Panni stesi di marzo nei caruggi di Genova

E ritorniamo ad ammirare la bellezza dei panni stesi nei caruggi di Genova, in una straordinaria giornata di sole tutti si sono affrettati a fare il bucato e così ecco i colori della primavera dondolare al vento davanti alle fiere torri di Porta Soprana.

Percorrendo Via di Ravecca ci si ritrova, ancora una volta, in una sorta di dipinto caratteristico e denso di vita.

E il cielo è chiaro, luminoso, celeste.

Tra le case sono tese le corde da stendere.

E la brezza leggera solleva le tovaglie e i lenzuoli che danzano così in mezzo alla via.

E altri contrasti ancora ci accolgono in Vico del Dragone.

E l’azzurro sovrasta le persiane in Vico Boccadoro.

Tra le tinte chiare di Vico del Fico spicca, davanti a una finestra, un’allegria di viola.

Sarà un colore alla moda, forse, l’ho trovato in una diversa sfumatura anche in Via San Bernardo.

Finestre, panni stesi, caruggi.

E su Piazza San Giorgio il turchese di marzo, così profumato di mare e di freschezza genovese.

La magia di Vico delle Fate

La magia di Vico delle Fate è già nel suo toponimo e in questa quiete silenziosa, nei colori che la luce sa rendere vividi.
Così si osserva il nostro caruggio, tra Vico del Fico e Via di Ravecca.

Queste sfumature incantevoli della città vecchia diventano più tenui e assumono toni pastello quando il cielo è velato dalle nuvole: è la magia del Vico delle Fate.

E qui, salendo verso Ravecca, si trova un’edicola vuota, un tempo ospitava una statua della Madonna con il Bambino.

Il Vico delle Fate si incrocia così con il Vico del Dragone sul quale, in certe giornate, cade così splendente la luce del sole tagliando in due il nostro caruggetto magico.

Un vicoletto breve e da poco, si dirà, eppure ha conservato ben tre delle sue targhe storiche, doveva essercene anche una quarta all’inizio del vicolo.
Ai tempo nostri ce ne sono tre e sono piccoli tesori di un tempo lontano.

E anche questa, se volete, è la magia del Vico delle Fate.

Non potrete mai perdervi in questo vicoletto, l’antica saggezza di chi ci ha preceduto ha voluto che ovunque vi venisse ricordato dove vi trovate.

E poi riguardando ancora il Vico delle Fate con gli occhi di un’altra epoca lo troverete particolarmente vivace e pieno di gente che va e viene, quelli che abitano qui si conoscono tutti e, come ho letto sulla mia copia della Guida Pagano del 1927, in quell’anno in Vico delle Fate c’erano un fabbro, un ottoniere e un fornito pollivendolo.
E inoltre va ricordato che c’erano anche due osterie dove di certo si serviva il vino buono per brindare alla bellezza della vita.

Ogni luogo ha la propria storia, le sue memorie dimenticate, le vicende di un quotidiano che poi, nel tempo, è mutato.
Rimane, in questa parte della città vecchia, la semplice magia di Vico delle Fate.

Camminando in Vico del Fico

Camminando in Vico del Fico, in qualche modo, mi pare di ritornare ad un passato che mi riguarda.
E ho qualche piccola certezza, per così dire: in questi luoghi visse un mio antenato a me molto caro, giunto qui nell’Italia preunitaria lui aveva casa in Vico di Mezzagalera.
E chissà quante volte sarà passato anche lui nel vicino Vico del Fico, quando ci penso mi emoziono tanto, credetemi.

Camminando in Vico del Fico mi piace pensare che, in realtà, il cielo sopra di noi è il medesimo che vide il mio antenato quando percorreva queste vie animato dal suo ardente spirito patriottico, furono proprio i suoi ideali a condurlo nella Superba.
Cielo di Genova e cielo d’Italia su Vico del Fico.

Camminando in Vico del Fico finisco sempre per andare un po’ più in su e per svoltare in quel Vico del Dragone che fu il luogo natale di Francesco Bartolomeo Savi, un genovese che l’amore per la patria lo aveva nel sangue e nel cuore.

Camminando in Vico del Fico poi mi soffermo sempre davanti a un antico portone e osservo le finestre e gli immancabili panni stesi.

Là, su quel muro, è posta un’antica scultura e nel marmo è rappresentata la Sacra Famiglia, una delle tante immagini religiose che testimoniano passate devozioni.

Camminando in Vico del Fico finisce anche che mi fermo sempre nella piazzetta che porta il medesimo nome: l’albero dai frutti dolci ha l’onore di aver donato il toponimo a questi luoghi antichi e in questa Genova di caruggi una piazza può essere proprio così: un fazzoletto di cielo la sovrasta e i palazzi fanno da magnifica cornice al cielo turchese.

