Genova, anni ’20: le pregiatissime lane del Signor Vigna

Ritorniamo a camminare nel passato e andiamo insieme a scoprire una fiorente attività commerciale in una centralissima zona di Genova.
Proprio davanti al negozio del Signor Francesco Vigna ecco i sacchi con la lana per materassi, i sogni d’oro dei genovesi sono garantiti dall’abilità di questi artigiani e dall’alta qualità dell’imbottitura.

In questa passeggiata nei tempi lontani vi mostrerò due fotografie di mia proprietà nei loro dettagli e andremo insieme proprio nel luogo in cui furono scattate.
Negli anni ‘20 le lane per materassi del Signor Vigna sono rinomatissime e molto apprezzate, le due fotografie dimostrano la fierezza per il proprio lavoro e per i successi ottenuti.
E a dir la verità, senza alcuna certezza, penso che quel signore fotografato sulla soglia del negozio fosse proprio il Signor Vigna medesimo e quella sullo sfondo doveva essere la sua famiglia.

Ecco poi la fotografia nella sua interezza, è uno scorcio cittadino che non è stato difficile rintracciare.
Sullo sfondo si nota anche l’insegna di Garbarino & C che trattava all’epoca disincrostanti per caldaie.

Ci troviamo in Piazza Martinez, esattamente in questo punto c’era un tempo l’attività del Signor Vigna.

Qui si vendevano lane, crini, kapok e tele.
Il nostro doveva essere un abile commerciante, osservando la pubblicità che appare tra le pagine della Guida Pagano del 1922 si nota che, come simbolo dell’attività, era stata scelta una testa di pecora.
E non mancava una nota dedicata a un ambito premio che il Signor Vigna si era aggiudicato con tutti i meriti.

Torniamo ancora davanti al negozio, c’è un ragazzo con un sacco colmo di lana e un macchinario per lavorarla.

In questa seconda fotografia si notano ancora alcune delle persone presenti nella prima: l’uomo con il cappello, la ragazzina con l’abito bianco e sull’estrema destra la donna con il vestito nero.

In un giorno distante, in Piazza Martinez.

In un luogo che queste persone, ancora adesso, saprebbero riconoscere.

Con mia meraviglia ho anche scoperto che questa seconda fotografia che avete appena veduto venne utilizzata per la pubblicità dell’attività sulla Guida Pagano del 1926.
La vedete qui di seguito, insieme ad altri dettagli.
Curiosamente in questo secondo volume si sottolinea che l’attività del Signor Vigna venne premiata con Medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale di Genova del 1921, mentre nel volume del 1922 la data del premio era 1912, presumo pertanto che in uno dei due libri ci sia un errore di battitura.

Il tempo è trascorso inesorabile, anche in Piazza Martinez le attività commerciali hanno un nuovo volto adatto ai nostri tempi.
Eppure, in un giorno di dicembre, in qualche maniera abbiamo compiuto un viaggio nel tempo e qui abbiamo ritrovato un’antica attività.

Queste sono le pregiatissime lane del Signor Francesco Vigna, commerciante di Piazza Martinez in questa Genova che sappiamo vedere con gli occhi dell’immaginazione.

Le frazioni di Genova

Gironzolando per la città con sguardo curioso capita di scoprire sempre le tracce del passato, ogni volta per me è una bella sorpresa.
E così, nel tempo, per pura casualità mi sono imbattuta in alcune targhe stradali che indicano le frazioni di Genova, sono quei comuni che nel 1874 vennero annessi alla città che fino a quell’anno comprendeva semplicemente i sei sestieri: Molo, Maddalena, Portoria, Prè, San Vincenzo e San Teodoro.
Le frazioni corrispondevano quindi a comuni soppressi, le vecchie guide amministrative della città sono prodighe di dettagli a proposito delle sei frazioni che erano le seguenti zone della città: Foce, San Francesco d’Albaro, San Martino d’Albaro, San Fruttuoso, Marassi e Staglieno.

Su questi volumi del passato poi, per ogni frazione vengono indicati con precisione i confini, ad esempio, a proposito di Staglieno questo è l’incipit sull’Annuario Genovese Lunario Signor Regina del 1899:

“Da Porta San Bartolomeo percorre i bastioni fino al Forte Sperone e lungo la costa sino al Forte Puino”.

Prosegue poi dettagliatamente segnando un’area specifica.

Queste targhe, vedute appunto per puro caso, raccontano quell’altra Genova.

Non ho la serie completa delle immagini, per così dire, infatti non ho fotografato una targa per ogni frazione, attendo semplicemente che il destino mi regali questi altri ulteriori meravigliati stupori.
In compenso ho avuto modo di fotografare due targhe riguardanti San Francesco d’Albaro site in due luoghi diversi.
Anche così la Superba si racconta, nelle tracce di un tempo che non abbiamo vissuto.