Alle donne e al loro coraggio, alla loro fierezza, alla loro pazienza e alla loro lungimiranza.
Alle donne e alle loro fatiche e alle loro speranze, nei tempi presenti e in quelli lontani.
A queste donne del passato, con un cammino nel mondo in qualche modo già previsto, figlie amorevoli, spose gentili, madri affettuose e complici sorelle.
A colei che ha tanto vissuto e getta il suo sguardo, fitto di pensieri, così lontano.
Alla giovane donna con l’orecchino minuto, la posa graziosa e la treccia garbata sul capo.
Alla fanciulla che porta una collana identica a colei che le siede accanto.
Sono donne della stessa famiglia, ognuna è un respiro e un battito del cuore, ognuna ebbe un percorso diverso e le più giovani forse saranno state persino capaci di immaginare un destino differente e la libertà di scegliere per se stesse, con minori vincoli di quelli in uso alla loro epoca.
Alla ragazza con la medaglietta, l’abito con le maniche di pizzo e lo sguardo intenso.
Ha una gonna a righe, brilla al suo anulare un anello prezioso.
Sono garbate, raffinate, una regge un cappello e tra le mani della fanciulla c’è un bel ventaglio.
Sono donne di giorni distanti, ho voluto rendere loro questo omaggio e allo stesso tempo dedicare questo post a tutte le donne.
La fotografia viene dal Veneto, a tergo è stampata anche una data.
Questi occhi ci osservano da un secolo lontano, ci raccontano vite che non sappiamo immaginare.
Con grazia, dolcezza e e con l’orgoglio di essere donne.