Camminando in Vico del Fico, in realtà, mi rendo conto di come questi posti non mi stanchino mai perché sono vivi di storia, di ombre, di luci, di vicende da scoprire e da raccontare.

Camminando in Vico del Fico, poi, a volte mi sorprende una magia di bucato e di colori allegri e brillanti.

Camminando in Vico del Fico, ogni volta, so già che ritornerò ancora e ancora: a cercare i panni stesi, il cielo chiaro, le finestre che lasciano entrare l’aria fresca, una Madonna scolpita nel marmo, i volti del passato e quelli del presente, semplicemente la vita in Vico del Fico.

Per caruggi

Vi porto per caruggi, in un pomeriggio d’inverno.
In quei posti che amo, oltre la prospettiva di case alte a breve distanza da Porta Soprana.
Lo dico sempre, io vado ovunque e senza alcuna meta, in realtà.
Cammino, a Genova.

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E si può non indugiare davanti alla vetrina di Casaleggio?
Canestrelli, nocciole, miele, sciroppo di rose, vasi e vasetti.

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E poi scendo in Piazza delle Erbe, con le sue antiche case dai colori caldi di zafferano e biscotto.

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E mi fermo davanti a quella che fu una libreria antiquaria, questo posto è rinato a nuova vita e adesso ospita un caffè letterario, io non ci sono mai stata e mi ripropongo di scoprirlo presto.

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Su e giù per questi caruggi, tuttavia la meta non è importante, ve l’ho detto, io vado ovunque.
Basta esserci, basta guardare il cielo sopra la città.

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E la prospettiva di Vico del Fico che si perde lassù in un bagliore di giallo.

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Gli edifici che si scorgono in lontananza sono quelli di Piazza delle Lavandaie, facile immaginare di vedere donne curve sotto ceste pesanti cariche di panni, difficile immedesimarsi nelle vite degli altri e figurarsi fatiche che fortunatamente non abbiamo conosciuto.

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Da queste parti nel tardo pomeriggio la luce dolcemente declina mentre il cielo si tinge di oro oltre i tetti e oltre il campanile di San Donato.

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E poi sali su per Vico delle Fate, un posto con un nome simile può soltanto riservare incanti.

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E muri antichi e mattoni consunti.

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E poi, magari, vagando senza meta per i caruggi, può capitare di sbucare in Via Ravecca, a volte si finisce per trovare persino una perfetta geometria di colori in luoghi come questi.

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Quando meno te lo aspetti, in ogni luogo.

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Quando il sole illumina i tetti, a Genova, in un pomeriggio d’inverno.

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Riflessi, tulipani e panni stesi

Al di là dei vetri, dietro le finestre, ci sono le vite degli altri.
A volte però a me affascina ciò che è davanti a certe finestre, in vicoli e scorci di caruggi, quando brilla il sole.
Magari là, in Piazza Pinelli, dove lo sguardo trova un gioco di riflessi.

Piazza Pinelli (1)

E cielo e muri che si specchiano nei riquadri.

Piazza Pinelli (2)

C’è una realtà che vive solo per pochi istanti, poi si dissolve.

Piazza Pinelli (3)

Intanto appare come un miracolo di luce contro i vetri di questa piazza di caruggi e persino un umile straccetto può sembrare una seta raffinata.

Piazza Pinelli (4)

La bellezza si manifesta in molteplici maniere, poi resta da vedere se noi siamo abbastanza attenti da saperla cogliere.
A pochi passi da Porta Soprana una ringhiera, delle catenelle, dei vasetti per le conserve.
E l’acqua salvifica e i tulipani rosa.
La bellezza è così, semplice.

Tulipani

E in Salita di Carbonara intrepide mollette dondolano nell’azzurro cielo.

Salita di Carbonara

Altrove tengono fissati i lenzuoli alla corda da stendere, bisogna pur difendersi dal vento capriccioso!
E i colori, i colori potrete vederli solo in posti come questo, rosa e fucsia sotto a una striscia turchese.

Piazzetta della Fragola

E viola contro il rosso, sopra una scalinata impervia.

Salita della Rondinella

E diverse tonalità di verde e quel blu vivo e intenso che ci regala la tramontana di Genova.

Vico del Fico

E solo in posti così troverete tutte le sfumature di giallo e di arancio appena sfiorate da un raggio di sole che si insinua tra le case.

Salita di Montebello

Colori di primavera, storie di riflessi, panni stesi e tulipani.

Tulipani (2)