Estate negli anni ’70

L’estate negli anni ‘70 era la stagione preferita di noi bambini felici e pronti all’avventura.
L’estate allora iniziava appena finiva la scuola: si facevano i bagagli e si partiva per le agognate vacanze che duravano fino a settembre inoltrato.
Di regola il nostro programma di famiglia prevedeva prima un periodo nella casa del mare sulla riviera di ponente e poi, dalla fine di luglio, si andava a Fontanigorda.
Erano due viaggi totalmente diversi: per arrivare al mare si prendeva l’autostrada, tutta dritta, disseminata ai lati da solari ginestre e con le macchine che andavano veloci, a Fontanigorda si arrivava invece percorrendo la Statale 45 con tutte le sue dolci curve che si snodano nei boschi.
In entrambi in casi io contavo i cartelli e come ho già avuto modo di scrivere in passato il mio preferito è sempre stato quello della caduta massi.
In quelle gloriose estati degli anni ‘70 sono stata provetta tuffatrice, amica dei granchi e delle stelle marine, partecipante ad interminabili partite a guardie e ladri nel fresco della Val Trebbia, spericolata ciclista e di conseguenza anche collezionista di graffi di vario genere.
Coltivavo poi anche passatempi più tranquilli come, ad esempio, le perline delle quali ho già avuto modo di scrivere in passato.
Le perline stavano in una bella scatola grande che in origine ospitava certi cosmetici della mamma.
Le perline, naturalmente, sono ancora lì, in quella scatola.

L’estate negli anni ‘70 era calda come un abbraccio, le bambine all’epoca portavano il fazzoletto in testa e il mio era verde acido.
E quel fazzoletto ce l’ho ancora, ovviamente.
L’estate negli anni ‘70 era una roba che oggi forse è difficile immaginare, noi non eravamo mai annoiati e stufi, avevamo sempre qualcosa da fare.
E la nostra parola d’ordine era una sola: avventura!
Mi ricordo, ad esempio che una volta a Fontanigorda, con un manipolo di ragazzini, ce ne andammo alla scoperta di un prato dove non eravamo mai stati prima, non che fosse chissà dove però era una nuova esperienza!
E al margine del bosco c’erano i lamponi da gustare, i legnetti da raccogliere, i fiori dondolanti.
Noi bambini degli anni 70 eravamo sorridenti, vivaci, entusiasti e non stavamo mai fermi.
E a Fontanigorda c’erano le infinite scorribande in bicicletta, le partite a calcio balilla e poi le fantastiche cacce al tesoro organizzate tra gli altri anche dalla mia mamma, un giorno o l’altro ve ne parlerò.
L’estate negli anni ‘70 ci lasciava un senso di assoluta libertà che sarebbe divenuto prezioso ricordo nell’inverno piovoso, in quei pomeriggi in cui ci toccava stare a casa a fare i compiti.
Poi siamo diventati grandi.
Qualche settimana fa mi sono fatta un braccialetto di perline identico a quello che portavo da ragazzina.
Come allora ho usato la lenza da pesca di papà, quella che da piccola mi serviva per tirar su i granchi e metterli nel secchiello per poi ributtarli in mare.
In qualche modo, anche da grandi, si resta un po’ come si era diversi anni fa.
E soprattutto resta, nella mia memoria e nel mio cuore, la mia eterna gratitudine per la mia infanzia spensierata e felice.

12 pensieri riguardo “Estate negli anni ’70

  1. le estati degli anni 70, tutti i pomeriggi con mamma e sorella da santa Margherita alla spiaggia di Zoagli dove trovavamo zia e cugini , io più grande di 7 anni facevo combriccola con i “ragazzi grandi “, grandi nuotate e tuffi dal molo con grande gioia di mia mamma sempre di vedetta…. braccialetti e collanine di perline erano un vero must, oltre a quelli avrai fatto anche le spille da balia con le perline infilate immagino 😁

    1. Che ricordi belli Giuseppina! Sì, le spille da balia con le perline, come dimenticarle.
      Ogni volta che scrivo di quegli anni non mi sembra poi passato tanto tempo, che belle estati le nostre.
      Grazie Giuseppina, buona giornata.

  2. Grazie my Dear del tuo bel racconto,e anche quello di Giuseppina,i miei racconti non li narro è proibito da me stesso,mi diletto ad ascoltare i vostri,belli e ricchi di particolari,poi tu li narri in con metodo che sembra essere lì a riviverli. Grazie my Dear dei tuoi racconti estivi anche se non nego tanta nostalgia,tu in riva a un mare e io dall’altra parte del mare.E’ bello raccogliere le esperienze e farle nostre. Un caldo saluto (39°) Mauro

  3. La mia estate era per certi versi molto simile, semplice ma piena di cose da fare e di avventure, soprattutto il periodo in montagna. Da noi andavano molto forte rialzo e nascondino. Si rientrava solo per mangiare e nel mio caso per leggere in santa pace. Non riesco a pensare a niente di così appagante come quelle estati… baci!

  4. Miss, sempre belle le rimembranze delle tue estati d’infanzia… estati sicuranente molto meno bollenti di quelle che ultimamente ci passa il convento…

    1. Uh, veramente. Pensa che da ragazzina a Fontanigorda mettevo sempre la giacca pesante di sera perché faceva freddo, negli ultimi anni invece tutta un’altra storia.

  5. Le nostre estati degli anni 70!!!!! Le ricordo infinite e piene… ricordo soprattutto la spensieratezza e la semplicità delle cose … bastava una giornata al mare, un pomeriggio in “villa” dagli zii, il soggiorno nel medesimo luogo di sempre in campagna per rassicurarci che si era dentro una nuova identica estate !…

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