La leggerezza di un angelo

Così si avvicina, piano.
Con questa dolcezza si approssima alla porta che racchiude respiri e misteri e che si apre sull’eternità.
Così resta il dolce angelo posto sulla tomba della famiglia Dassori, la scultura risalente al 1906 è opera di Luigi Beltrami ed è collocata nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno.

Così la creatura celeste si accosta con grazia all’uscio chiuso.

È un angelo etereo, così sottile e leggero, la sua veste cade con quei drappeggi sulle sue membra, le ali grandi sono la sua forza e la sua bellezza.
Con una mano regge un lembo dell’abito, il suo sguardo vede oltre e verso l’ignoto.

La sua postura, poi, è una sorta di gioco di curve dal quale si percepisce un senso di assoluta lievità e di splendida armonia.

I capelli cadono morbidi sul suo collo, gli occhi paiono cercare ciò che lo sguardo umano non sa vedere.

E così rimane, davanti alla porta, nell’inesplicabile mistero dell’eternità l’angelo affabile, così dolce e così lieve.