colori, che sfumature.

E che tinte vivaci nella nostra Boccadasse ancora un po’ assonnata sotto le luci del giorno.

E sassi, cielo azzurro e panni stesi.

E le anatre che con movenze sinuose si allontanavano verso il largo.

In uno romantico annuncio di primavera che mi ha lasciato piacevolmente sorpresa.

E le sole bagnanti, in questa mattina marzolina, erano loro: le anatre.

Una dopo l’altra, via, dietro lo scoglio.

E sull’acqua luccicante di riflessi.

E non mancavano certo i soliti bianchi gabbiani.

E il tempo era dolce, sulla spiaggia di sassi di Boccadasse.

Mentre l’onda lenta accarezzava la riva.

E certe provette nuotatrici si spostavano con eleganza sull’acqua chiara del mare.

Nella cornice incantevole della nostra bella Boccadasse in un giorno di primavera.

Sant’Antonio di Boccadasse: trovando il mare

A Genova c’è una chiesa che Fratello Sole bacia davanti alle onde del mare.
E la si ammira, posata come pietra preziosa, in cima a Corso Italia: Sant’Antonio di Boccadasse è la Chiesa della gente di mare e al suo interno conserva, tra le varie cose, anche certe piccole barche appese lungo le navate, ne scrissi in questo post diverso tempo fa.

E come tutti i genovesi ritorno spesso nel borgo così caro a tutti noi, Boccadasse è davvero semplicemente un luogo del cuore.
E sempre entro nella Chiesa dedicata al Santo di Padova.
L’ultima volta la mia visita mi ha donato un istante di autentica bellezza.
La luce, la porta aperta, la prospettiva della costa, i colori di Boccadasse e questa dolcezza e il nostro magnifico mare.

Un saluto dal porticino di Boccadasse

E vi riporto indietro, con la mia macchina del tempo, davanti ad un’insolita Boccadasse che si ammira così nei dettagli di un’antica cartolina.
E per poterla guardare meglio dovremmo andare là, in mare, cullati dalle onde volgeremmo lo sguardo verso la riva e cercheremmo il profilo della chiesa e il campanile e il suono di quelle campane scandirebbe il nostro tempo.

E poi le scalinate e una piccola scaletta di legno posata quasi in prossimità dell’acqua, sulla destra una semplice costruzione e nell’insieme resta l’impressione che questo luogo fosse in qualche modo molto diverso da come sappiamo pensarlo.
La nostra Boccadasse, amato borgo di pescatori.

Una vela va, fende sicura l’acqua del mare e candida si staglia contro il panorama.
Sullo sfondo, una delle belle case del borgo e là dietro, con nostro stupore, una ciminiera che probabilmente apparteneva a qualche fabbrica.
Era un tempo proprio diverso, pare difficile anche immaginarlo.

Bisognerebbe andare là, sul mare.
E osservare la riva, le casette colorate, gli scogli battuti dalle onde, le creuze, le finestre e la vita che scorre.

In questo viaggio a ritroso nei giorni lontani di Genova rimaniamo a guardare un luogo unico, uno dei gioielli della Superba a noi infinitamente caro.
E da questo tempo perduto io mando a voi questa cartolina in bianco e nero e un saluto dal porticino di Boccadasse.

Di nuovo estate

E poi è di nuovo estate.
Arriva piano, come una barca che lenta fende la superficie dell’acqua e dondola e danza, nell’equilibro magnifico di una nascente avventura.
Estate è ancora colori, luce, fresche fragranze, profumo intenso di ritrovata libertà.
Poi, a volte, non sai nemmeno tu quale sia la tua meta e quale terra ti attenda oltre l’orizzonte, a volte semplicemente ti metti in viaggio.
E segui una strada, una rotta, un destino.
E non sai dove arriverai.
Ed è estate.
E arriva con questa dolcezza, come la vela che sospinta dal vento affronta le onde increspate del mare.