È un giovane favoloso e il suo sguardo magnetico travalica i secoli per giungere intatto fino a noi.
È un uomo prestante, vigoroso e fiero e i suoi tratti decisi ci sono stati tramandati dal talento di Antoon Van Dyck che ultimò questa sua opera attorno al 1626 durante il suo soggiorno genovese.
Il dipinto è parte della Collezione della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda e fino al 19 Luglio è esposto alla mostra Van Dyck l’europeo allestita a Palazzo Ducale di Genova e curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen.
Il fascino di questa figura è poi anche accresciuto dall’alone di mistero che la circonda e negli enigmi che pongono agli studiosi domande alla quali trovare le giuste risposte.
Il giovane porta una scintillante armatura ma questa, come si apprende alla mostra, non pare risalire agli inizi del ‘600 ma sembra invece di fattura cinquecentesca.
Brilla l’elsa della sua spada, il prode è pronto a mostrare il suo coraggio.
Seducente e affascinante, porta i capelli lunghi ad una maniera, ancora una volta, non corrispondente al quel secolo nel quale Van Dyck realizzò il dipinto.
Ha i tratti ben definiti, labbra carnose, sguardo vivido e attento e sfoggia una baldanza eroica trasmessa dalla postura e dalla sua fierezza.
Una fascia di color rosso brillante è annodata sul suo braccio sinistro, in un gioco di vivaci contrasti.
Non conosciamo il nome di questo giovane e se invece sapessimo tutto a proposito di lui forse la sua figura acquisirebbe ancor più carisma?
Non saprei dirvelo ma so per certo che il giovane è affascinante come una rockstar.
E a proposito dell’enigmatica identità dell’armigero, la teoria prevalente riferisce che all’epoca del ritratto nella città di Genova si era soliti commissionare dipinti di “immaginari” antenati che dessero lustro a famiglie che ne avevano particolare necessità.
E forse l’ardito armigero poteva essere proprio uno di loro.
E mistero si aggiunge a mistero, in quanto di questo dipinto esistono diverse copie; ho letto che una di esse, ad esempio, si trova a Buckingham Palace ed è attribuita alla scuola di Van Dyck.
Le mie modeste fotografie non rendono certo giustizia a questo capolavoro, se andrete ad ammirarlo alla mostra vi renderete conto della sua assoluta bellezza che non so davvero descrivere a parole.
È un magnifico mistero dal fascino imperituro, è il giovane armigero dipinto da Van Dyck in un lontanissimo giorno vissuto nella nostra Genova.







Potrebbe essere anche un personaggio di fantasia mai esistito?! Oppure un quadro commissionato per un occasione di gala?
Comunque le antiche famiglie riportavano tutto riguardo a spese, viaggi, nei loro annuali che oggi si trovano negli archivi di famiglia.Questo lo so per aver valutato la cosa.E’ mi fà pensare che lo stesso giovane(ma non ragazzo)sia stato immortalato mentre si specchiava,me lo fà pensare i riflessi di luce nel volto.Comunque sia,la sua possanza ci fà pensare a tante cose.Speriamo che la ORLANDO le dia un nome.
Miss sei sempre un’artista nei tuoi post.
L’ invenzione di immaginari antenati per ottener lustro mi diverte alquanto perché credo abbia di gran lunga varcato molto secoli e corrisponda ancor oggi al bisogno spasmodico di apparire … anche magari cercando accumulare onorificenze o meriti…
Ecco qui il nostro affascinante armigero! Trovo troppo divertente l’ipotesi che possa essere un avo immaginario (magari dipinto con le sembianze di un prestante giardiniere). Quante cose si scoprono qui da te… baci!