Santa Maria di Castello: l’Annunciazione di Giusto di Ravensburg

Per ammirare quest’opera magnifica dovrete recarvi nell’antica Chiesa di Santa Maria di Castello, nel cuore della città vecchia.
Là, nella Loggia dell’Annunciazione, è collocato l’affresco realizzato da Giusto di Ravensburg tra il 1451 e il 1452.
Un panorama bucolico e rasserenante, colori chiari e tenui e un gioco di sapienti simmetrie.
Dio Onnipotente tutto sovrasta ed è raffigurato al centro dell’affresco, tra l’Arcangelo Gabriele e la Madonna.

E i diversi tempi qui rappresentati insieme: oltre la porta, alle spalle dell’Arcangelo Gabriele, la scena della Natività.
Oltre la trifora, invece, la Visitazione.

In questo affresco spiccano poi una varietà di dettagli e una straordinaria ricchezza di particolari
Ecco così lo sportello socchiuso, i libri e le chiavi.

E ancora altri testi sacri.

Una conca colma d’acqua e un uccellino che beve, pare essere un cardellino, uno dei simboli della Passione di Cristo.

L’Arcangelo Gabriele e il suo gesto ieratico.
Tra lui e la Madonna, scritte in oro ed in latino, le prime parole dell’Ave Maria che compongono appunto l’Annunciazione.

La dolcezza della giovane Maria, il suo manto azzurro a incorniciare il viso etereo, i capelli chiari, l’aureola lucente.

La scatola con i rocchetti di filo, il vaso raffinato e all’interno di esso il giglio odoroso e simbolo di purezza.

Le ombre degli oggetti, la semplice quotidianità della vita e il mistero dell’Immacolata Concezione.

Nella quiete mistica di Santa Maria di Castello.

Questa la delicata Annunciazione di Giusto di Ravensburg, un capolavoro di grazia e di armonia.

Salita di San Nicolosio: tra due sestieri

È una zona nascosta e silenziosa, Salita di San Nicolosio si raggiunge salendo da Via Edilio Raggio ed è una di quelle vie che fa parte di una sorta di mondo sospeso tra la Zecca e la soprastante Spianata Castelletto e anche tra il passato e il presente di Genova.
E allora vi porto là, in uno dei suoi tratti più caratteristici.

La salita prende il suo nome dall’antica Chiesa di San Nicolosio che attualmente risulta così inglobata tra le case.

Una Madonnina rasserenante vigila sulla Chiesa e su coloro che attraversano questa via.

Qui, come in molti altri luoghi della città vecchia, si trovano tracce del nostro passato.
La Superba, come è noto, era un tempo suddivisa in sei sestieri e in molte zone del centro storico capita di trovare le targhe che indicano il confine tra due sestieri e Salita di San Nicolosio è uno di quei luoghi.
Osservate i due civici 9 e 10 da questa prospettiva.

Sul civico 10 troverete la targa che indica il Sestiere di Prè.

Sul vicino civico 9, invece, è affissa la targa relativa al Sestiere della Maddalena.

Osservando poi con attenzione il civico 9 potrete ammirare un pregiato bassorilievo racchiuso in una raffinata cornice marmorea: è l’Annunciazione.

E l’angelo così si inchina davanti a Maria con questa fermezza fiduciosa, splendide sono le sue ali e particolare è la dolcezza del suo gesto.

È l’opera di un fine artigiano e ad osservare queste pietre antiche ancora presenti nelle nostre strade il pensiero si rivolge a colui che con talento e pazienza fece scaturire dalle sue mani operose questi fiori in boccio.
Guardando la sua opera, in qualche maniera, guardiamo anche lo sconosciuto artista al qual si deve questa bellezza.

Ecco Maria, a mani giunte ascolta il messaggio che Le è stato recato.

È un’opera a mio parere finissima e particolare e certo è esaltata dal recente restauro.

Alla base della cornice marmorea vi sono due iniziali.

E sopra, sul muro, spiccano due cuori uniti con il trigramma di Cristo e il monogramma di Maria.

Poco distante, sul civico 7, è posizionato invece un medaglione con una Madonna di più recente fattura ma tenera e infinitamente materna.
Questa scultura è per me particolarmente suggestiva.

Sono le ricchezze di un angolo caratteristico e nascosto della nostra Genova.

Una creuza ripida, impervia e baciata dalla luce e dal vento.

Tra due antichi sestieri della Superba, questa è la nostra Salita di San Nicolosio.

Santuario della Madonnetta: l’Annunciazione

Ancora una volta vi porto con me al Santuario della Madonnetta, una celebre chiesa genovese dalla storia antica che racchiude numerose ricchezze.
Ne scrissi tempo fa in questo articolo e torno in quella quiete per mostrarvi una delle opere conservate all’interno del Santuario e precisamente nello spazio del Museo degli Arredi Sacri.
È un’opera magnifica, si tratta di un dittico su tavola attribuito a Ludovico Brea e risalente alla fine del ‘400, con mirabile maestria vi è rappresentata la scena dell’Annunciazione.
Ed è un gioco perfetto di contrasti di colore, di armonie e proporzioni: Maria tiene le mani giunte, l’angelo ha le braccia incrociate e tra le dita stringe un cartiglio dove si leggono, secondo i canoni classici, le prime parole dell’Ave Maria.

