Sanremo e i ricordi di Odette

Percorreva svelta le strade di Sanremo, conosceva quelle vie a menadito.
A Sanremo era nata e cresciuta, coltivando il suo innato e riconosciuto talento, da Sanremo se ne era poi andata inseguendo quel sogno coltivato fin dai giorni dell’infanzia.
Acclamata cantante e attrice di successo, nessuno ormai più la conosceva come Teresina: per il mondo lei era Odette, una stella di prima grandezza che brillava nella Ville Lumière e sui palcoscenici più prestigiosi.
Di rado ritornava a Sanremo, ormai non aveva più parenti lì.
Quando poi decideva di solcare le strade dei ricordi sceglieva un albergo esclusivo che le garantisse una certa riservatezza e che le ricordasse che, ad ogni modo, lei apparteneva ormai ad un altro mondo.
E ogni volta tornava sedersi sulla panchina davanti all’infinito del mare.
Osservava le onde, respirava, ricordava.

E quando percorreva quel lungomare straordinario in parte le pareva che tutti la guardassero anche se, in realtà, sapeva bene che era difficile ritrovare la semplice Teresina di un tempo nella sofisticata Odette con il suo abito alla moda e il cappello uscito da un atelier di Parigi.
Quel giorno, mentre incedeva sicura sul suo cammino, notò una signora di una certa età con la cesta dei panni posata sulla testa.
Non la conosceva eppure trovava in lei qualcosa di famigliare, sembrava una donna forte e tenace proprio come sua nonna Maria, anche lei portava sempre la cesta sulla testa.

Odette sorrise, scostò la veletta e continuò a osservare la signora che svelta proseguiva per la sua strada.
Pensò alla nonna Maria, al suo scialle di lana scura, alle sue mani segnate da molte fatiche, a quelli rughe che le percorrevano il volto, alle sue cure mai svogliate e incerte.
Ripensò alle parole che le aveva detto quando ancora era bambina, alle sue raccomandazioni, a quegli insegnamenti che le erano rimasti nel cuore e comprese che, sebbene non ci avesse mai riflettuto, un filo sottile ma fortissimo ancora la legava a Sanremo e ai giorni del suo passato che avevano fatto di lei la donna che era poi poi diventata.

Era pomeriggio, la luce dorata lenta declinava.
Un refolo di vento smuoveva le cime degli alberi, il profumo leggero degli agrumi si spandeva nell’aria mescolandosi alla freschezza del salmastro.
Odette fece qualche passo e tornò a sedersi sulla sua panchina.
I suoi occhi scuri luccicavano di una commossa consapevolezza, mentre i suoi dolci ricordi fluivano come la marea.

3 pensieri riguardo “Sanremo e i ricordi di Odette

  1. Quelle nonnine con scialletto e muccetto bianco in fondo alla nuca … con abiti lunghi, larghi sotto la vita e scuri le ricordiamo ancora con il piacere di ripensare ad un mondo genuino, portatore di sani pensieri e umane benevolenze … forse anche incolore ma rassicurante nel suo bianco e nero … un mondo dove le sfumature erano poche o forse impercettibili perché c’era l’ incalzare della vita che era più breve e che chiedeva di mettere velocemente a frutto qualsiasi talento …

  2. Basta metterti in mano un paio di cartoline e tu riesci a tirarne fuori un racconto nostalgico e pieno di poesia. Dovresti buttarti e scrivere qualcosa di più corposo. Quel che mi avevi fatto leggere tempo fa era promettente, la stoffa ce l’hai 😊 bacioni!

  3. D’accordo con Stravagaria,Miss è un piacere leggerti trovi sempre come incantarmi.
    Lo credevo la premessa di un romanzo.
    Grazie dear.

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