Il Santuario della Madonnetta: un frate devoto e una visione

Questa è la storia di un Santuario, di un frate devoto e di una mistica visione.
Il Santuario della Madonnetta si erge nel quartiere di Castelletto in un punto particolarmente elevato, lo si raggiunge percorrendo Salita della Madonnetta da Piazzetta Giulio Marchi oppure dalla parte alta di Via Ausonia, vi si arriva poi comodamente con la Funicolare Zecca Righi che prevede appunto una fermata denominata Madonnetta.
Pochi passi su per una creuza e sarete in questo antico luogo di culto che ha una storia complessa e straordinaria che io proverò a narrarvi a modo mio.

Bisogna andare indietro nel tempo, fino alla seconda metà del ‘600 e figurarsi un giovane novizio di appena 16 anni: il suo nome è Marino Sanguineti, è nato a Genova nel 1658 e da frate dell’Ordine degli Agostiniani Scalzi ha assunto il nome di Padre Carlo Giacinto di Santa Maria.
È un frate fervente e prega con amore autentico la Madonna alla quale è particolarmente devoto e un giorno, mentre è raccolto nelle sue preghiere, a lui appare una visione.
Narrano le cronache che egli vide in quel luogo a quel tempo selvatico e nel quale un giorno sarebbe sorto il Santuario, proprio un edificio come quello che verrà realizzato: è una chiesa a pianta ottagonale consacrata alla Vergine Maria.

Egli vede gli altari e le opere in essa collocate, vede con precisione ogni dettaglio che ancora adesso possiamo ammirare.
Padre Carlo Giacinto non conosce esitazioni, nel suo cuore egli sa che ciò che ha veduto diverrà un giorno realtà per volontà divina.

E tuttavia, malgrado ciò, è difficile per lui farsi ascoltare, persino i suoi confratelli e i suoi superiori manifestano un certo scetticismo sulla possibilità che venga edificata una chiesa in quel luogo, tra l’altro così vicino alla chiesa di San Nicola da Tolentino.
Egli attende, con fede e pazienza, narrano sempre le cronache che ancora la Madonna gli apparve in quell’anno in cui tutto ebbe inizio.

Altro tempo trascorse e, lontano da Genova, avvenne un fatto che ora vado a raccontarvi.
Era il 1686 e a Trapani viveva un certo Giambattista Cantone: originario di Savona egli dimorava in Sicilia con la sua famiglia e voleva appunto rientrare nelle sue terre ma non intendeva prendere il mare senza portare con sé un’immagine della Madonna.
Così sì recò dallo scultore Giovanni Romano e là nel suo studio vide una statua magnifica in prezioso alabastro, l’opera rappresenta Maria con in braccio Gesù e si differenzia dalle altre perché il Bambino, anziché rivolgere lo sguardo ai fedeli, tiene gli occhi sul viso di sua Madre.

Il Cantone acquistò la statua e se ne partì così il 22 ottobre 1686 e a bordo della sua imbarcazione portò anche la bella Madonnetta.
Il viaggio si rivelò presto periglioso, venti e tempeste sferzarono le vele e tutti, nel timore di un fatale naufragio, levarono preghiere a Maria venerando l’immagine di lei.
E il mare si placò e poi ancora tornò la burrasca e ancora altre preghiere si levarono a Maria.
Infine il Cantone toccò la costa ligure e tenne sempre con sé la bella statua della Madonna la cui fama prodigiosa, tuttavia, si diffuse velocemente.

Ne venne infatti a conoscenza anche una certa nobildonna di nome Eugenia Moneglia, originaria della Spagna ma dimorante nella città di Genova.
Ella ottenne dal Cantone la preziosa statua in alabastro e la tenne con sé, quando poi si approssimò la fine della sua vita al capezzale di Eugenia fu chiamato il suo confessore, un religioso devoto e noto per il suo zelo: si trattava proprio di Padre Carlo Giacinto.
Egli vide l’immagine, pensò di chiederla alla nobildonna ma non osò farlo, alla morte di Eugenia la ricevette poi dalle mani della figlia di lei, Isabella Salvago.
E così il Padre Carlo Giacinto ebbe infine la statua della Vergine e, dopo averla dapprima collocata nella cappella del noviziato, ottenne in seguito il permesso di costruire una piccola cappella tra le rovine dell’antica chiesa di San Giacomo.
Negli anni a venire furono molti i pellegrini che si recarono lassù e il Padre Carlo Giacinto, con la sua fede incrollabile, confidò all’architetto Antonio Ricca che in capo a 5 anni lì sarebbe sorta una chiesa grandiosa e che lui ne sarebbe stato l’architetto.
E così accadde, i lavori furono completati in fretta e il Santuario venne aperto al culto il 15 Agosto 1696.
La chiesa ha una particolarità: è rivolta verso i monti e non verso il mare: così era stata voluta e così l’aveva veduta il Padre Carlo Giacinto, così venne quindi edificata.

Narrano sempre le cronache che, se fosse stata costruita con quel panorama davanti, tale bellezza sarebbe stata una distrazione, mentre invece questo luogo è da considerarsi un luogo di conversione e raccoglimento.

Il Santuario è celebre per il suo presepe ma è anche un luogo ricco di opere d’arte e conserva tra le sue mura un numero straordinario di reliquie, sono circa 25.000 e sono custodite in preziosi reliquiari.
Sull’altare maggiore è posto un magnifico crocifisso ligneo del Cambiaggio risalente alla fine del XVII secolo.