L’Arcangelo Gabriele dalla leggiadria sublime indossa un ricco manto dorato, sullo sfondo si notano alcuni oggetti tra i quali un candeliere, dei libri e delle carte.
Il messaggero celeste porta con sé nel suo sguardo fidente il mistero immenso del suo annuncio: i suoi occhi, saldi e sicuri, si posano su Maria e raccontano ciò che accadrà, nel suo viso etereo troviamo quelle parole che pare anche a noi di sentire.

E Maria ascolta, a mani giunte.
Assorta nelle sue preghiere, tiene lo sguardo rivolto verso il basso, l’aureola luccica sulle sue chiome bionde.
E a Lei si avvicina la colomba, simbolo dello Spirito Santo.
Alle spalle della Madonna, al di là della finestra, si intravede un panorama bucolico.

E il Padre Celeste osserva il compimento dell’Annunciazione.

È un’opera meravigliosa e ricca di armonia, ringrazio ancora Padre Eugenio e ringrazio l’amico Architetto Roberto Bajano, da sempre frequentatore e profondo conoscitore del Santuario della Madonnetta, per avermi accompagnata nella mia visita.
Roberto Bajano ha dato di recente alle stampe un libro dal titolo “Ventimila reliquie per la conversione” pubblicato da Erga Edizioni e interamente dedicato al Santuario della Madonnetta e alle sacre reliquie là conservate, il volume è una pregiata guida alla visita del celebre santuario genovese e vi sarà utile se vorrete scoprire il nostro magnifico Santuario.
E là, nella quiete di questa antica chiesa, potrete ammirare la mistica bellezza dell’Annunciazione.

L’Annunciazione di Via delle Fontane

È un’opera che si nota percorrendo Via delle Fontane, scendendo verso il mare, sul marciapiede di destra.
È una scultura marmorea, non so dirvi se questa sia la sua originaria collocazione, accade che le città mutino e certe tracce del nostro passato vengono a volte sistemate in luoghi diversi.
La bella scultura è là, nel porticato antistante il Polo Didattico delle Fontane dell’Università degli Studi di Genova, tutti noi da studenti universitari abbiamo attraversato diverse volte questa via genovese.
E alzando gli occhi ecco che lo sguardo trova la dolce fermezza e la grazia sublime dell’Arcangelo Gabriele, il suo viso dai tratti perfetti è incorniciato da morbidi boccoli.

E così egli rivela il messaggio divino e Maria ascolta.
E resta assorta in quel mistero inesplicabile, nei suoi pensieri devoti e nelle sue preghiere.
Dolce e amorevole è il viso della Madonna, fanciulla che stringerà tra le sue braccia materne il figlio di Dio.

L’opera è a mio parere armoniosa e raffinata: in alto, nello spazio che sovrasta l’angelo, si nota la colomba che rappresenta lo Spirito Santo.
La scultura sembra così essere stata realizzata seguendo i canoni classici, forse resta in parte nascosta e potrebbe essere meglio valorizzata.
Se passate in Via delle Fontane alzate anche voi lo sguardo, potrete così ammirare questa bella Annunciazione.

L’Annunciazione

Dovrete andare nella Basilica di San Siro, chiesa maestosa che fu cattedrale della Superba.
Nella cappella dedicata alla Santissima Annunziata potrete ammirare un dipinto opera di Orazio Gentileschi, la tela risale al 1622, in quel periodo l’artista si trovava a Genova e realizzò due diverse versioni dell’Annunciazione: una era destinata al Duca di Savoia Carlo Emanuele e ora si trova ai Musei Reali di Torino, l’altra rimase invece in San Siro.
Si tratta di un’opera mirabile per grazia e armonia dove è ritratta la quiete di una stanza silenziosa: qui l’Arcangelo Gabriele si inginocchia davanti a Maria e a Lei porta la notizia della sua prossima maternità.
La Madonna stringe a sé il suo manto e ascolta devota l’Arcangelo che reca a Lei un puro giglio, lui sembra parlarLe con voce salda, lui La osserva e nei suoi occhi c’è il racconto del mistero che egli svela.

L’opera è in un contesto di sicuro pregio, circondata da dipinti di altri artisti e dai marmi scolpiti da Daniele Casella.

Annunciazione (2)

E la gloria del Figlio di Dio è annunciata anche dai piccoli putti paffuti che suonano i loro strumenti, le dita bambine paiono muoversi svelte su certe corde.

Annunciazione (3)

E si modula lieve una melodia celestiale.

Annunciazione (4)

Nel cuore delle città vecchia, nella chiesa di San Siro dove il sole, a volte, cade radioso sui marmi antichi e poi si ferma, tra le colonne.

Basilica di San Siro

Oggi, 25 Marzo, si celebra la solennità dell’Annunciazione, ho così pensato di proporvi il capolavoro di Orazio Gentileschi invitandovi ad andare ad ammirarlo con i vostri occhi.
Troverete lo sguardo di un’ umile fanciulla e la sua emozione nell’udire ciò che le accadrà.
Vedrete l’angelo dalle grandi ali con quel fiore palpitante di purezza e candore e una bianca colomba in volo in quella stanza dove tutto avviene.
È la bellezza di un mistero nello splendore di un magnifico dipinto.

Annunciazione (5)