Via di Porta Soprana: nel segno di Gesù

Ritornando a camminare nella città antica ritroviamo ancora le tracce di un passato lontano e percorriamo insieme la nostra Via di Porta Soprana osservando i portoni e le antiche dimore.

Partiremo da qui, dal punto in cui si snoda il Vico dei Notari.

Sopra questo portone vi è la bella edicola dedicata alla Madonna Assunta della quale ho già avuto modo di parlarvi in questo post.

Si nota è anche un’iscrizione antica che rimanda a una certa saggezza, queste parole dovrebbero significare “un animo sereno è sufficiente”.

A poca distanza c’è un altro portone che ancora testimonia antichi fasti.

Tra decori floreali e splendide conchiglie si leggono le parole “A Patrem luminum” e la citazione latina proviene dalla Lettera di San Giacomo 1-17 e significa “dal Padre delle luci” ed è estratta dalla seguente frase: “ogni grazia eccellente, ogni bene perfetto, discendono dall’alto dal Padre delle luci”.

Sono come sempre numerose le testimonianze di fede nelle vie di Genova antica.

E su un semplice portoncino è posto un piccolo medaglione marmoreo riportante le lettere IHS che rappresentano il trigramma di Cristo e sotto di esse le lettere A e M che unite formano il monogramma di Maria.

Sotto al cielo blu di Genova.

Fermiamoci poi davanti a un altro portone.

Qui troviamo ancora il trigramma di Cristo sotto al quale leggiamo ancora altre parole incise nel marmo che significano “Io sono il Signore” e rimandano a un versetto del Libro di Isaia.

Si desiderava la protezione dell’Altissimo, con la speranza che volgesse lo sguardo verso quelle case che custodivano il battito dei cuori delle persone amate.

E ancora ecco di nuovo il trigramma di Cristo.

Una commovente devozione tra le case colorate così ravvivate dalla luce del sole.

E poi, tra due finestre, l’immagine più cara: la figura dolce di Maria.

Abbiamo percorso appena pochi metri eppure i nostri occhi hanno trovato numerose tracce di un tempo distante che rimane tra noi, malgrado la nostra distrazione.

In una delle vie più antiche della Superba, all’ombra delle torri.
In Via di Porta Soprana, nel segno di Gesù.

La Madonna Assunta di Via di Porta Soprana

Si staglia così, sopra la vita che scorre nei caruggi di Genova: è la Madonna dell’Assunta di Via di Porta di Soprana.

La statua, collocata sopra un portone e risalente al secolo XVII – XVIII, è stata restaurata agli inizi del 2000.
E là rimane, in un tempo diverso da quello in cui venne pensata e immaginata.

Protetta da un vetro, si svela nella sua grazia e nell’armonia di gesti gentili.

Gradevoli e armoniose sono anche le due figure poste ai lati della nicchia che ospita la figura di Maria.

Piccoli angeli la circondano, il drappeggio del manto restituisce il senso del movimento, Maria volge il suo bel viso e lo sguardo verso il cielo.

È una delle molte immagini religiose che trovate nei nostri caruggi, se passerete in Via di Porta Soprana alzate gli occhi e ammirate anche voi la nostra bella Madonna dell’Assunta.

Finestre della Superba

Certe finestre torno sempre a cercarle, come fa il sole, il sole invade i vetri, li illumina e li rischiara.
Accade, sulle mie finestre.
Dalle parti di Porta Soprana, ad esempio.
Molteplici specchi riflettono i particolari della Chiesa del Gesù.

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E marmi e cielo azzurro.

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E se qualcuno le aprisse queste finestre?
Ho l’impressione che il cielo colerebbe giù, come acqua, come liquido, come pittura incantata.

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Le finestre che piacciono a me si aprono su caruggi in ombra, a volte.
Si spalancano su altre finestre.
E altri respiri, vite, progetti e desideri.

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Le finestre di Piazza delle Scuole Pie sanno essere una magia rara di caruggi.

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Per questa ragione torno sempre a guardarle, le mie finestre.
Troverò, un giorno o l’altro, quella luce sul vetro.
Effimera e passeggera, non occorre neanche inseguirlo il sole in certi vicoli.
Aspetta, arriverà.

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E svelerà un cartiglio e il profilo della chiesa.
Luce.

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Davanti a certe finestre siedono piccoli custodi e sventola il tricolore.

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E poi li rivedi, quei paffuti bambini, nella solita evanescenza di un riflesso.

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Alcune finestre, invece, sono racchiuse nelle geometrie di una ringhiera, insolita cornice di persiane chiuse.

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Altre ancora, nella Superba, sono protette da grate.
E tuttavia nessuno può fermare il sole e i suoi incantesimi.
E allora vedi alberi, cielo, foglie e altre case.
All’improvviso.
Tu aspetta, accadrà.

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Certe finestre torno sempre a cercarle.
Tra caruggi e madonnette, cupole e campanili, in certi semplici e tortuosi vicoli.
In Via dei Conservatori del Mare.
Ritorno.
Sempre.
A guardare la Superba che si rispecchia in una finestra.

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