Nella cripta è collocata la bella statua della Madonna di Trapani, alle pareti ci sono appunto molte delle reliquie precedentemente citate.

E là, ai piedi di Maria, fu posto il Padre Carlo Giacinto che ancora là riposa in una diversa tomba sita nella medesima cripta.

Madonnetta (9)

E in questo luogo alzate lo sguardo, sopra di voi ci sono magnifici affreschi.

In un angolo del convento poi è posta questa celletta: qui viveva Padre Carlo Giacinto.

Madonnetta (12)

Madonnetta (13)

Qui sono conservate alcune delle sue poche cose e suscita una certa emozione vederle.

Madonnetta (14)

E qui c’è anche il viso bello e fiducioso di lui.

Madonnetta (15)

Il Santuario della Madonnetta è ricco di opere magnifiche e di grande pregio artistico, ve le mostrerò in articoli differenti.
Oggi questo articolo è interamente dedicato alla nascita del Santuario e alla storia del suo fondatore, qui trovate il sito della Madonnetta con molte altre informazioni in diverse lingue.
Ringrazio Padre Eugenio per l’accoglienza e ringrazio anche l’Architetto Roberto Bajano che mi ha accompagnata nella mia visita, Roberto è un profondo conoscitore del Santuario ed è anche un caro amico da tutta la vita, lui mi ha mostrato le molte bellezze del Santuario, per questo articolo ho inoltre consultato la piccola Guida che si trova al Santuario.

Desidero infine mostrare ancora a voi una piccola opera che io ho trovato di magnifica fattura, cosi fine e deliziosa: è il piccolo Gesù Bambino di Padre Carlo Giacinto.

Mi ha colpita per la sua grazia e per la dolcezza che sa suscitare.

È una delle opere di rara raffinatezza che trovate nel Santuario veduto in un giorno lontano dall’attonito Padre Carlo Giacinto, sorto nel luogo che a lui venne indicato e dove si conserva, sotto una luce chiara, una magnifica Madonna in alabastro sempre venerata da sguardi devoti.

36 pensieri su “Il Santuario della Madonnetta: un frate devoto e una visione

  1. Che magnifico santuario e che bella storia! Le statue sono molto belle ed espressive, grazie miss e spero di leggere ancora di questo posto così particolare e mistico

  2. La genesi dei santuari è spesso legata a storie interessanti e complesse e anche questo caso non è da meno. È curioso che sia rivolto ai monti, certamente non volevano essere distolti dalla loro devozione anche se la bellezza della natura non dovrebbe considerata al pari delle vanitas umane. Un bacione!

  3. Dopo Covid 19 avremo a che fare e a che scoprire dearest miss Fletcher! Non vediamo l’ ora di cominciare ….. ma ancora bisogna avere pazienza en speranza!!! Nel frattempo godiamo delle tue
    bellissime immagini e delle tue storie affascinanti sul blog!! Un abbraccio di cuore!

  4. Irene
    Questa storia è commovente e le tue immagini bellissime. Come l’ha detto Els non vediamo l’ora di continuare a scoprire
    con te i tesori della tua Genova. Grazie mille, dearest Miss Fletcher. Un bacio grosso a te.

  5. Grazie ancora Miss Fletcher,per la tua curata descrizione su questo posto ricco di episodi di fede e di arte.Anche se guarda verso i monti la veduta ampia sul mare non toglie nulla.
    Della Salvago poi si tratta dei Salvago Raggi?
    Con Paola Frassinetti hanno vissuto due sorelle Isabella e Maddalena Salvago epoca 800.
    Buona notte Miss

    • Sulle “Cronache” della costruzione del santuario ci si ferma al titolo: Isabella Moneglia-Salvago (senza Altri nomi come i Raggi, di cui chiedi tu).
      Comunque, siccome i detti popolari sono spesso verità non ufficiali, quello calzante in questo caso trovo che sia (scritto come si pronuncia in genovese): “no sciortan mai dau serciu”, non escono mai dal cerchio; cioè si sposano sempre tra di loro, tra nobili. Questo per dirti quanto sia probabile che i Moneglia – Salvago della storia, possano successivamente essersi allargati anche ai Raggi.

  6. Bellissima ed originale la statua della Madonna e carinissimo il bambinello con le guanciotte rosse.
    Andrò ad approfondire questa bella storia sul sito del Santuario.

  7. Carissima Miss Fletcher, bravissima per lo splendido servizio sul nostro Santuario. La Madonnetta ti benedica e benedica tutti gli amici di questo blog, che invito cordialmente a venire di persona per contemplare da vicino questa meraviglia, non solo di Genova ma di tutta l’Italia. P. Eugenio

  8. Splendido questo Santuario della Madonnetta che io non avevo mai visto.complimenti per il servizio che in un momento come questo ci è particolarmente gradito.

  9. Gentilissima Dear Miss Fletcher ringrazia anche a nome mio P.Eugenio e nutro santa invidia per lui che vive più di me questo scrigno di genova superba
    A volte una storia lontana viene rivissuta da vicino grazie proprio a voi,e pensare che di li sono passati santi e sante e altre persone mi riempie di gioia.

  10. Miss perdonami ancora ma questa audace sensibilità per le cose antiche mi accompagnerà fino alla morte e ne ringrazieremo tutti Dio per i suoi doni.
    Quello che mi colpisce maggiormente è il fatto che sepur muti e stupiti nei loro sguardi sia il bambinello che la mammma sua,hanno assorbito lo sguardo di molti e che li abbiano impressi e archiviati nella loro storia?Ma è bellissimo questo!!

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